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A Bisaccia, per tutti, è "Zio Vito", giunto ormai alla soglia del secolo di vita. Un'esistenza intensa, non priva di pericoli, avendo egli vissuto il terremoto del 1930 ed essendo stato reduce dalla Libia nel corso della seconda guerra mondiale, più volte salvo per miracolo. Tra i suoi desideri c'era quello di lasciare alle nuove generazioni una eredità sapienziale per il tramite di un libro che raccontasse la sua vicenda umana, trasportata su di un piano collettivo, in maniera tale che diventasse documento antropologico concernente la vita quotidiana di Bisaccia nelle epoche precorse. E' stato accontenetato, perché il volume dal titolo "Sangue e Sabbia - Storia del Sergente Vitantonio Solazzo" vedrà la luce a breve. Ad occuparsi della scrittura del libro l'Unione Nazionale per la Lotta all'Analfabetismo, nella specie la delegazione regionale della Campania, che ha istituito una "Banca della Memoria" a Lacedonia. l'UNLA spera di aver fatto cosa gradita a tutti i bisaccesi, oltre che, naturalmente, a "Zio Vito", persona d'altri tempi, portatrice di una umanità che i cento anni di vita non hanno scalfito. Una quercia d'Irpinia orientale ed al contempo una persona dotata di una carica di simpatia irresistibile.

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