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montevergine1

Probabilmente non sono in molti a sapere che oggi, 4 maggio, ricorre la Festa della Sindone. Ed è altrettanto possibile che molti nostri conterranei ignorino che la reliquia più sacra per la cristianità fu nascosta, nel corso del secondo conflitto mondiale e per ben sette anni, proprio nell'Abbazia Benedettina di Montevergine, che sovrasta Avellino, occultata per bene ed in assoluto segreto sotto l'altare della cappella nella quale  recitavano i vespri i monaci, la miglior parte dei quali, per giunta, era del tutto inconsapevole che le preghiere erano recitate sul Sudario che si reputa abbia avvolto il corpo esanime di N. S. Gesù Cristo.

E dunque, a distanza di due giorni dalla data odierna, ovverossia sabato mattina, si terrà una manifestazione culturale proprio sulla Sindone nel Salone del Capitolo, che avrà inizio alle 10.30, subito dopo la celebrazione della Santa messa.  Porteranno il loro saluto il Rev.mo Padre Riccardo Luca Guariglia, Abate Ordinario di Montevergine ed il sindaco di Mercogliano, nel cui territorio ricade il monastero, prof. Massimiliano Carullo. Interverranno la notissima sindonologa prof.ssa Emanuela Marinelli, una delle voci più autorevoli in campo sindonico nel panorama mondiale, il dott. Pietro Pescetelli, già primario di cardiologia ed impegnato nello studio approfondito delle cause della morte del Redentore, mentre a moderare sarà il dott. Michele Miscia (mea culpa: ci sono e pertanto giocoforza mi tocca citare anche il mio nome, anche se so perfettamente che ciò non è molto elegante). Presenzieranno tutti i responsabili degli Enti promotori della manifestazione: il Cav. Tommaso Bove, Presidente Nazionale dell'Associazione Nazionale Cavalieri al Merito della Repubblica Italiana; il MdL ing. Vincenzo Esposito, Presidente Nazionale della Federazone dei Maestri del Lavoro d'Italia; il dott. Luigi Monaco, Presidente del Lions Club Avellino Host; il dott. Giuseppe Battimelli, Vicepresidente Nazionale per il Sud dell'Associazione Medici Cattolici Italiani; la dott.ssa Carmen Esposito, Dirigente del Centro di Cultura UNLA comprensoriale di Atripalda; l'organizzatore e delegato agli eventi dell'ANCRI Cav. Domenico Garofalo.

per art sindone 

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SCARDEL

Michele Scardellino, portabandiera nel corso della Messa di ringraziamento per la Liberazione appena avvenuta.

Tenente Michele Balestrieri: presente!

E davvero bisogna che i nostri conterranei che si sono comportati da eroi, sacrificando addirittura la loro stessa giovane vita, siano sempre presenti nei nostri pensieri. Ufficiale, il giovane Michele Balestrieri, ventitreenne appena, all'indomani dell'Armistizio seppe resistere alle lusinghe e alle profferte dei nazisti e non entrò a far parte delle loro schiere assassine. Per di più non cercò, come tanti, scampo nella fuga verso casa, ma di sua iniziativa fondò una brigata partigiana. Dopo pochi mesi fu catturato dai tedeschi ed anche in tale occasione scelse di non tradire i suoi compagni e soprattutto i suoi Valori, consapevole che tale gesto gli sarebbe costato moltissimo. Dopo giorni di torture, infatti, fu messo a morte per fucilazione.

Onore a lui! Che mai sia dimenticato!

 

Soldato Vito Michele Scardellino: presente!

Non fuggì dopo l'Armistizio, ma entrò a far parte, in Carnia dove era di stanza, delle Brigate Partigiane "Osoppo", dopo essere rocambolescamente fuggito dal vagone merci nel quale lo avevano rinchiuso i nazisti con altri disperati per essere condotti al macello nei lager polacchi. Riuscì a salvare, in quella occasione, moltissimi dei suoi compagni di sventura e si diede alla macchia. Si distinse per atti di grande eroismo, al punto che gli fu tributato l'onore di essere uno dei"portabandiera" delle Brigate partigiane a Liberazione avvenuta. Lo Stato italiano, purtroppo, non ebbe mai a riconoscere a Michele Scardellino i suoi grandi meriti e, per quanto decorato, condusse una vita di duro lavoro e di grandi sacrifici che gli "fruttarono" una precoce malattia.

Onore a lui! Che mai sia dimenticato!

A tutti gli eroi d'Irpinia dei quali non ho notizia alcuna. Onore a loro!

BALESTRIERI

Tenente Michele Balestrieri, fondatore di una brigata partigiana, fucilato dai nazisti in giovanissima età!

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gallicchio

Nell'ambito della VII Giornata del libro e del diritto d'autore, e nel 200° anniversario della nascita di Francesco De Sanctis, gli alunni dell'IC di Caposele, Calabritto e Senerchia presentano "Viaggio in Irpinia sulle spalle di De Sanctis e con gli occhi di oggi".

La manifestazione si terrà sabato 22 aprile 2017 alle ore 10.00 presso l'Auditorium dell'Istituto Comprensivo di Caposele.

È Pasquale Gallicchio, giornalista professionista e scrittore, che sarà presente con due dei suoi libri perfettamente contestualizzati nell’iniziativa de quo in grazia del loro contenuto, a spiegare in maniera estremamente esauriente il senso dell’iniziativa.

«In un contesto così importante, qual è la Giornata del libro, sono onorato di partecipare e confrontarmi, in particolare con gli alunni, sull'Irpinia raccontata da De Sanctis e quella che oggi viviamo, e che in certo modo ho descritto nel romanzo "Terra" e nella raccolta di racconti "La Curva" (entrambi editi per i tipi della Delta 3 Edizioni). Nonostante le difficoltà che stiamo attraversando sono convinto che far crescere l'amore per questa nostra terra passa anche per momenti come quello organizzato a Caposele, che si distingue anche per la sua preziosa portata non solo educativa. Ancora una volta il ruolo della scuola emerge in tutta la importanza nella formazione di una coscienza civica capace di far lievitare e maturare la responsabilità verso il proprio futuro e quello degli altri. Un sentito ringraziamento al dirigente Gerardo Vespucci e alla referente Rosa Maria Ruglio».

Nell'ambito della manifestazione interverranno il sindaco di Caposele Pasquale Farina, quello di Calabritto Gelsomino Centanni, il primo cittadino di Senerchia Beniamino Grillo, il Dirigente scolastico Gerardo Vespucci e il vice sindaco di Monteverde Antonio Vella.

PASQUALE

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castle1

Parlo per esperienza. Moltissimi Musei italiani, anche di certo prestigio, non sono che contenitori di reperti sistemati nelle loro vetrine in attesa che qualche rado avventore li osservi. In realtà essi sono silenti, perché non parlano al cuore, non parlano alla mente, non parlano allo spirito del potenziale osservatore. Nei fatti, manufatti aurei, raffinate argille, pietre che testimoniano un lontano passato risultano essere afoni laddove un essere umano dotato di competenze non presti loro le corde vocali. C'è bisogno sempre della mediazione di una qualche guida capace di offrire sostanza alla silente eloquenza di ciò che è in mostra. E soprattutto la lingua della cultura va imparata, possibilmente fin da fanciulli, altrimenti risulterà sempre incomprensibile, e, ancora, va insegnato anche agli infanti a sintonizzarsi con essa, perché in caso contrario viaggerà sempre su frequenze non udibii all'orecchio umano.

Tali verità costituiscono il modus agendi da sempre adottato dal Museo Civico Archeologico di Bisaccia, affidato alle solerti cure dell'ottimo assessore avv. Valentina Aloisi, che non perde una sola occasione per promuoverlo e per attirare sempre nuova utenza. In tale contesto si inserisce anche la partecipazione ad un bando regionale presentato dall'Amministrazione, che, neppure a dirlo, è risultata vincitrice ottenendo un finanziamento, che prevede una partecipazione in cofinanziamento da parte dell'Ente. Nei fatti, le azioni progettuali sono destinate agli alunni delle scuole primarie di primo e secondo grado di tutti i Comuni che ne facciano richiesta: e come era prevedibile molti plessi hanno già aderito. I fanciulli, però, non rivestono soltanto il ruolo di osservatori passivi a cui impartire spiegazioni, che pure ci sono, ma diventano attori essi stessi del farsi culturale della struttura museale. I fondi,infatti, sono prevalentemente destinati all'acquisto di materiale didattico e di forniture idonee a "creare arte": i bimbi sono chiamati a disegnare o a riprodurre nell'argilla (il das di antica memoria) i reperti archeologici che hanno visto. Sinceramente io ritengo che questa costituisca una strategia didattica vincente, perché si tratta di apprendimento in situazione: in altri termini, pronunziare la parola acqua non ci bagna e per comprendere che cosa sia dobbiamo uscire sotto la pioggia. Tale metafora offre il senso di quanto sostengo. Solo in questo modo un attrattore turistico quale il Museo Civico Archeologico di Bisaccia può entrare nell'intelletto latente collettivo quale polo culturale d'eccellenza, attraendo attraverso i bambini anche genitori e nonni e, quando gli alunni cresceranno, non potranno che ricordare e promuovere a loro volta.

Per tutti i bimbi, alla fine della giornata creativa, un regalo: uno zaino o una cartella contenente materiale inerente al Museo.

Ottima iniziativa!

castle5

   

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

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