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MARCELLO ARMINIO

Quella di Marcello Arminio, primo cittadino di Bisaccia, non è affatto una boutade e neppure un’uscita sarcastica, bensì un’idea che egli accarezza da moltissimo tempo. Dopo alcuni anni di stasi, infatti, egli è tornato a quella che è stata la passione più grande della sua esistenza insieme alla politica, ovvero al teatro. «Negli anni – spiega il sindaco – ho scritto e diretto ben nove lavori teatrali, assecondando un forte interesse che coltivo fin dall’età più verde. Di recente ho ricostituito la compagnia che avevo fondato, con gli stessi attori dell’epoca, che a quel tempo erano adolescenti, mentre oggi sono persone adulte, i quali in dicembre hanno interpretato l’ultima commedia che ho composto, “Chi lassa la via vecchia …”. Quale meraviglia nel constatare che Gaetano Ricciardi, Antonio Gisoldo, Mariella Scotece, Marta Ira, Gerardo Mastrone Acocella, Pascal Melchionna e Nicola Racioppi erano presi dal medesimo entusiasmo che ne accompagnava l’azione molti anni or sono. Oggi il mio sogno è quello di creare, almeno una tantum – afferma – una compagnia formata esclusivamente da sindaci in veste di attori, che si producano in una performance teatrale sul palcoscenico a fini, ovviamente, di beneficenza. Alcuni colleghi già interpellati hanno mostrato un notevole interesse verso tale iniziativa, che servirà a fare del bene da un canto, ma anche a consolidare rapporti di collaborazione tra Enti comunali nel segno dell’amicizia». A noi pare che quella di Marcello Arminio sia una trovata fantastica e francamente speriamo che l’iniziativa vada in porto.

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FOTO 1 - MARCELO ARMINIO

FOTO 2 - GLI ATTORI DELLA COMMEDIA

 

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Da qualche tempo vado registrando un rinnovato interesse per la storia antica del nostro popolo. Ritengo che l'insoddisfazione per un presente che ci vede contare meno di una pacca di fave ci induca a ripensare alle nostre origini, nella specie quelle preromane, ovvero ad una epoca della nostra storia nella quale godevamo, pur con tutti i limiti di quel periodo evolutivo, di ben altra importanza. E questo, io credo, ci può aiutare a riconquistare l'orgoglio necessario a reagire alla decadenza in atto.

Occorrono dunque azioni culturali mirate a cementare il senso di appartenenza ed è questo che si accingono a fare le associazioni e l'ammistrazione di Lacedonia. Qui partirà a breve un corso gratuito per valorizzatori del patrimonio culturale voluto dal comune, che ha anche affidato l'incarico ad un noto esperto di redigere un primo volume concernente la storia della comunità nelle epoche sannitiche e romane. Peraltro si va costituendo il "Gruppo Storico Sannitico Irpino", sul modello di quello Romano, che costituirà un nucleo importante per la promozione delle nostre origini. Iniziative imnportanti si registrano anche a Bisaccia, con la valorizzazione amministrativa in atto del Museo Civico Archeologico, a Monteverde, con la creazione di un percorso intorno alle mura pelasgiche sannitiche della Collina dell'Incoronata e a Conza Della Campania, che ha creato un iter nel parco archeologico dell'antica Compsa gestito con grande passione dalla Pro Loco guidata da Antonella Petrozzino.

Anche Aquiolonia - Carbonara fa la sua parte e a Calitri un giovane pittore, Francesco Roselli, ha posto in essere il progetto "Archeoartista", incentrato proprio sulle peculiartà archeologiche delle nostre zone. Attività, queste, che potrebbero fare la differenza tra la rinascita e l'annichilimento completo, come dimostra il grande successo dell'evento "Sanniti - la primavera di un popolo" tenutosi nello scorso agosto a Lacedonia e che dovrà essere senza dubbio ripetuto. Proprio a tale evento si riferiscono le splendide foto di Antonello Pignatiello che proponiamo in queste pagine.

 

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FOTO DI ANTONELLO PIGNATIELLO, TRANNE L'ULTIMA CHE E' DI MAX ANGELONI

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Quasi cinque milioni di euro in arrivo a Monteverde per la realizzazione di una progettualità unica nel suo genere e che non trova riscontri in tutta Europa. “Un paese e un territorio accessibile”: questo l’eloquente titolo del progetto approvato dalla Regione Campania, come da pubblicazione nel BURC. In sostanza verrà costruito un villaggio a misura di diverse abilità, con venti unità abitative, una struttura destinata ai servizi, quali la mensa comune, una dedicata ad attività di laboratorio ed oltre quattro chilometri di percorso guidato per il tramite di un sistema satellitare, in maniera tale che gli ospiti possano muoversi, volendo, anche i autonomia e senza pericoli di sorta. Destinatari del progetto non soltanto i portatori di svantaggi motori, ma anche non vedenti e non udenti, ovvero tutto quel variegato mondo della disabilità per la quale il Comune di Monteverde, e con esso tutta la comunità civile, nutre una sensibilità particolare, al punto che organizza giornate di accoglienza e di permanenza nel corso di ogni estate, quando le strade dell’antico borgo ed i sentieri rurali si animano di varia umanità in condizioni di forte disagio: persone inchiodate alle carrozzelle, paraplegici, tetraplegici, portatori della Sindrome di Down, persone deprivate degli arti inferiori o superiori, qualche ammalato di sclerosi multipla e di sclerosi laterale amiotrofica. Ma non si tratta di una permanenza inattiva, perché ogni anno vengono organizzate gite in canoa sul lago San Pietro, eventi ludico – culturali di varia sorta, interazione diretta con i cittadini, visite alle realtà produttive artigianali e contadine, visite a fattorie agricole “accessibili”, con contatto diretto con gli animali e con mungitura delle mucche e “cagliata” del latte, in un crescendo di attività cui solo un diversamente abile, affamato di vita, può stare dietro. L’approvazione del progetto de quo segna dunque un importantissimo passo in avanti sulla strada di un turismo solidale che porterà vantaggi agli utenti, ma anche alla società monteverdese, con l’inevitabile creazione di innumerevoli, anche se all’atto non quantificabili, posti di lavoro. Pare quasi che si debba dare ragione alle parole del Vangelo laddove recita che a chi opera il bene sarà reso il centuplo!

 

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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