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Proseguono senza sosta le attività dei Maestri del Lavoro d’Italia a favore dei giovani. Forti di un patrimonio empirico professionale ed umano che ha fruttato loro l’importantissima onorificenza, essi, per quanto in pensione, pongono a disposizione dell’alterità competenze e conoscenze, nel nome di un volontariato qualitativamente elevato e quantitativamente nutrito. Questa mattina (25 di febbraio) i Maestri del Lavoro della commissione scuola lavoro del Consolato di Avellino alle ore 09,30 hanno ripreso l’attività iniziata ieri con altri studenti della Terza C e della Terza E dell’Istituto Comprensivo “Michele Pironti” Piano di Montoro, in provincia di Avellino e quindi nella nostra Irpinia.

È stato questo il sesto di una serie di incontri previsti dal protocollo d’intesa sottoscritto tra il Consolato provinciale dei Maestri del Lavoro di Avellino e la Direzione dell’Ufficio scolastico provinciale il 27 settembre 2011. Gli argomenti trattati hanno riguardato attività di formazione in materia di “Salvaguardia dell’Ambiente”. Le lezioni sono state tenute, alla presenza degli insegnanti Gemma Armieri, Maria Grazia Del Guacchio, Biagio Possemato e Milena Sole, dai maestri del lavoro: Gerardo Iannone, Pietro De Vito e Teodoro Uva. Alla giornata formativa ha partecipato anche il Responsabile: Domenico Iannone. Il corpo docente ha chiesto ai relatori di ripetere l’entusiasmante e piacevole esperienza trattando anche nuove tematiche.

Grande soddisfazione anche da parte dei Maestri del lavoro per l’entusiasmo e la partecipazione che hanno dimostrato gli studenti e per l’accoglienza ricevuta.

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La civiltà di una società ha quale prioritario parametro di valutazione soprattutto la vicinanza a coloro i quali versano in stato di sofferenza, soprattutto agli ammalati ricoverati negli Hospice, ove si erogano cure palliative per attenuare le terribili pene derivanti da malattie terribili. Ma la cura migliore certamente è la solidarietà, che deve trovare epifania visibile in atti concreti, così come avviene nell’Hospice di Solofra.

 

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Tale struttura, infatti, pone in essere molto spesso eventi di carattere ludico, specialmente con l’organizzazione di concerti che sicuramente muovono le intime corde dei degenti e dei loro familiari, ma anche di quanti partecipano a tali organizzazioni, perché, soprattutto, le vibrazioni musicali costituiscono un linguaggio che travalica le strutture mentali coscienti parlando direttamente allo spirito. Non a caso il filosofo Emile Cioran ebbe ad affermare che “la vita senza musica è come un corpo senz’anima!”
E dunque  presso il Pain Control Center Hospice di Solofra avrà luogo l’ennesimo appuntamento
artistico rivolto ai degenti e ai familiari ospiti del centro residenziale dell’Asl di Avellino, ove vengono fornite assistenza e cure a pazienti oncologici o a pazienti affetti da malattie progressive e in fase avanzata.
Oggi, dalle ore 17.00, si terrà lo spettacolo “KATHARSIS KAQARSIZ”, consistente in una performance artistica che vedrà l’ibridazione di musica, teatro e proiezioni. Ad esibirsi, in maniera del tutto volontaristica e gratuita, saranno i Maestri Rossella Izzo al pianoforte, Valerio Ricciardelli alla fisarmonica, Carmine Matarazzo alla chitarra acustica per quel che concerne la parte musicale. L’attore Sebastiano Roscigno sarà invece voce narrante ed interprete canoro, mentre l’artista Angelo Penna curerà proiezione ed arte visual. Alquanto vario il repertorio, che spazierà dalle musiche composte dai maggiori musicisti del Novecento, a scene tratte dal teatro popolaresco, a “tammurriate” e tarantelle.

 

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Come per i precedenti eventi, anche questo è stato organizzato dall’Associazione House Hospital ONLUS e dalla Cooperativa Nursing Service ONLUS, grazie soprattutto alla sensibilità ed alla disponibilità del Dottor Mario Nicola Vittorio Ferrante, Commissario straordinario dell’Asl di Avellino, del Dottor Geppino Genua, coordinatore del settore Cure palliative e Hospice della stessa Asl, della Dottoressa Anna Maria Strollo, Direttore sanitario del Distretto di Atripalda e del Dottor Lino Passerino Fina, coordinatore infermieristico dell’Hospice di Solofra.

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«Anche una sola tragedia della strada è sempre una tragedia di troppo, specialmente quando costa la vita ad esseri umani, viepiù se giovani». Questa la filosofia alla base di una delle azioni più importanti intraprese dal Distretto n. 5 per le Politiche Giovanili della Regione Campania, che ha sede a Lacedonia. Ogni volta che la cronaca riporta alla ribalta dell’interesse sociale la tematica della mortalità sulle strade immancabilmente si ripropone il solito interrogativo: era evitabile? Ma è una domanda, questa, che odora di dietrologia, di saggezza da senno del poi e che pertanto occorre porsi soltanto in funzione dell’accertamento delle dinamiche, così come la legge impone. Molto più utile è agire in via preventiva, per il tramite della formazione dei giovani ad una guida corretta e rispettosa delle regole, poiché è proprio questo che può fare la differenza tra la vita e la morte. Prevenzione, dunque, è la parola chiave, posta in essere per il tramite di una informazione costante e capillare soprattutto nelle scuole superiori, anche a rischio che essa diventi monotona e noiosa: questo l’orientamento dell’azione intrapresa all’uopo dal Distretto 5. Quando si è giovani – come è noto – si è pervasi da una sorta di senso di immortalità che conduce a pensare che certe cose possano accadere soltanto agli altri. Ma nei fatti non è così, perché nessuno, sulla strada, può dirsi immune dai pericoli. Per questo il Distretto 5 ha intrapreso ed ultimamente intensificato le iniziative finalizzate a diffondere una cultura della guida rispettosa di se stessi e dell’alterità. Sotto il profilo pratico, è stata data alle stampe una pubblicazione dal titolo “Saturday Night Crash”, vertente sulle cosiddette stragi del sabato sera, che sarà diffusa negli Istituti superiori del Distretto. A partire dalla fine di marzo, inoltre, gli operatori si recheranno nelle stesse scuole onde tenervi conferenze tematiche, sicuri del fatto che in natura ad ogni azione corrisponda una reazione, nel senso che tali iniziative produrranno certamente effetti benefici, anche se essi non si evidenzieranno, poiché tale opera non è protesa a far accadere qualcosa, ma ad evitare che qualcosa accada. Del resto è noto che fa più rumore un albero che cade di un’intera foresta che cresce. Attività, queste, che dovrebbero essere attuate anche dai singoli comuni. Nell’ultimo anno si sono verificati diversi incidenti che hanno coinvolto giovani, alcuni dei quali purtroppo non sono più tra noi.
La morale della favola che il lupus sente di esprimere è dunque la seguente: anche una sola vittima della strada, è pur sempre una vittima di troppo!

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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