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sofferenza

La sofferenza: le filosofie orientali la inseriscono nel novero delle 4 nobili verità. Per noi occidentali è una iattura, qualcosa a cui non pensare e da scansare, nostra o altrui che sia. Ma ci sono persone che la sofferenza la cercano e la abbracciano, soprattutto nel tentativo di combatterla. È gente che impiega il proprio tempo nel bellissimo tentativo di alleviare le pene di chi soffre: io trovo che questo sia estremamente edificante e rivesta un notevole valore esemplare. Chapeau a loro, dunque. Nella giornata odierna diversi aderenti dell'Associazione "Volontari della sofferenza" di Ariano Irpino, insieme a molteplici persone che con la sofferenza del corpo convivono ogni giorno e la patiscono sulla propria pelle, sono venuti in visita al "Pozzo del Miracolo" operato da san Gerardo Maiella all'epoca in cui, servitorello del vescovo Albini, abitava a Lacedonia. Ivi, accompagnati dal sacerdote don Costantino, hanno affidato al Santo le loro angosce, le speranze, i desideri ... Si accresce notevolmente il numero di quanti vengono in visita al Pozzo, motivati dalla fede in Dio e spinti da una grande devozione verso il Santo degli umili e degli ultimi, protettore di mamme e bambini.

Stampelle, sedie a rotelle, gambe che non reggono, occhi che si chiudono da soli, tutto si annulla nella condivisione e, per quanto riguarda oggi, tutto si è dissolto, anche se solo per brevi attimi, quando il pensiero si è immerso nel mistero di un Pozzo che dice molto di più di ciò che i nostri padiglioni auricolari mentali riescono a udire.

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Sono stati pubblicati i bandi per la partecipazione ai corsi e ai laboratori previsti nel progetto “Fluidamente” nell’ambito della iniziativa della Regione Campania denominata “Benessere Giovani”.

Nella fattispecie i bandi riguardano i giovani residenti nei tre comuni di Bisaccia, capofila del progetto, Aquilonia e Lacedonia.

Sono coinvolte nel progetto le associazioni Anspi, Associazione Volontariato Onlus Operatori Di Pace, Associazione Banda Musicale Umberto Giordano, Pro Loco Torre, UNLA, Consulta delle Associazioni bisaccesi, Infothesi, Confartigianato Avellino.

Di seguito i bandi per la partecipazione ai laboratori e ai corsi e i moduli per inoltrare domanda.

BANDO LABORATORI AUTOIMPRENDITORIALITA'

Domanda e autodischiarazione laboratorio autoimprenditorialità

BANDO LABORATORI PERCORSO MUSICALE

Modello di domanda e autodichiarazione laboratori percorso musicale

BANDO SCUOLA-LAVORO

Domanda e autodichiarazione scuola - lavoro

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N.4 foto Cancian

Ancora due settimane per partecipare alla seconda edizione del concorso di fotografia documentaria “1801 passaggi”, organizzato dal MAVI-Museo Antropologico Visivo Irpino e da LaPilart Aps. Il tema del concorso di quest'anno è “Un paese italiano, 2018”. Il termine di presentazione delle opere scade alla mezzanotte del 30 settembre.

Il concorso è legato a uno straordinario fondo fotografico di 1801 scatti realizzati nel 1957 dal fotografo statunitense Frank Cancian  (www.frankcancian.net)nel comune rurale di Lacedonia (Av), in Alta Irpinia. Il fondo fotografico, dopo la sua recente riscoperta, viene custodito a Lacedonia nel MAVI. Giunto alla sua seconda edizione, il concorso può vantare anche quest'anno una giuria di eccellenza, con i seguenti componenti:

  • Luciano Blasco: antropologo, fotografo, documentarista, scrittore; è direttore del Museo etnografico di Morigerati (Sa) e coordinatore della Rete dei musei demo-etno-antropologici del Cilento e della Campania;
  • Mario Boccia: fotografo e giornalista indipendente, specializzato in reportage sociali e di attualità realizzati negli scenari di guerra o di alta tensione sociale in tutto il mondo; pubblica i propri lavori su testate giornalistiche italiane ed europee;
  • Vincenzo Esposito: antropologo culturale, professore associato dell'Università di Salerno; è docente in numerosi corsi universitari, membro del Consiglio direttivo dell'Associazione Italiana per le scienze demo-etno-antropologiche e autore, tra le altre, di pubblicazioni scientifiche in tema di antropologia visuale;
  • Lina Pallotta: fotografa, docente di fotografia e curatrice di mostre; come autrice sviluppa progetti con approccio personale sulla quotidianità in situazioni marginali, le donne e l’identità di genere e pubblica per riviste nazionali e internazionali.

Ogni anno, una serie di 20 foto di Frank Cancian scelte fra le 1801 scattate a Lacedonia nel 1957 costituisce la base del concorso, nel quale gli autori vengono chiamati a presentare proprie opere che propongano una libera reinterpretazione attualizzata delle immagini di Cancian selezionate. Dopo lo svolgimento del concorso, la mostra fotografica collettiva, allestita nel museo MAVI e poi in altre sedi, presenta quindi i 20 migliori scatti selezionati dalla giuria del concorso e le foto di Cancian scelte come base del concorso stesso.

La mostra annuale viene inaugurata nell’ambito dell’evento “1801 passaggi”. Per il 2018 l'evento si terrà a Lacedonia dall'1 al 3 novembre. Nel corso dello stesso evento, il 3 novembre, la giuria premierà le 3 fotografie vincitrici.

Per scaricare il bando di concorso e la scheda di partecipazione:

https://www.museomavi.it/

LE 1801 FOTOGRAFIE DI FRANK CANCIAN

1801 sono gli scatti realizzati a Lacedonia nel 1957, in circa 7 mesi, dal fotografo statunitense Frank Cancian quando, a 22 anni, grazie a una borsa di studio soggiornò nel borgo rurale irpino “per capire come le persone vivevano e per fotografarne la quotidianità”.

Il lavoro fotografico del giovane Cancian – reso possibile dalla partecipazione alla vita quotidiana della comunità lacedoniese e caratterizzato da una sensibilità etnografica che, negli anni successivi, sarebbe stata alla base della sua scelta di dedicarsi alla ricerca e all’insegnamento dell’antropologia – esplora tutti gli ambiti di vita di una comunità rurale colta nel cruciale momento di passaggio nei tardi anni ‘50 del secolo scorso, allorché l’industrializzazione del paese, l’espansione dei consumi e l’abbandono delle campagne erano ormai avviati.

Questo patrimonio è stato riportato alla luce recentemente, dopo che Cancian – nel frattempo divenuto professore di Antropologia all’Università di Irvine, California – è andato in pensione ed ha cominciato a pubblicare sul web l'archivio fotografico personale. Le foto realizzate a Lacedonia restano ad oggi ancora sostanzialmente ignote anche alla letteratura specialistica, ma meritano di essere considerate come parte della grande eredità lasciata dagli autori di immagini fisse e in movimento che hanno raccontato il Sud italiano nel secondo dopoguerra: dai fotoreporter della Magnum, ai fotografi italiani che hanno lavorato sul campo con Ernesto De Martino, ai cosiddetti documentaristi “demartiniani”.

IL PROGETTO “1801 PASSAGGI”

Il progetto “1801 passaggi” affianca la creazione di un archivio delle foto lacedoniesi di Frank Cancian a un concorso-mostra. Esso intende realizzare un percorso/confronto tra passato e futuro che, proiettato negli

anni a venire, si propone, coniugando lo sguardo etnografico con la fotografia e indagando l’evoluzione dell’essere umano, un duplice obiettivo: da una parte, divulgare il lavoro fotografico di Cancian come documento storico-etnografico relativo al passato di una comunità e, più in generale, delle forme di vita dei borghi rurali del Meridione italiano; al tempo stesso, mediante il concorso il MAVI acquisisce nuove immagini fotografiche, selezionate utilizzando le fotografie di Cancian come chiave di lettura di piccole realtà sociali nelle loro trasformazioni contemporanee, e per questa via accumula una testimonianza dinamica dei cambiamenti della persona e della società, e dell’evoluzione dello sguardo fotografico su di esse.

Per informazioni: https://www.museomavi.it/

Comunicato pervenutoci da parte dell’Ufficio Stampa del Museo Mavi e pubblicato integralmente

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sopralluogo

Un sopralluogo effettuato con i ragazzi in uno dei luoghi di ambientazione del romanzo LA MASCIARA

Nasce a Lacedonia un “Laboratorio permanente di Scrittura Creativa” ad opera della Delegazione regionale della Campania dell’UNLA, Unione Nazionale per la Lotta all’Analfabetismo. Tale iniziativa è stata ispirata dagli ottimi risultati conseguiti mediante un’esperienza didattica scolastica tenuta intramoenia. Trenta ore: questo tutto il tempo impiegato per scrivere il romanzo La Masciàra, il quale ha visto la luce nelle vesti di prodotto finale di un corso PON, denominato “Scrittura Creativa”, che è stato organizzato presso l’Istituto Omnicomprensivo “Francesco De Sanctis” di Lacedonia nell’anno scolastico 2017- 2018 e che ha trovato lo scrivente nelle vesti di esperto esterno e la prof.ssa Cericola quale tutor interno.

Si è trattato di tempo speso benissimo, per quanto esiguo, meravigliosamente impiegato fino all’ultimo secondo: ho infatti trovato negli studenti partecipanti straordinari interlocutori, realmente interessati alle problematiche de quibus, letteralmente “ammaliati” dalla “fascinazione” promanante dal mondo della letteratura.

Non sono affatto nuovo a simili attività didattiche e quello della cosiddetta “scrittura creativa” è un ambito nel quale ho spesso inferito, acquistando l’esperienza necessaria per affermare con grande franchezza che la “creatività” non può essere insegnata, ma deve essere aiutata, con una sorta di procedimento maieutico, ad emergere dalla placenta mentale e spirituale dell’essere umano, con particolare riguardo a quella dei giovani, particolarmente ricca di nutrienti artistici rispetto a quella degli adulti, perché alimentata dalla fantasia tipica dell’età più verde, che è madre molto prolifica dei sogni più eterogenei.

E tuttavia, nella consapevolezza che il solo esercizio della creatività non basta a trasformare la naturale predisposizione alla narrazione in perizia narrativa, viepiù laddove si scelga di adoperare quale veicolo del racconto la scrittura, non mi sono astenuto dal gettare ampie manciate di semi metodologici in un terreno che io so essere estremamente fertile, affinché essi possano attecchire e sbocciare, in un futuro più o meno lontano, in odorosi e colorati fiori d’arte.

Credo che sia indispensabile, per un aspirante scrittore, conoscere almeno per sommi capi alcuni elementi essenziali di teoria della letteratura, tra i quali particolarmente importante è l’uso accorto delle principali figure retoriche; penso inoltre che sia di grande aiuto riconoscere le strutture narratologiche più comuni e i registri linguistici più adeguati agli eterogenei argomenti della comunicazione scritta. Quindi, accanto ad esercitazioni pratiche, si terranno anche gli indispensabili incontri teorici.

Alcun onere è richiesto ai partecipanti, se non l’iscrizione al CCEP UNLA di Lacedonia.

Strutturalmente il laboratorio sarà impostato in periodi di 20 ore ciascuno, al termine di ognuno dei quali sarà rilasciato attestato di partecipazione a quanti, docenti, studenti o semplici persone interessate alla pratica della scrittura, abbiano fattivamente partecipato agli incontri o abbiano quanto meno inferito on line producendo materiale scritto.

Quella che si vuole creare è una sorta di fucina nella quale possano cominciare a forgiarsi scrittori, poeti, sceneggiatori, o anche semplicemente blogger, ma anche un luogo di incontro e di confronto tra persone che già da tempo hanno intrapreso la strada dell’arte di scrivere.

Non soltanto chi vuole imparare, ma anche chi intende cesellare o chi vuole proporre all’attenzione i propri prodotti dell’ingegno, nella più assoluta tranquillità e in grande amicizia, così com’è nello spirito dell’UNLA.

Spero, infine, che poca favilla gran fiamma secondi e che la nostra iniziativa possa portare all’emersione di qualche autentico talento, che di certo potrebbe nascondersi in ogni persona.

Vale per chi scrive e vale per i sei miliardi di nostri simili che abitano il nostro pianeta l’intuizione di Terenzio contenuta nella celebre frase homo sum, humani nihil a me alienum puto! (sono un uomo e pertanto nulla di ciò che è umano mi è estraneo). Magari tra i monti dell’Irpinia orientale si nasconde un futuro Premio Nobel: chi può dirlo?

Per informazioni: dott. Michele Miscia – 3386831696 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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La "Casa del diavolo", luogo di ambientazione del romanzo LA MASCIARA

 

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


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