DIALETTI

Saletta del Museo della Religiosità piena, tutti i posti a sedere occupati e gente in piedi. Ma quel che più conta, gente interessata e divertita. Diversi i giovani, a testimonianza del fatto che qualcosa, in senso migliorativo, sta pur cambiando. È da dire che la serata ha evidenziato la musicalità dei dialetti nostrani, ivi compreso quello di Lacedonia, che ben si presta alla composizione di ballate, poesie e così via. Nulla da invidiare alla lingua nazionale, con qualcosa in più: una cultura plurisecolare che non merita di essere assorbita ed annichilita dalla globalizzazione in atto, che somiglia sempre di più ad un appiattimento culturale verso il basso. Si è trattato di un incontro aperto, senza relatori e senza noia. Salvatore Salvatore, notissimo ricercatore e finissimo poeta dialettale, ha recitato le sue composizioni in dialetto carifano, per quanto egli stesso consideri Lacedonia come la sua seconda patria, avendo egli studiato presso il Magistrale negli anni sessanta ed essendovi stato a pensione, mentre nei primi anni settanta ha giocato nella gloriosa Folgore. Quindi una delle voci più artistiche di Lacedonia, Peppino Chicone, già autore di ben due libri, tra i quali uno è un vocabolario del dialetto lacedoniese. Ancora Anna Maria Pagliuca, con due delle centiniaia di poesie dialettali che ha scritto in oltre cinquanta anni, l'una delle quali ricorda proprio l'evento che si tiene oggi, la rottura della pignata. E Rocco Pignatiello, che ha letto la sola composizione in dialetto del poeta lacedoniese degli anni trenta Raffaele Fusco, il quale scrisse un poemetto per celebrare l'animale al quale molte famiglie dovevano la sopravvivenza: il maiale. Una vera sorpresa si è rivelato essere Salvatore Tenore, che ha letto due sue poesie dialettali, molto ben costruite ed estremamente musicali. Lo scrivente ha letto qualcuna delle sue poesie satiriche sull'Arte della Maldicenza, una delle quali, Il Malocchio, dedicata a Ciro Autorino, detto "scatozza". Ancora, è stata ricordata la figura di Antonio Vigorita, tra i primi ad occuparsi della conservazione del nostro vernacolo. Presente alla manifestazione il Delegato Regionale dell'UNLA Pietro Guglielmo.

Il LUPO dunque non può che ringraziare la Pro Loco "Gino Chicone", le ragazze del Servizio Civile, l'Assessorato alla Cultura del Comune e l'UNLA per l'organizzazione di un evento che sarà centamente ripetuto anche in altri contesti.

DIALETTI1

DIALETTI2

DILETTI3

DIALETTI4

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