Chi Siamo  chi siamo - Annunci annunci

 

Italian English French

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi e esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

Approvo

cianci

Fin da quando ho avuto occasione di ascoltarne le parole per la prima volta, ho cominciato a tenere Maurizio Cianci in grandissima stima, soprattutto perché ho percepito la netta e rassicurante sensazione che, per nostra fortuna, esiste ancora chi crede nel primato dell’essenza sull’apparenza e del pensiero filosofico e scientifico sulla banalità della subcultura oltremodo diffusa nelle società che attualmente popolano il pianeta, investite dal prepotente uragano di una globalizzazione dell’ingenuità, per non usare epiteti offensivi, che le rende greggi quiescenti di fronte allo strapotere di taluni potentati che nei fatti governano gli eventi e indirizzano il divenire del mondo intero.

E taole stima è amplificata oltremodo dall’impressione che per Maurizio il suo lavoro di docente costituisca una missione piuttosto che un mero mezzo di sussistenza e che egli incarni perfettamente la figura del “professore” d’antica memoria, il quale era innanzitutto un ricercatore e, oltre a dispensare a piene mani il sapere attinto al pensiero altrui, contribuiva alla evoluzione della conoscenza complessiva arricchendola di contenuti frutto delle proprie fatiche.

E fatte queste doverose precisazioni dirò che il prof. Maurizio Cianci insegna in un Istituto Superiore a me molto caro, l’IIS “A. M. Maffucci” di Calitri, alla cui guida siede il D.S. prof. Gerardo Vespucci, anch’egli attivissimo intellettuale che spazia dalle scienze umane a quelle scientifiche, con un occhio di riguardo soprattutto a queste ultime.

Ad essere sincero credo che tale ambiente scolastico sia talmente vitale da favorire l’impegno didattico e di ricerca da parte dei professori, della qual cosa è dimostrazione esemplare proprio Maurizio Cianci, autore del volume «Democrazia e Religione – Fra disincanto e rivincita di Dio», che ha appena visto la luce per i tipi della Delta 3 Edizioni di Grottaminarda. Per quel che concerne i suoi contenuti, in attesa di leggerlo con molto piacere ed attenzione, mi affido alle brevi considerazioni dell’Autore, il quale si esprime nei termini che seguono.

«Il leitmotiv che attraversa il presente lavoro è l’idea che, intesa la democrazia come spazio di confronto e di discussione razionale fra argomenti differenti, i linguaggi religiosi hanno pieno diritto di cittadinanza nella sfera pubblica, informale o istituzionalizzata che sia. Sui social network, sui giornali, in televisione, ma anche nei parlamenti e nelle corti di giustizia, i partecipanti al discorso pubblico possono esprimere le loro opinioni su questioni rilevanti dell’agenda politica anche attraverso i linguaggi religiosi, per ragioni morali ed epistemiche che sono da argomentare.

Valga il vero».

cianci2

cianci1

Condividi su:

ziccardi

Il 16 del corrente mese di agosto, presso il giardino del MAVI situato in Via delle Rose a Lacedonia, con inizio alle ore 18.15, si terrà la presentazione del volume di Carmine Ziccardi «Antonio Miele di Andretta e il Collegio elettorale di Lacedonia dopo l’Unità». Oltre ai contenuti del libro saranno illustrate alcune peculiarità dell’Italia postunitaria, la qual cosa consentirà all’Ente, morale e di formazione riconosciuto dal MIUR, denominato U.N.L.A., del quale Ziccardi è parte non secondaria sedendo nel Direttivo Nazionale ed essendo Direttore del Centro di Studi Storici Interregionale, di rilasciare attestato di partecipazione gratuito a quanti si accrediteranno lasciando le proprie generalità.

Il libro de quo è estremamente interessante non soltanto per i cultori della materia, per i quali costituisce indispensabile strumento di conoscenza, ma anche per quanti intendono implementare la loro cultura arricchendola con un bagaglio gnoseologico relativo ad un’epoca non molto conosciuta dalla maggioranza dei cittadini.

Nello specifico, per gli abitanti di Lacedonia, ad esempio, sarà interessante scoprire quanta importanza avesse il luogo all’epoca, perduta poi progressivamente nei decenni. Si potranno soddisfare le curiosità più varie, gettando fasci di luce su talune convinzioni fondate sul sentito dire e non su precisi riscontri storiografici. Faccio soltanto un esempio per chiarire tale concetto. Quando si parla di De Sanctis e della sua mancata elezione nel Collegio di Lacedonia nel 1861, non si pensa che ad esprimere il voto, all’epoca, era una piccolissima minoranza della popolazione. Esso Collegio era infatti uno degli 8 della Provincia del Principato Ulteriore ed abbracciava ben 12 comuni, suddivisi in 4 mandamenti, con una popolazione di moltissime migliaia di persone: ma gli aventi diritto al voto erano in totale soltanto 581, dei quali solo in 352 espressero la loro preferenza. All’epoca, insomma, il diritto di voto era riservato ai soli cittadini maschi di età superiore ai 25 anni e di elevata condizione sociale.

Non manca peraltro, nella ennesima fatica storiografica di Ziccardi, che vanta una esaltante prefazione del Prof. Pino Acocella, uno spaccato antropologico proteso ad illustrare le condizioni di vita dei paesi in quei frangenti, tal da farci comprendere da dove veniamo e quanta importanza dovremmo dare a conquiste, come quelle del suffragio universale, che oggi diamo per scontate e dovute.

Per quel che concerne Antonio Miele, debbo veramente dire che il suo profilo caratteriale, così come emerge dal racconto che ne fa Carmine Ziccardi fondandosi, come suo solito, su documenti d’archivio, è davvero affascinante. Si tratta di un prete, anzi di un arciprete patriota, nato da famiglia carbonara, professante il neocattolicesimo liberale ibridato con altre istanze e ideologie unitarie, sostenitore accanito dell’esigenza di pervenire all’unificazione peninsulare, sempre pronto a pagare con il carcere, molto di più di Francesco De Sanctis, la coerenza con i suoi ideali. Il fatto che fosse costantemente alle prese con guai giudiziari, in massima parte derivanti soltanto dalle sue idee, mi lascia supporre che sia stato vessato dalle persecuzioni del potere costituito e questo me lo rende molto, ma molto simpatico, anche se la sua elezione al Parlamento fu annullata per ben tre volte per brogli, veri o soltanto presunti che fossero.

Naturalmente invito tutti gli amici a presenziare alla conferenza.

ziccardi1 modificato 2

Condividi su:

rot

La "Rot' r' la Zit", ovverossia la "Dote della Sposa": questo il titolo della collezione di abiti da sposa, afferenti ad eterogenei periodi storici, confezionati e adattati gruppo "Filamenti" di Lacedonia, che già due anni or sono ha riscosso, nel nostro paese, un grandissimo successo. Evidentemente tale capacità non solo creativa, ma anche organizzativa, delle signore e signorine che si ritrovano tutto l'anno, tre volte la settimana, per riscoprire e praticare le arti antiche, quali quelle del taglio e del cucito, del ricamo e così via, ha travalicato i confini locali perché anche altri numerosi paesi hanno chiesto loro di mostrare quanto di bello vanno creando. E dunque la "Rot r' la Zit" è stata ieri di scena a Sturno. Ma prima, al fine di giungere all'autobus che li attendeva già vestiti da sposi, i figuranti hanno dovuto sfilare dalla Piazza De Sanctis fino al parcheggio del Magistrale, riscuotendo grandissimo consenso tra le persone che non si attendevano di assistere ad un simile spettacolo.

Nato da un'idea di Teresa D'Agostino e Annamaria Fabbrizio, che ancora oggi sono il fulcro del gruppo, esso si compone anche di Carmen D'Agostino, Filomena Fattoruso, Genny Maruotti, Eusebia Scarano, Maria Zizzari, Maria Teresa Giarla, Raffaella Santosuosso, Angela Di Salvo, Rita Lo Maestro, Giuseppina Zichella, Carmela Lombardi, Gerarda Megliola, Maria Giovanna Melcionna.

A loro vadano i nostri più vivi complimenti, in attesa di ammirare gli abiti medievali confezionati da "Filamenti" per la rievocazione in costumi d'epoca della "Congiura dei Baroni" del 12 c. m., come si dirà in altro tematico articolo.

rot1

rot2

rot3

rot4

rot5

rot6

rot8

rot9

rot10

rot11

rot12

rot13

rot14

rot15

rot16

rot17

rot18

rot19

rot20

Condividi su:

borsa

Un foltissimo pubblico ha inteso onorare ieri, 8 agosto 2017, la figura del prof. Michelangelo Franciosi, prematuramente scomparso, in occasione del I Memorial a lui dedicato. Sono intervenuti, nella qualità di organizzatori della manifestazione, lo scrivente e la dott.ssa Paola Melina, che peraltro ha rappresentato la famiglia Franciosi: in tale qualità è stata lei a consegnare ai due vincitori delle borse di studio gli assegni . L’evento è stato impreziosito dall’intervento del prof. Sergio De Piano, docente di filosofia presso l’Università degli Studi di Salerno, il quale ha esternato interessantissime considerazioni sul rapporto tra il De Sanctis, Lacedonia e la famiglia Franciosi alla luce di quanto il grande critico ebbe a narrare nell’opera “Un Viaggio Elettorale”.

Quindi è intervenuto il Sindaco, avv. Antonio Di Conza, il quale ha consegnato una pregevole targa ricordo alla signora Pasciuti, madre di Michelangelo, sia pure per interposta persona.

Questi i nomi dei due vincitori. Al secondo posto si è classificata l’ottima Sara Pio, che si è aggiudicata una borsa di studio pari ad € 500, mentre è stata attribuita quella da € 1000, quale primo classificato, allo studente universitario Gerardo D’Agostino.

I riconoscimenti sono stati assegnati in grazia della qualità dei due elaborati, valutati da una commissione composta da professori non lacedoniesi.

Nel corso della cerimonia, veramente toccante, non è mancato un elemento di colore: in una Italia colpita da molti mesi da una grave siccità proprio ieri sono scese giusto due gocce di pioggia dal cielo, le quali, guarda caso, sono finite proprio sui fili elettrici dell’impianto fonico, ragion per la quale il microfono ha smesso di funzionare. Chissà perché! Probabilmente risponde a verità ciò che affermò Benedetto Croce: «Non è vero, ma ci credo!»

borsa1

La giovanissima Sara Pio

borsa2

Lo studente Gerardo D'Agostino

borsa4

Il prof. Sergio De Piano

borsa5

Il sindaco avv. Antonio Di Conza e la dott.ssa Paola Melina

 

Condividi su:

 

Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


  • erdonea
  • vecevending

 

pubblicita

 

gallery

Clicca per accedere alla

Video Gallery

Seguici su Facebook

Supporta la tua Irpinia