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padre franco

Un giovanissimo Padre Franco Pepe con Padre Giacomo Saccone e una bambina che ha ricevuto la Prima Comunione

Cicerone ebbe a scrivere che «la gratitudine è non solo la più grande delle virtù, ma la madre di tutte le altre». E, aggiungerei, è materiale che molto raramente si trova in natura (e della natura umana disquisisco), in quanto troppo spesso «la memoria è labile nel ricordare i benefici, ma tenace nel ricordare i torti», come affermò Seneca. Anche il prezioso scrigno sapienziale che conserva le perle della saggezza popolare sottolinea, nei suoi modi sfacciatamente umoristici, la congenita predisposizione umana a relegare il passato nell'angolo più negletto della nostra mente, quasi che esso non avesse mai attraversato le nostre esistenze, influenzandone il corso spesso in maniera determinante: «Passato il santo, passata la festa» o, ancora, «È morto il bambino e non siamo più compari!», a dire quanto spesso sono effimeri i rapporti umani, costruiti con parole scritte sull'acqua e conservate nel vento.

Al di là di ciò, però, le persone che hanno interagito con noi, che lo vogliamo oppure no, una traccia profonda l'hanno senza dubbio lasciata ed è altrettanto indubbio che la pluridecennale presenza di Padre Franco Pepe a Lacedonia, ove egli ha speso la sua intera gioventù e gran parte dela maturità al servizio della comunità, ha lasciato segni netti ed evidenti e, cosa da non sottovalutare, in positivo. Intere generazioni di giovani sono nei fatti cresciute con lui, animatore instancabile e prolifico di idee a cui faceva immancabilmente seguire le azioni. Le performance canore dei bambini, riproposizioni dello Zecchino d'Oro nazional popolare, si debbono in massima parte a lui. Come gli va ascritto il merito di aver fondato la sola compagnia teatrale giovanile che nel nostro paese abbia mai calcato le scene. Per non parlare della costituzione e della cura di un coro di voci bianche che ha attraversato persino le Alpi per andarsi ad esibire in Svizzera. Ed occorre considerare l'infinità di gite organizzate, i cineforum, i Presepi e le Vie Crucis viventi, che egli utilizzava alla stregua di attrattori per avvicinare alla Chiesa giovani e adulti, che altrimenti se ne sarebbero tenuti lontani,  e alla predicazione del Vangelo, che egli, pur con linguaggio moderno, non ha mai mancato di divulgare nell'ambito di associazioni come l'Azione Cattolica e la Gifra, la Gioventù Francescana. Tutto questo ha reso la figura di Padre Franco importantissima per una grande quantità di persone, che di certo non lo hanno dimenticato. Ancora oggi, per quanto occasionalmente, Padre Franco continua a tornare a Lacedonia,  in occasione di eventi lieti, come i matrimoni, o per qualche funerale, o, ancora, nella qualità di curatore spirituale del locale Gruppo Francescano.

E dunque il LUPO afferma (da leggersi: io dico recisamente), senza alcun timore di smentita, che se c'è una persona che realmente merita un riconoscimento quale la cittadinanza onoraria quella è proprio Padre Franco.

Come da regolamento, per presentare rischiesta all'Ente comunale occorre raccogliere le firme di almeno 500 cittadini residenti, la qual cosa il CCEP UNLA di Lacedonia, diretto dallo scrivente, ha cominciato a fare. Chi vuole collaborare lo faccia sapere chiamando al mio numero: 3386831696 o scrivendo al mio indirizzo web Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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Una foto sbiadita è tutto quel che oggi resta di Pasquale, Michele ed Angelo, fratelli, cooptati perchè combattessero sui fronti carsici della Prima Guerra Mondiale. Si trovavano, all'epoca, a Portland, negli Stati Uniti, ove si erano recati nel 1908 per tentare di costruirsi un futuro. Tornarono. Erano italiani negli USA e di sicuro non pensavano di essere americani. Forse si sentirono obbligati da una sorta di codice di onore o, forse, temevano che, una volta concluso il conflitto, avrebbero subito conseguenze o sarebbe stato loro preclusa la possibilità di tornare in patria: non saprei. Fatto è che tornarono. E Pasquale sul Carso fu ferito alla testa e perse la vista, Michele, invece, colpito ad un arto inferiore, ci lasciò la gamba, mentre il solo Angelo se la cavò con qualche graffio subito guarito. La loro giovane vita fu segnata per sempre, come quella di tantissimi giovani meridionali, strappati alle campagne e scaraventati nelle trincee del fronte. Un numero incalcolabile di contadini e pastori non fece più ritorno a casa e tanti non ebbero neppure il conforto di una sepoltura post mortem.

Ebbene, la celebrazione di domani, 4 novembre, non è affatto una esaltazione della guerra, ma il ricordo commosso di giovani vite distrutte per colpa della guerra, un monito affinché si consideri ogni conflitto come la peggiore delle scelte, da evitare al pari del peggior tipo di epidemia.

Ma è anche occasione per ricordare l'importanza del ruolo delle forze armate, che comunque sono necessarie, stante il fatto che il mondo perfetto esiste soltanto nel mondo immaginario degli utopisti. Se esse continueranno ad essere impiegate per il salvataggio delle vite in mare, per tirare fuori la gente dalle macerie, in perlustrazioni e vigilanza urbane per scongiurare sanguinosi attentati dei terroristi di sorta varia, avranno sempre tutta la mia stima ed il mio rispetto.

Lacedonia, 4 novembre 2017. Ore 10.00 solenne cerimonia eucaristica in suffragio dei caduti di tutte le guerre. A seguire deposizione di una corona d'alloro sul monumento ai caduti.

caduti

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Frank Cancian

Il MAVI e Lacedonia sbarcano a New York City. Saranno infatti gli Splashlight Studios di Soho ad ospitare, domenica 28 ottobre, l’atto finale del “Lucie Photo Book Prize”.

Si tratta di un prestigioso concorso che quest’anno si allarga ai libri fotografici, pubblicati su supporto cartaceo o digitale. Tra i sedici finalisti della categoria “Libro pubblicato e distribuito in modo indipendente” c’è anche l’edizione 2017 di “Lacedonia: un paese italiano, 1957”, il libro dato alle stampe quattro anni fa e contenente oltre cento delle milleottocento immagini scattate in quell’anno nel paese altirpino da Frank Cancian, antropologo americano riconosciuto tra i più illustri e autorevoli al mondo.

“Sono felice – scrive in una lettera Cancian, professore emerito di Antropologia presso l’Università di Irvine, in California -, e spero che questa possa essere una bella vetrina per il MAVI e per Lacedonia”. Rispetto alla prima edizione, la ristampa del 2017, effettuata in Canada, conterrà venti fotografie in più, scelte personalmente da Cancian, che sarà presente a New York alla fase finale del “Lucie Photo Book Prize”.

Un’altra bella notizia per il Museo Antropologico Visivo Irpino di Lacedonia che, dopo il riconoscimento di alcuni giorni fa ottenuto da Palazzo Santa Lucia, che ne ha deliberato l’interesse regionale, oltrepassa l’Oceano Atlantico e approda nella Grande Mela.

Ufficio Stampa del MAVI

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ziccar2

È stata scelta la prestigiosa location del Castel Dell'Ovo di Napoli, ove tra gli altri subì la prigionia Francesco De Sanctis, per raccontare le vicende relative al collegio elettorale di Lacedonia dopo l'Unità d'Italia, con particolare riguardo agli eventi ed ai brogli, se veri o presunti lo stabilirà il lettore, che coinvolsero un candidato di Andretta, Antonio Miele, ricostruite in una pregevolissima opera dal Prof. Carmine Ziccardi, pubblicata per il tipi della Delta3Edizioni di Grottaminarda.

Il convegno si svolgerà nella parte del maniero occupata dalla sede partenopea del CAI, Club Alpino Italiano, e vedrà la partecipazione di personalità del mondo della cultura notevolissime (eccezion fatta per lo scrivente, naturalmente).

Innanzitutto va menzionato, perché molto del merito dell'organizzazione deve essere attribuito a lui, il D. S. Prof. Vincenzo Di Gironimo, Direttore del Museo di Etnopreistoria di Napoli, lacedoniese a denominazione di origine controllata. Egli porterà i suoi saluti subito dopo il Prof. Simone Merola, Presidente della Sezione del CAI di Napoli. Quindi toccherà a me intervenire brevemente, nella qualità di Delegato regionale dell'UNLA, organizzazione della quale Ziccardi è membro di primissimo piano, prima che prenda la parola l'Avv. Lorenzo Mazzeo, Presidente dell'Associazione Ofantiadi, della Fondazione Mare Nostrum e dell'Associazione Ofanto Express.

Lo zenit dela manifestazione sarà raggiunto con l'intervento del Prof. Giuseppe Acocella, Professore ordinario presso l'Università Federico II di Napoli, già Vicepresidente del C.N.E.L. e Magnifico Rettore dell'Università San Pio V di Roma.

Le conclusioni saranno affidate all'on. Vito De Filippo, Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

A moderare sarà il noto giornalista del Mattino di Napoli dott. Annibale Discepolo.

Dei ringraziamenti finali si occuperà naturalmente l'autore Prof. Carmine Ziccardi.

Sarà presente una delegazione di studenti e docenti dell'Istituto d'Istruzione Superiore "Francesco De Sanctis" di Lacedonia per espressa volontà della nuova Dirigente Scolastica Dott.ssa Alfonsina Manganiello, già impegnata, fin dalle prime battute della sua reggenza, nell'opera di rilancio della storica Istituzione scolastica lacedoniese.

ziccar1

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


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