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ziovitosoldato1

A Bisaccia, per tutti, è "Zio Vito", giunto ormai alla soglia del secolo di vita. Un'esistenza intensa, non priva di pericoli, avendo egli vissuto il terremoto del 1930 ed essendo stato reduce dalla Libia nel corso della seconda guerra mondiale, più volte salvo per miracolo. Tra i suoi desideri c'era quello di lasciare alle nuove generazioni una eredità sapienziale per il tramite di un libro che raccontasse la sua vicenda umana, trasportata su di un piano collettivo, in maniera tale che diventasse documento antropologico concernente la vita quotidiana di Bisaccia nelle epoche precorse. E' stato accontenetato, perché il volume dal titolo "Sangue e Sabbia - Storia del Sergente Vitantonio Solazzo" vedrà la luce a breve. Ad occuparsi della scrittura del libro l'Unione Nazionale per la Lotta all'Analfabetismo, nella specie la delegazione regionale della Campania, che ha istituito una "Banca della Memoria" a Lacedonia. l'UNLA spera di aver fatto cosa gradita a tutti i bisaccesi, oltre che, naturalmente, a "Zio Vito", persona d'altri tempi, portatrice di una umanità che i cento anni di vita non hanno scalfito. Una quercia d'Irpinia orientale ed al contempo una persona dotata di una carica di simpatia irresistibile.

ziovitosoldato

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abbazia del goleto

Oggi pomeriggio, alle 18,00, Vinicio Capossela sarà all'Abbazia del Goleto per presentare il suo nuovo libro, dal titolo "Il Paese dei Coppoloni", uscito per i tipi di Feltrinelli e candidato al Premio Strega 2015 su presentazione di Gad Lerner ed Eva Cantarella. Interverranno alla manifestazione Alfonso Nannariello, Francesco Durante, Generoso Picone e Paolo Speranza.

Vinicio Capossela

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prefettura av

TRA I DUE MARI

AVELLINO Circolo della Stampa corso Vittorio Emanuele

palazzo della Prefettura

sabato 11 e domenica 12 aprile 2015

gastronomia e design tra Napoli e l’Irpinia

Sabato 11 ore 17.30- 22

Partecipanti

-Nunzio Cignarella, assessore alla Cultura Comune Avelllino, saluti

- Loredana De Luca, the sign event, presenta Come l’acqua sul fuoco

- Antonella Paladino, Movi_menti, presenta Tra i due mari,

Case history:

- Fabiana Longo achitetto/designer presenta il progetto Date’ su cibo, design, arte, architettura.

La proposta dei designer locali documentati del video maker Antonello Carbone e le interviste ai protagonisti

- Aniello Rega Designer e Nello Antonio Valentino Designer con Briciole Pasticceria Avellino uno studio su un dolce della tradizione: la Deliziosa

- Vincenzo Cristallo Architetto/Designer e Carmen Vecchione, Dolciarte Pasticceria Avellino uno studio su pane e cioccolata

- Fabio Pirone Designer e Mirko Balzano, chef di Maeba Contrada Serra Ariano Irpino Avellino uno studio sulla cipolla ramata di Montoro

Seguirà la degustazione dei prodotti realizzati.

Domenica 12 aprile ore 10-13 e 17- 20

In sala saranno esposti i bozzetti delle opere e verranno proiettate in loop le immagini dei video di Carbone.

Uno Stand Garanzia giovani della Regione Campania sarà aperto per l’orientamento e le collaborazioni tra giovani design e imprese del territorio.

La manifestazione fa parte del progetto

Concorso di idee“Dal Vesuvio ai Campi Flegrei… navigando tra saperi, sapori e design” e per la Mostra “Come l’acqua sul fuoco… l’alchimia tra cibo e design”. Concorso di idee che si svolge a Castel dell’Ovo a Napoli dal 5 giugno al 4 luglio 2015 Presso la Sala “Le Carceri”.

Il progetto

Come l’acqua sul fuoco… il cibo, ponte culturale tra l’area vesuviana e l’area flegrea” a Napoli

Il concorso si pone come obiettivo quello di diffondere la cultura del progetto di design coinvolgendo studenti degli Istituti di scuole superiori della Campania che avranno l’opportunità di collaborare alla fase creativa del progetto. In quest’ottica, i giovani possono comprendere il valore dell’attività inventiva quale leva di progetto e di sviluppo dei propri territori a partire dal food e dal design.

Tra i due mari… il cibo come ponte culturale tra Tirreno e Adriatico ad Avellino

Lo snodo de concorso in Irpinia punta su ecologia, gastronomia, creatività tra Adriatico e Tirreno. L’lrpinia terra di mezzo o terra d'Oriente è da sempre luogo del confronto tra culture, contamina la grande tradizione partenopea con gli influssi orientali. Le aree interne. La proposta della Campania interna tuttavia appare niente affatto marginale o residuale, basti pensare alle eccellenze enogastronomiche che competono a livello globale.  L'ipotesi del “traino” o della riproduzione di una modalità di promozione che vada dalla costa all'interno si basa sull'osservazione dei fenomeni di sviluppo turistico in atto: sempre più interessati ad un pubblico di nicchia, colto, avvertito, curioso.  Di qui la costruzione di un format che “racconti” il territorio e il concorso per individuare gli strumenti della comunicazione appare quanto mai utile. Le opere dei design e degli chef irpini saranno in mostra a Castel dell’Ovo.

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TRADIZIO

Le tradizioni popolari, soprattutto quelle incentrate sul culto religioso, di solito costituiscono lo scrigno nel quale è racchiusa l’anima di un popolo, quel “genius loci” di romana memoria che connota e permea le comunità, caratterizzandole fortemente. Per questo è importantissimo che esse siano tenute in vita e riproposte, al di là delle ragioni di carattere affettivo che traggono di solito alimento dalla nostalgia e dai ricordi personali. Se poi gli eventi si arricchiscono di valenze connesse ad autentica e non soltanto formale devozione, la loro importanza nell’economia culturale di una popolazione triplica i suoi effetti. Ed è questo il caso del culto connesso, a Lacedonia, alla Madonna delle Grazie, la cui statua è stata portata a spalla, in processione e seguita da una folla eccezionalmente numerosa nonostante il freddo, dalla sua sede abituale, una cappella situata in contrada Forna, nell’agro lacedoniese, a circa sette chilometri dall’agglomerato urbano, nella Cattedrale del paese, dove per tradizione dovrà permanere per circa un mese. È costume consolidato che, quando sarà riportata, in loco si dia una festa e che si pranzi fuoriporta, sulle sponde del fresco fiume Osento, che alimenta il lago San Pietro, situato a poca distanza.

Le origini di tale tradizione, come sovente accade, sono avvolte tra le brume della metastoria, vestite spesso dei colori della leggenda, alimentata nelle diverse epoche dall’oralità per il cui tramite la cultura veniva trasmessa. Si narra, dunque, che alcuni pastori transumanti di Montella, che usavano stazionare in contrada Forna, ove trovavano pascoli in abbondanza ed acque limpide e fresche per abbeverare gli armenti, abbiano ritrovato in un cespuglio una statua della Madonna che avrebbero condotto nel loro paese. Miracolosamente tale statua sarebbe scomparsa, per riapparire a Lacedonia laddove era stata precedentemente ritrovata, ovvero nel luogo ove oggi sorge la sua cappella. Non si discute il fatto che i pastori di Montella abbiano esercitato qualche ruolo, ma più probabile è quello attribuito loro da uno storico dell’Ottocento, Pasquale Palmese, il quale ha sostenuto, nei suoi manoscritti, che qualche secolo prima fossero stati proprio loro, abilissimi intagliatori di legno, a scolpire la statua oggetto del culto. Ancora più attendibile, invece, è la lezione di quanti sostengono che il culto in oggetto sia stato portato dai monaci benedettini, i quali, stando a quanto riporta una platea del Cinquecento, erano insediati nei paraggi con un convento del quale, purtroppo, non resta oggi alcuna traccia se non nelle antiche carte.

Al di là di tutto, però, quel che conta è il legame profondo dell’intera cittadinanza con la Vergine dispensatrice di grazie, al punto che molti, fino a pochi decenni or sono, compivano l’intero percorso di sette chilometri a piedi. E sono in molti gli anziani del luogo disposti a giurare di aver saputo o di essere stati testimoni di eventi prodigiosi accaduti per intercessione della Vergine.

carullo 1

MadonnadelleGrazie

mons bardaro

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


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