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Fra le tradizioni più antiche non solo di Lacedonia, ma dell'intero osso appenninico meridionale, la "rottura della pignata", che si tiene nella prima domenica di quaresima, riveste sicuramente un ruolo non secondario. Taluni studiosi la riferiscono ai riti propiziatori di capodanno in epoca romana, ma la cosa a me pare molto poco verosimile, anche perché esso cadeva nel mondo romano il primo di marzo, ovverossia in una data precisa. Altri attribuiscono all'usanza velenze connesse alla sessualità e alla procreazione, visione che io non condivido affatto, non esistendo evidenze che inducano a crederlo. Le motivazioni, ritengo, sono molto più semplici. La pentola, in quanto dispensatrice di cibo, ha un valore simbolico in ordine alla fame che ha dominato la società per moltissimi secoli e fino alla fine della civiltà contadina. E dunque romperla significava non altro che accedere alle risorse alimentari, che si spargevano a profusione sul pavimento delle casupole in cui si tenevano le feste con canti e balli ad accompagnare il rito. Un'altra spiegazione che a me pare verosimile è quella che connette la pignata (ma l'ipotesi è formulata da me e non trova riscontri nella letteratura antropologica) alla figura dello Scazzamauriello, lo gnomo che usava nascondere pentole piene d'oro.

L'appuntamento a Lacedonia è per

DOMENICA - ORE 18.00 - PIAZZA FRANCESCO DE SANCTIS

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LE FOTO SI RIFERISCONO ALLA MANIFESTAZIONE DELLO SCORSO ANNO

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LOCANDINA DEFINITIVA modificato 1

Sabato 13 febbraio, in occasione della Giornata Nazionale dei Dialetti, presso il Museo della Religiosità Popolare di Lacedonia si terrà un evento di natura culturale importante concernente il Dialetto lacedoniese e quello dell’Irpinia orientale, perché reputiamo che nulla come il linguaggio racchiuda e conservi l'autentico spirito delle popolazioni, riuscendo a rievocare, al contempo, realtà antropiche ormai scomparse, nel caso di Lacedonia la "cultura contadina". Per questo le validissime operatrici del servizio civile comunale, in collaborazione con la Pro Loco "Gino Chicone", diretta dall'ottima Adele Melillo Franzese, e con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Lacedonia, diretto da Antonio Caradonna, e l'Unione Nazionale per la Lotta all'Analfabetismo hanno raccolto l'invito promanante dalla UNPLI nazionale di partecipare a tale importante iniziativa prevedendo per la giornata in tale data una manifestazione estremamente suggestiva, con la proiezione delle immagini della Lacedonia che fu e soprattutto con la lettura di poesie dialettali antiche e attuali: poesia rievocativa, celebrativa, ballate popolari, poesia satirica e giocosa, detti e proverbi. Per l'occasione saranno ricordate figure che hanno offerto preziosi contributi alla conservazione del nostro dialetto, come il compianto prof. Antonio Vigorita. Tra le personalità di grande spessore che parteciperanno, citiamo quelle che provengono da altre zone: Salvatore Salvatore, Pietro Guglielmo, Aldo Vella, Silvio Sallicandro. Non mancheranno voci locali, come Giuseppe (Peppino) Chicone. Una manifestazione estremamente importante per recuperare il senso delle proprie origini ed al contempo divertente tanto per gli anziani, che avranno il modo di ricordare nostalgicamente, quanto per i giovani, che di sicuro si divertiranno a scoprire un mondo che non esiste più se non nella memoria di pochissima gente.

L'appuntamento, ribadiamo, è alle

ORE 17.00 di SABATO 13 FEBBRAIO - MUSEO DELLA RELIGIOSITA' POPOLARE

Naturalmente chiunque voglia intervenire con lettura di proprie opere o altrui è il benvenuto e questo vale anche per altri paesi.salvatore

SALVATORE SALVATORE

presentazione libro chicone 2012PEPPINO CHICONE

pietro guglielmo modificato 2

PIETRO GUGLIELMO

SilvioSILVIO SALLICANDRO

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monteverde rorro

Paolo Saggese è una delle poche figure di intellettuale, nell’accezione più ampia del termine, che di sicuro non abbisognano di presentazioni, essendo addivenute già da moltissimo tempo a meritata fama in grazia della loro enciclopedica cultura e, nella fattispecie, di un impegno, nel segno del volontariato, posto in essere in difesa della poesia e della narrativa del Meridione d’Italia, tenuta a quel che pare in assoluto non cale persino dai programmi scolastici ministeriali. Molte le sue fatiche letterarie, delle quali l’ultima assume connotazioni pregnanti in virtù dell’argomento che tratta, ovvero quello della corruzione. Non a caso l’opera presenta il titolo di “Lettera a un Giudice”. Ad affiancarlo personaggi di grande rilievo, quali i poeti Peppino Iuliano e Alfonso Nannariello, ma anche il Dirigente Scolastico Gerardo Vespucci, che ha reso, con la sua lungimiranza ed il suo amore per la cultura, l’IIS “A. M. Maffucci” di Calitri una vera e propria Domus Culturae.

A fare gli onori di casa il Sindaco Francesco Ricciardi e il Vicesindaco Antonio Vella, che in anni di progettazione e programmazione hanno condotto Monteverde a notorietà nazionale, trasformandone l’immagine da quella di estrema periferia della provincia, per lo più ignorata, a quella di vivo centro gravido di attrattive turistiche, al punto da essersi piazzato secondo nella competizione tra i Borghi più belli d’Italia. Peccato che dalle nostre parti la memoria sia alquanto corta, però!E dunque l’importante appuntamento è fissato per le ore 18.00 presso la Sala consiliare

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SCOLA

Tra i tanti personaggi che ho avuto la ventura di intervistare negli anni in cui svolgevo la professione di "giornalista culturale" c'è stato anche lui: il grande Ettore Scola. Eravamo alla fine degli anni novanta ed io svolgevo l'incarico di caporedattore cultura presso Telenostra e Giornale di Avellino proprio nel nostro capoluogo. Ettore Scola era stato invitato dal Comune per una manifestazione particolare, della quale all'atto non ricordo i dettagli. Ebbi in tal modo la possibilità di interloquire direttamente con lui. Gli posi quesiti sulla sua visione della cinematografia ed egli rispose con grande affabilità. Ad un certo punto gli rivolsi una domanda la cui risposta mi lasciò di sasso. «Lei è nato a Trevico - gli chiesi - e dunque quanto dell'Irpinia c'è nella sua opera e quanto si sente irpino?» Mi freddò imediatamente. «La mia famiglia mi ha portato a Roma all'età di due anni e quindi come potrei sentirmi irpino? I miei ricordi sono legati a Roma, la mia formazione lo stesso, perciò è ovvio che io mi senta romano e che nella mia opera confluiscano elementi della romanità più verace». Ricordo che ci rimasi veramente male per questa esternazione tanto chiara e lapidaria e lo guardai di bieco, come un guerriero della Legio Linteata dei Sanniti avrebbe guardato un Legionario Romano. Mi sarei aspettato, viste le circostanze e la location in cui posi in essere l'intervista qualche esternazione almeno "politicamente corretta", se vogliamo anche "ipocrita". Ed invece mi lanciò sul muso la verità. Sbollita la mia rabbia, compresi che la vera grandezza artistica ed umana consiste anche nel tenersi ben lontani dal fariseismo ipocrita e nel non mentire mai, anche se questo può contrariare chi ascolta. In ogni caso, la famiglia Scola comunque era rimasta affettivamente legata a Trevico, al punto che la casa di famiglia è stata donata al comune e trasformata in centro di cultura.

Oggi però, visto che non puoi più rispondermi, sono qui a dirti, Maestro Ettore Scola, che tu sei stato più irpino di quanto tu stesso non credessi: solo un vero "Lupus" avrebbe risposto in quei termini.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


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