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masciara

Non sono avvezzo a disquisire intorno a ciò che io stesso produco in ambito letterario, ma se lo faccio confido nel senso d'umana solidarietà del lettore perché comprenda per quale motivo mi vedo costretto a non parlare male di me stesso: il fatto è che mi voglio abbastanza bene!

Intanto ha visto la luce, per i tipi della Delta 3 Edizioni, il romanzo "La Masciàra" (termine vernacolare che sta per megera, strega, praticante magica), che mi ha visto negli abiti di "direttore di una "orchestra" di giovani, frequentanti il Liceo classico ed il Liceo delle Scienze Umane, che hanno partecipato ad uno dei miei corsi di "scrittura creativa", tenuto presso l'IOS "Francesco de Sanctis" di Lacedonia, alla cui guida siede, nell’anno scolastico in corso, la D. S. prof.ssa Silvana Rita Solimine. Si tratta, dunque, del frutto maturato su un albero creativo estremamente ramificato, perché ricco degli innesti di innumerevoli sensibilità, e quelle degli adolescenti sono le più acute e, al contempo, quelle più libere da ceppi manieristici. Un “lavoro corale”, come mi piace definirlo, anche se, naturalmente, su tutto il suo corpus, sotto il profilo linguistico, aleggia il mio “mestiere”.

Per quanto mi concerne non sono affatto nuovo a simili attività didattiche e quello della cosiddetta “scrittura creativa” è un ambito nel quale ho spesso inferito, acquistando l’esperienza necessaria per affermare con grande franchezza che la “creatività” non può essere insegnata, ma deve essere aiutata, con una sorta di procedimento maieutico, ad emergere dalla placenta mentale e spirituale dell’essere umano, con particolare riguardo a quella dei giovani, particolarmente ricca di nutrienti artistici rispetto a quella degli adulti, perché alimentata dalla fantasia tipica dell’età più verde, che è madre molto prolifica dei sogni più eterogenei.

Devo proprio dirlo: ne è venuto fuori un romanzo estremamente suggestivo e validissimo sotto il profilo contenutistico, come ha tenuto a sottolineare il prof. Vincenzo Esposito, docente di Antropologia Culturale presso l’Università degli Studi di Salerno, nella sua presentazione. Al centro del logos c’è la “magia cerimoniale” tipica del meridione d’Italia e la trama si snoda in quel «contesto culturale nel quale Lacedonia si fa luogo emblematico e paradigmatico di un Mezzogiorno legato alle sue tradizioni storiche, alle sue memorie etnografiche», come afferma il prof. Esposito.

Questi i nomi degli studenti che hanno collaborato alla stesura: Antonia Caggiano, Taisia D’Agostino, Giulia D’Errico, Clara Di Letizia, Barbara Di Roma, Rebecca Di Stefano, Chiara Emiro, Domenica Iula, Anna Pia Lo Russo, Roberta Maglione, Angelo Megliola, Denisa Iula Nacioglu, Leonardo Pandiscia.

Responsabile dei PON è stata la prof.ssa Anna Maria Ruggiero e tutor interno della scuola la prof.ssa Antonella Cericola.

masciara1

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transito

Il Pozzo del Miracolo a Lacedonia

Nella notte tra il 15 e il 16 ottobre del 1755, san Gerardo Maiella concludeva la sua gloriosa esistenza terrena a soli 29 anni di età. È ormai tradizione consolidata, per i numerosissimi fedeli del santo, accendere una candela benedetta fuori della finestra la sera di ogni 15 ottobre, tanto per ricordarne il "transito", quanto per impetrare grazie.

Anche a Lacedonia, uno tra i paesi ove Gerardo ha compiuto più miracoli, saranno molte le fiammelle che brilleranno nella notte, nell'attesa, domani, di celebrare la ricorrenza in forme, come è consuetudine, esclusivamente religiose.

Morte San Gerardo

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Clemente Ultimo

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

Cos’è davvero la Corea del Nord? Uno Stato comunista fuori da ogni tempo o un regime in evoluzione? Una dittatura o un Paese minacciato da ingerenze esterne? Come si vive davvero in una società che pare impermeabile a notizie in uscita? E poi: quali prospettive presenta il rinnovato rapporto tra Washington e Pyongyang e che ruolo hanno avuto le più moderne modalità di comunicazione nello sviluppo della trattativa tra i due Stati?

Sono questi i temi dell’incontro di sabato 13 ottobre, alle 17:30, presso il Circolo della Stampa di Avellino, nel corso del quale verrà presentato il saggio “Corea del Nord. Storia, geopolitica e vita quotidiana del Paese ‘eremita’” (2018, ed. Passaggio al Bosco, pagg. 228, € 14,00), scritto da Clemente Ultimo. Moderati da Domenico Bonaventura, giornalista de Il Mattino, interverranno Michele Zizza, social media strategist del ministro della Difesa Elisabetta Trenta, Ettore De Conciliis, segretario regionale del Movimento Nazionale Sovranista, e Vincenzo Scola, giornalista professionista esperto di politica estera e del Trattato di Non Proliferazione Nucleare. Sarà presente l’autore, giornalista professionista di origini salernitane esperto di temi di politica estera.

Non c’è dubbio che Pyongyang susciti attenzione e curiosità in tutto il mondo, se non altro per essere riuscita a tenere testa alla superpotenza a stelle e strisce di Donald Trump.

Il libro non è un resoconto delle trattative tra Usa e Nord Corea. Piuttosto, insensibile ai condizionamenti del sistema dominante (il cosiddetto “mainstream”), è una disamina attenta, sintetica e scrupolosa degli eventi storici e geopolitici che si sono susseguiti e hanno portato alla situazione attuale. Dagli appetiti giapponesi e cinesi all’influenza russa e statunitense, dalla secessione del 1945 alla corsa al nucleare, a scapito di investimenti sull’economia interna, fino alle testimonianze di chi lavora facendo la spola tra Pyongyang e Roma.

Insomma, all’interno di un’attualità che parla del tema, la grande opera di ricerca e di analisi di Clemente Ultimo, assume un grande valore per il cittadino che non voglia rimanere osservatore passivo, ma che anzi senta il bisogno di decifrare con serietà e precisione quei complessi fenomeni che avvengono a diecimila chilometri di distanza.

L’appuntamento con “Corea del Nord. Storia, geopolitica e vita quotidiana del Paese ‘eremita’” è quindi per sabato 13 ottobre, alle 17:30, presso il Circolo della Stampa di Avellino.

Oltre all'autore, interverranno:

Michele Zizza, social media strategist del ministro della Difesa Elisabetta Trenta; 

- Ettore De Conciliis, segretario regionale del Movimento Nazionale Sovranista; 

- Vincenzo Scola, giornalista professionista esperto di politica estera e del Trattato di Non Proliferazione Nucleare. 

Modererà Domenico Bonaventura, giornalista de Il Mattino.

Locandina presentazione libro Clemente Ultimo

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china

Correvano i primi anni del 1900 e a Lacedonia un farmacista, il Cavaliere Vincenzo Giannetti, produceva una "china ferruginosa", un farmaco che costituiva una sorta di panacea per quasi tutti i mali di un certo tipo, quelli che probabilmente producevano uno stato di infiacchimento fisico. Che il chinino sia alla base della cura della malaria è cosa risaputa, ma che agisse su moltissimi altri malesseri, specialmente quelli comportanti un abbassamento dei valori dell'emoglobina, mi era proprio ignoto. Erano tempi, quelli, nei quali una bronchite poteva tranquillamente costituire biglietto di sola andata verso il cimitero: soltanto nel 1928 Alexander Fleming avrebbe scoperto, per di più in maniera casuale, la penicillina. Per la qual cosa la farmaceutica costituiva, ritengo, una sorta di arte alchemica (naturalmente fatte salve le professionalità eccelse conformi alle competenze proprie del'epoca), fondata molto su evidenze empiriche. In ogni caso ciò che mi preme rilevare è che a cavallo tra Ottocento e Novecento a Lacedonia non mancava proprio nulla, essendovi persino un laboratorio chimico-farmaceutico. Tale notizia l'ho attinta da una cartolina postale, che data al 29 luglio del 1904, spedita regolarmente e che presumibilmente era parte di una serie fatta stampare per pubblicizzare il prodotto. Questo l'eloquente testo:

«La China Giannetti Ferruginosa, esente da tannati ferrici, raccomandata dagli illustri Professori Maragliano, De Renzi, Zagari, Marchiafava, Mazzoni ecc., è la migliore preparazione farmaceutica italiana, premiata con le maggiori onorificenze nelle Esposizioni Internazionali. - È indicata nella clorosi, nell'anemia, nella convalescenza delle febbri intermittenti, nelle intossicazioni croniche, nelle nevralgie, negli esaurimenti nervosi, nelle cefalee ecc. Il Ministero delle Finanze, Direzione Generale delle Gabelle, con decisioni N. 13381 in data 28 Novembre 1901 e N. 3756 del 7 Aprile 1903, in seguito ad analisi ufficiale, dichiarava che la China Giannetti Ferruginosa è medicinale e quindi esente da dazio consumo. - Flacone L. 2,50 presso il premiato Laboratorio Chimico-Farmaceutico del Cav. Vincenzo Giannetti in Lacedonia e nelle farmacie del Regno. All'estero spese in più secondo i diversi Stati».

 

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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