Chi Siamo  chi siamo - Annunci annunci

 

Italian English French

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi e esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

Approvo

michelangelo franciosi

Oggi, 8 agosto 2017, con inizio alle ore 18.00, presso il giardino del Magistrale in Lacedonia, si terrà il I Memorial "Michelangelo Franciosi", dedicato alla figura del grande studioso.

Interverranno la dott.ssa Paola Melina, funzionario attualmente in forza alla Presidenza del Consiglio, che consegnarà le borse di studio assegnate in nome della famiglia; il prof. Sergio De Piano, docente di Letteratura presso l'Università degli Studi di Salerno; il Sindaco di Lacedonia avv. Antonio Di Conza, che consegnerà una targa alla famiglia. Coordinerà l'incontro lo scrivente nella qualità di Delegato Regionale dell'UNLA (Unione Nazionale per la Lotta all'Analfabetismo).

La cittadinanza è invitata. I nomi dei vincitori delle borse di studio si conosceranno nel corso della manifestazione.

Condividi su:

MAGISTRALE

Foto di A. Pignatiello - Vietato l'uso o la riproduzione senza il consenso dell'autore

Domenica 6 di agosto, a Lacedonia, con inizio alle ore 17,30 circa, nel giardino antistante il Magistrale si terrà un seminario sul tema "Il pensiero critico e letterario del De Sanctis", tenuto dall'UNLA (Unione Nazionale per la Lotta all'Analfabetismo), Ente Morale D.P.R. n. 181dell'11.02.1952 ed Ente di formazione riconosciuto dal MIUR come da Direttiva Ministeriale 170/2016.

A quanti ne faranno richiesta sarà rilasciato attestato di partecipazione gratuito previo accreditamento iniziale.

L'iniziativa si inscrive nell'ambito delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Francesco De Sanctis, nei cui confronti Lacedonia ha un grosso debito di riconoscenza. Peraltro, se tutti ne conoscono il nome e la sua biografia non è del tutto sconosciuta, ivi compresa l'attività politica, non sono in molti coloro i quali, di contro, posseggono qualche contezza circa il suo pensiero, che ha poi innovato la critica letteraria successiva. Di più non si dice perchè sono tematiche che saranno affrontate nel corso dell'incontro.

L'evento si tiene in coincidenza con il settantesimo dalla fondazione dell'UNLA da parte del grande meridionalista Francesco Saverio Nitti.

magistrale1

Il Magistrale tra gli anni Venti e Trenta

Condividi su:

PETRILLO

Il Preside Petrillo, in primo piano con gli occhiali, presso il Cinema Teatro "Argentino" (che ora non esiste più) in occasione del centenario della fondazione dell'Istituto Magistrale celebrato nel 1978.

Uomo d'altri tempi, portatore di una cultura tanto vasta quanto profonda, serissimo ma non privo di sano umorismo, severo ma giusto, appassionato umanista, nell'accezione tanto culturale quanto sociale del vocabolo, dotato di uno straordinario buon cuore: sono queste le peculiarità del compianto Preside Angelo Petrillo che io ricordo con grande piacere. Non mi è stata offerta l'occasione di essere suo alunno, perché ne avrei certamente guadagnato, ma non di meno più e più volte lo sentii parlare, rimanendo letteralmente conquistato dal suo eloquio forbito e denso di contenuti. Per molti anni egli ha diretto l'Istituto Magistrale fondato dal De Sanctis a Lacedonia nel lontano 1878 e, per giunta, ne è stato il Preside in uno dei periodi di maggior gloria di tale scuola (non credo sia stato un caso, perché, laddove ci sia un "cervello pensante" alla guida di istituzioni di qual si voglia sorta, esse non possono che avere successo). Lo ricordo benissimo quando camminava, con il suo portamento signorile, e rispondeva in maniera molto compita al mio saluto, sorridendomi e apostrofandomi con l'appellativo di "personaggio ottocentesco" (non so perché si fosse fatto una tale idea di me, ma confesso che mi faceva piacere).

Proprio per ricordarne la figura, domani, 5 agosto, presso la Chiesa di San Filippo Neri, nello sfolgorio cromatico della esposizione pittorica di Vincenzo Arpaia, anch'egli Preside per molti decenni, risuoneranno le parole immortali di una delle maggiori poetesse de "secolo breve", Alda Merini, recitate dall'ottima prof.ssa Annamaria Petrillo, poetessa finissima, che si occuperà anche dell'esegesi dei testi.

LUPUS IN FABULA consiglia vivamente la partecipazione.

PETRILLO1

Il Preside Petrillo, terzo da destra, con gli occhiali, presso l'entrata dello storico Istituto Magistrale "F. De Sanctis".

Condividi su:

terre

All’una di notte del 23 di luglio del 1930 una violentissima scossa sismica venne a ricordare alle genti dell’Irpinia orientale quanto caduco sia il percorso umano su questa terra. Taluno raggiunse anzitempo l’estremo confine dell’esistenza fisica e moltissimi, i reduci, furono costretti a mutare il loro percorso, indeboliti e all’un tempo rafforzati da una nuova consapevolezza: l’ineludibile fragilità dell’essere umano.

In ricordo dell’evento è stata celebrata a Lacedonia, dal parroco don Sabino, una messa in Piazza San Nicola, ove è collocato il monumento alle vittime.

Dai racconti degli anziani si evince che fu una notte molto strana. Per quanto anche in piena estate l’aria, tra le nostre montagne, rinfreschi notevolmente, una inusuale calura s’era impadronita delle ombre serotine e si manifestava in vapori che sembrava sortissero direttamente dal ventre della terra. Un abbaiar di cani convulso e costante, gli inusuali belati di pecore ed agnelli, il chiocciare delle galline, insomma una sorta di agitazione generale che sembrava attraversare l’ambiente naturale, come una scarica di elettricità, erano i cattivi presagi che la gente avrebbe decifrato soltanto in seguito. Si dice che gli animali riescano a presentire con anticipo la sventura. Quindi, verso la mezzanotte e mezzo, un silenzio quasi irreale ammutolì ogni essere vivente e taceva anche il vento, che era solito arpeggiare delicatamente tra i rami degli alberi. Alle ore una e dieci circa si scatenò l’inferno. Una scossa pari al settimo grado circa della Scala Richter squarciò le viscere della terra, rimestando tutto quanto esisteva sulla sua superficie.

A Lacedonia si contarono centinaia di vittime ed il numero non fu molto più alto soltanto perché, essendo la gente impegnata nei lavori dei campi, molta parte della popolazione aveva dormito in campagna nei pagliai.

Aquilonia era ridotta ad un cumulo di macerie, al punto che il paese non fu più ricostruito in loco.

Questo il video girato dall’Istituto Luce e trasmesso nei cinegiornali dell’epoca.

 

Condividi su:

 

Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


  • erdonea
  • vecevending

 

pubblicita

 

gallery

Clicca per accedere alla

Video Gallery

Seguici su Facebook

Supporta la tua Irpinia