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Foto. A. Pignatiello

 

Nel variegato argipelago della rete leggo, talvolta, che qualche studioso ancora insiste sulla ubicazione dell'arce sannitica denominata Akudumniad, con i vici ch'erano parte del coronimo, ovverossia la Aquilonia della battaglia del 293 a. C., nell'alto Sannio, in Molise. Tengo a dire che tali zone hanno rivestito una importanza grandissima nel divenire storico dei Sanniti, essendo peraltro esso territorio eccezionalmente ricco di vestigi archeologici (sicuramente da visitare), ma al contempo occorre ribadire che l'identificazione de quo è del tutto forzata ed alquanto inverosimile. Al di là delle prove già pubblicate da eminenti studiosi, i quali fondano su argomentazioni precise e sulla scorta di ritrovamenti non lontani nel tempo la tesi della identificazione di Akudumniad/Aquilonia con Lacedonia, in Alta Irpinia, è da riferire che una ulteriore prova risolutiva è affiorata dalle zolle dell'ager lacedoniese soltanto nel 2008, per la qual cosa probabilmente non è a tutti nota. In Molise non è stata mai ritrovata alcuna epigrafe, osca o romana, che riporti nella sua legenda il nome del luogo oggetto di una contesa che ormai dura da secoli. Di contro vorrei porre all'attenzione di tutti il testo di una epigrafe sciolta dal prof. Camodeca, docente di Storia Romana e di Epigrafia presso l'Università "Federico II" di Napoli.

Nell'agosto del 2007 il Camodeca espletò un sopralluogo epigrafico nel Museo Diocesano di Lacedonia, ove la sua attenzione si soffermò su un blocco di calcare, spezzato a destra, che presentava al centro dello specchio epigrafico un foro rettangolare perché reimpiegato in epoca moderna quale base per una cancellata.

A dire il vero nessuno, me compreso, si era mai preso il disturbo di studiare l’iscrizione che vi si intravedeva, soprattutto in grazia della difficoltà di lettura dovuta all’erosione operata dagli agenti atmosferici cui la pietra era stata esposta, per quanto le lettere misurassero in altezza ben cinque centimetri.

Nell’agosto del 2008 giunse il responso del prof. Camodeca, che aveva letto l’epigrafe nel modo che segue (con integrazione intervenuta dopo un'attenta ripulitura della parte che risultava coperta da sedimenti):

 

L(VCI) DOMITI FORTV[nati]

VETERA(ni) AVGG(ustorum) N[n(ostorum), qui]

MILITAV[it] COH(orte) III [praetoria --- ]

M(unicipium) AQVILONIAE E(x) A(uctoritate) PU(blica)

DOMITI S(enatu) C(onsulto) AE(re) P(ublico) M(onumentum) D(edicavit))

C(larissimo) V(iro)

 

A Lucio Domizio Fortunato

Veterano dei nostri Augusti, che

Militò nella terza Coorte Pretoria

Il Municipio di Aquilonia per il prestigio pubblico

Di Domizio, su deliberazione del Senato, con denaro pubblico, dedicò il monumento

All’illustrissimo uomo.

 

Ritengo che a questo punto l'ago della bilancia penda nettamente a favore della identificazione di Akudumniad/Aquilonia con Lacedonia, nel rispetto, naturalmente, di opinioni diverse, alle quali, però, crederemo quando ci mostreranno una qualche prova risolutiva come quella riemersa dalle nebbie della storia antica di Lacedonia in Alta Irpinia.

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Foto. A. Pignatiello

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Foto A. Pignatiello

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Foto A. Pignatiello

 

Le foto si riferiscono alla rievocazione storica della Battaglia di Aquilonia tenutasi nell'agosto del 2014 a Lacedonia.

 


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