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QUARANTANA

Nessun timore. Non siamo nel califfato islamico. La “Quarantana”, infatti, è una bambola di pezza, metafora dei tempi magri di quaresima, che nell’ambito della cultura contadina veniva appesa per il collo in tutte le strade ed i vicoli di Lacedonia. Alla sua appendice reca quattro piume di uccello, che simboleggiano le settimane quaresimali, ed ogni settimana se ne strappa una fino alla Domenica delle Palme, quando verrà rimossa. Una sorta di calendario ante litteram, insomma, ed insieme un rito scaramantico. Si tratta di una tradizione antichissima che trova i suoi antecedenti nella pratica di impiccare o bruciare le presunte streghe ai tempi della inquisizione. L’impiccagione a Lacedonia è stata pena praticata fino al Settecento circa, o forse anche oltre, e in un antico documento si menziona un albero che doveva trovarsi in un giardino di Corso Gian Battista Vico.

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Fino agli anni cinquanta del secolo scorso non esisteva altro modo per compiere lunghi viaggi se non quello ferroviario. Nella nostra Irpinia la strada ferrata più importante, quella che ha visto centinaia di migliaia di nostri conterranei abbandonare le proprie terre per cercare fortuna, era la Avellino – Rocchetta Sant’Antonio, oggi inopinatamente chiusa al traffico in nome di un incomprensibile anelito al “risparmio”. Nei fatti tale linea avrebbe potuto costituire un importante attrattore turistico, ma farlo comprendere ai burocrati di certa politica è come pretendere che un neonato comprenda le teorie di fisica quantistica. Quante lacrime sono state versate in quelle stazioni e quante storie hanno avuto inizio o fine: sarebbe impossibile raccontarle tutte. Tuttavia una è veramente simpatica.

Anni cinquanta. Un vecchio contadino sta per salire in vettura quando dai diffusori della stazione si annuncia «I signori viaggiatori sono pregati di prendere il treno che è in partenza».

Udito ciò il vecchio scende. Passa un altro treno, ed un altro ancora, e la storia si ripete, finché il capostazione non chiede al vecchio:

«Nonno, ma voi dovete prendere il treno?»

«Sì, devo andare ad Avellino».

«E perché non avete preso i treni che sono passati?»

«Perché la voce ha detto che i signori devono salire sul treno, ma io non sono un signore, io sono un contadino. Quando passa il treno dei cafoni?»

Colui che mi ha raccontato tale aneddoto mi ha giurato che è vero e non ho alcun motivo per non crederci. Fatto è che con la chiusura della linea ferroviaria gli inutili idioti responsabili di tale atto hanno annichilito non solo una grande storia, ma centomila microstorie di gente comune.

Onore dunque a quanti combattono per la sua riapertura, a cominciare dall’Associazione “InLocoMotivi” di Pietro Mitrione e dall’Associazione Liberamente, per finire a tutti gli intellettuali che negli anni si sono espressi su tale argomento.

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MARCELLO ARMINIO

Quella di Marcello Arminio, primo cittadino di Bisaccia, non è affatto una boutade e neppure un’uscita sarcastica, bensì un’idea che egli accarezza da moltissimo tempo. Dopo alcuni anni di stasi, infatti, egli è tornato a quella che è stata la passione più grande della sua esistenza insieme alla politica, ovvero al teatro. «Negli anni – spiega il sindaco – ho scritto e diretto ben nove lavori teatrali, assecondando un forte interesse che coltivo fin dall’età più verde. Di recente ho ricostituito la compagnia che avevo fondato, con gli stessi attori dell’epoca, che a quel tempo erano adolescenti, mentre oggi sono persone adulte, i quali in dicembre hanno interpretato l’ultima commedia che ho composto, “Chi lassa la via vecchia …”. Quale meraviglia nel constatare che Gaetano Ricciardi, Antonio Gisoldo, Mariella Scotece, Marta Ira, Gerardo Mastrone Acocella, Pascal Melchionna e Nicola Racioppi erano presi dal medesimo entusiasmo che ne accompagnava l’azione molti anni or sono. Oggi il mio sogno è quello di creare, almeno una tantum – afferma – una compagnia formata esclusivamente da sindaci in veste di attori, che si producano in una performance teatrale sul palcoscenico a fini, ovviamente, di beneficenza. Alcuni colleghi già interpellati hanno mostrato un notevole interesse verso tale iniziativa, che servirà a fare del bene da un canto, ma anche a consolidare rapporti di collaborazione tra Enti comunali nel segno dell’amicizia». A noi pare che quella di Marcello Arminio sia una trovata fantastica e francamente speriamo che l’iniziativa vada in porto.

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FOTO 1 - MARCELO ARMINIO

FOTO 2 - GLI ATTORI DELLA COMMEDIA

 

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Da qualche tempo vado registrando un rinnovato interesse per la storia antica del nostro popolo. Ritengo che l'insoddisfazione per un presente che ci vede contare meno di una pacca di fave ci induca a ripensare alle nostre origini, nella specie quelle preromane, ovvero ad una epoca della nostra storia nella quale godevamo, pur con tutti i limiti di quel periodo evolutivo, di ben altra importanza. E questo, io credo, ci può aiutare a riconquistare l'orgoglio necessario a reagire alla decadenza in atto.

Occorrono dunque azioni culturali mirate a cementare il senso di appartenenza ed è questo che si accingono a fare le associazioni e l'ammistrazione di Lacedonia. Qui partirà a breve un corso gratuito per valorizzatori del patrimonio culturale voluto dal comune, che ha anche affidato l'incarico ad un noto esperto di redigere un primo volume concernente la storia della comunità nelle epoche sannitiche e romane. Peraltro si va costituendo il "Gruppo Storico Sannitico Irpino", sul modello di quello Romano, che costituirà un nucleo importante per la promozione delle nostre origini. Iniziative imnportanti si registrano anche a Bisaccia, con la valorizzazione amministrativa in atto del Museo Civico Archeologico, a Monteverde, con la creazione di un percorso intorno alle mura pelasgiche sannitiche della Collina dell'Incoronata e a Conza Della Campania, che ha creato un iter nel parco archeologico dell'antica Compsa gestito con grande passione dalla Pro Loco guidata da Antonella Petrozzino.

Anche Aquiolonia - Carbonara fa la sua parte e a Calitri un giovane pittore, Francesco Roselli, ha posto in essere il progetto "Archeoartista", incentrato proprio sulle peculiartà archeologiche delle nostre zone. Attività, queste, che potrebbero fare la differenza tra la rinascita e l'annichilimento completo, come dimostra il grande successo dell'evento "Sanniti - la primavera di un popolo" tenutosi nello scorso agosto a Lacedonia e che dovrà essere senza dubbio ripetuto. Proprio a tale evento si riferiscono le splendide foto di Antonello Pignatiello che proponiamo in queste pagine.

 

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FOTO DI ANTONELLO PIGNATIELLO, TRANNE L'ULTIMA CHE E' DI MAX ANGELONI

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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