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INNARELLA

Chapeau! Veramente m'inchino all'estrema umanità di un musicista grandissimo, che non manca mai di coniugare la sua arte con la solidarietà o l'interesse culturale profondo. A dimostrazione di quanto affermo dirò che l'ultimo lavoro di Pasquale Innarella porta il titolo di Migrantes,cui peraltro è dedicato in toto, essendo egli sensibilissimo alle tragedie dell'emigrazione che si vanno consumando giorno dopo giorno nel mare nostrum. In un intervento su internet, Pasquale ha spiegato che egli, originario di un paese dell'Irpinia Orientale, nella fattispecie Lacedonia, è stato costretto ad assistere al suo inesorabile spopolamento per via dell'emigrazione, fin quando egli stesso, come peraltro feci a suo tempo io, non si è visto costretto ad abbandonare la propria terra d'origine, sia pur per affermarsi, come poi è avvenuto, nel mondo della musica.

Prodotto da Le Rane di Testaccio e Alfamusic, il disco è distribuito da Egea, ed attinge suggestioni, come detto, al fenomeno di una emigrazione epocale, che, come egli stesso afferma «nè mari e nè muri possono riuscire a fermare». Se non che io penso che i muri che vadano assolutamente abbattuti siano quelli mentali, edificati con il materiale di ingiustificate ed ingiustificabili paure. Ed il mare che produce più vittime, credo ancora, è quello dell'ignoranza, cui l'arte, quella vera, ha il compito di rispondere adeguatamente per sconfiggerla.

Non per caso, probabilmente, Pasquale ha trascorso ultimamente diverso del suo tempo a Lampedusa, ove più volte si è esibito per solidarietà.

Del suo quartetto di eccezionali professionisti fanno parte musicisti del calibro di Francesco Lo Cascio (vibraphone), Pino Sallusti  (double bass), Roberto Altamura (Drums).

Grande Pasquale: vero LUPO!

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AUGURONI, CARISSIMO PASQUALE, GRANDE E STIMATO AMICO DEL LUPO: PER QUESTA NUOVA AVVENTURA LETTERARIA  LUPUS IN FABULA TI DICE NON "IN BOCCA AL LUPO", MA SOLTANTO PERCHÈ IL LUPO SIAMO NOI, BENSÌ "IN QUEL LUOGO DELLA BALENA OVE GIAMMAI HA BATTUTO IL SOLE!" (SENZA CADERE IN INUTILI VOLGARITÀ CREDIAMO COMUNQUE DI AVER RESO L'IDEA!)

 

Dopo il successo del romanzo "TERRA", Pasquale Gallicchio, giornalista professionista e appassionato di politica, un anno dopo propone un nuovo lavoro letterario dal titolo "La Curva" introspezioni e accessi. Un lavoro accompagnato dalle foto di Giuseppe Formiglio che studia pittura presso l'Accademia delle Belle Arti di Foggia.

«Una delle cose più importanti di questo libro è la dedica - afferma Gallicchio - che vuole essere un invito a riconsiderare i nostri comportamenti e a rivedere nelle persone in difficoltà noi stessi. "Agli ultimi che non sanno di non esserlo affatto". Carmen Bochicchio, che come sempre mi accompagna con passione e professionalità nelle mie avventure letterarie curando editing, graphics e layout, ha coniato queste parole sintetizzando bene il messaggio che ho voluto per questo lavoro. Sono 13 racconti accompagnati da altrettante foto. Un esperimento che spero di poter ripetere dando la possibilità a tante altre persone appassionate di foto di poter partecipare ad una pubblicazione ed esporre, così, le proprie opere. Gli argomenti trattati sono diversi. Dalle paure che accompagnano la nostra vita, alla violenza sulle donne. Dalla condizione degli anziani, alla bellezza del nostro territorio. Dai disastri ambientali, alle persone escluse. Un tratto significativo del libro è tracciato in un passaggio della prefazione di Ottavio Lucarelli, Presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Campania che ringrazio: "Una scrittura potente che mescola giornalismo e storia, cultura e tradizioni. E che ci regala un libro, arricchito dalle bellissime fotografie di Giuseppe Formiglio da leggere velocemente, ma da godere parola per parola". Inoltre, ancora una volta pubblico con la casa editrice Delta3 di Silvio Sallicandro. Una realtà che nel tempo ha compiuto molti passi in avanti diventando un punto di riferimento dell'editoria campana. Un lavoro serio portato avanti anche grazie ai tecnici Tonino e Marco ".

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PASQUALE GALLICCHIO

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Il sesto Presidente degli Stati Uniti D’America, John Quincy Adams, affermò che «il coraggio e la perseveranza possiedono un talismano magico di fronte al quale le difficoltà scompaiono e gli ostacoli svaniscono nel nulla». E nessuna citazione è più adatta di questa per descrivere l’indole di MC GERRY, rapper d’Alta Irpinia a denominazione di origine controllata e certificata. Lo conobbi ormai molti anni or sono, nel periodo dei suoi esordi, e quando mi parlò dei suoi sogni artistici, per di più incentrati sul RAP, forma dell’espressione musicale almeno all’epoca pionieristica, io pensai che fossero alquanto ambiziosi e difficilmente realizzabili laddove non si fosse espiantato dalla terra mater onde trapiantarsi in qualche metropoli come Milano o Roma, come tantissimi amici artisti nati tra queste alture sono stati costretti a fare per realizzarsi. Ma egli, fin da subito, affermò la sua intenzione di non fuggire di fronte alle difficoltà, ma di lottare alacremente onde riuscire a raggiungere gli obiettivi che si era preposto. Devo a questo punto affermare, e senza tema di smentita, che tale visione si è rivelata realistica, al punto che l’artista de quo ritengo possa rivestire valore d’esempio per i giovani che non hanno lo stesso coraggio e la stessa perseveranza paventata dal Presidente Adams. Negli anni MC GERRY, lavorando alacremente e con una tenacia senza pari, ha affinato grandemente le sue doti compositive ed esecutive e, utilizzando al meglio i nuovi canali mediatici, è riuscito a ritagliarsi i suoi spazi, conquistando diversi riconoscimenti anche a livello internazionale. Ha prodotto moltissimi album e svariati videoclip, dai quali si evince una cura estrema per i particolari e la volontà di non improvvisare nulla.

E finalmente ha visto la luce l’ennesimo lavoro discografico, prodotto dalla celebre etichetta ITALDISCO. L’album, con il titolo di Senza Meta, già vendita su ITunes Digital Store e nei negozi musicali.

Quindici sono i brani contenuti, rispondenti ad eterogenee sonorità, a conferma della creatività sfaccettata e poliedrica che è cifra della produzione di un Artista che rifugge dalla banalità musicale e testuale, ma che riesce a vestire di melodie le più disparate, sempre piacevoli all’ascolto, testi talora estremamente pregnanti sotto il profilo contenutistico, il quale spazia dalle tematiche sentimentali a quelle di battaglia civile, dalla affermazione di istanze protese alla giustizia sociale all’esplorazione della interiorità e dell’intelletto latente collettivo giovanile, fidando su una freschezza linguistica che non è mai auto compiacente, ma che parla direttamente alla mente e al cuore degli ascoltatori.

LUPUS IN FABULA porge a MC GERRY i sensi della propria stima e gli auguri per il raggiungimento di successi sempre più nutriti e numerosi. È, di sicuro, un vero LUPO del RAP, l’artista di Aquilonia.

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Ha visto la luce il primo romanzo di Grazia Mazzeo, con il titolo di “Come una tempesta - all’incrocio dei venti”, un lavoro letterario che ibrida eterogenei generi narrativi. L’autrice, nata a Rocchetta Sant’Antonio, si è formata tra i banchi del Liceo Classico “Francesco De Sanctis” di Lacedonia, come già prima di lei la mai troppo compianta Maria Teresa Di Lascia, vincitrice del Premio Strega con il romanzo “Passaggio In Ombra”. Il lavoro de quo si presta ad una nutrita serie di chiavi di lettura. Potrebbe essere un romanzo di formazione, poiché i suoi protagonisti vengono seguiti dall’infanzia alla maturità. Potrebbe essere un romanzo storico, in quanto è inquadrato in un determinato momento delle italiche vicende, il periodo che precede il Risorgimento, e in un preciso contesto geografico ed etnografico, ll sud e soprattutto il Subappennino di Rocchetta S. Antonio e dei territori limitrofi, quelli pugliesi, irpini e calabri, con le drammatiche condizioni socio - economiche derivanti da disparità e iniquità del suo tessuto sociale. Ma lo storicismo del romanzo si ritrova anche e soprattutto nelle vicende dei personaggi di fantasia, che si intrecciano con quelle di personaggi esistiti realmente (i Fratelli Bandiera e la spedizione disastrosa in Calabria). Potrebbe essere, ancora, un romanzo d’amore, perché in esso è presente una grande storia sentimentale che travalica sia l’amore stesso e sia l’esistenza. A dirla con Nietzsche: «Quello che si fa per amore è sempre al di là del bene e del male». Potrebbe anche essere un giallo, perché vi sono descritte particolari situazioni ed eventi dei quali si conosce l’incipit, ma il cui epilogo non si rende palese laddove non si giunga all’ultima pagina. Potrebbe essere un romanzo sulla scia della tradizione sudamericana del realismo magico, perché ci sono particolari personaggi e situazioni che si ammantano di un’aura fantastica, propria del nostro tessuto antropologico di sud misterioso, che ancora è presente con le trazioni tramandate. Ma soprattutto è un romanzo corale in cui si incontra e si scontra la gente, le sue storie con tutto il bagaglio di splendori e miserie proprie di tutta l’umanità. Un lavoro di ricerca meticolosa, principalmente, sia storica e sia filologica per quanto riguarda il lessico e tutto l’impianto semantico che reputiamo sia riuscito a rendere appetibile e accattivante un romanzo soprattutto coraggioso in un’epoca dominata dalla tecnologia e da una comunicazione mordi e fuggi per il tramite dei social. La sua copertina infatti è quasi la sua sinossi: basta guardarla e ci si addentra già nel romanzo. (L’opera è di Gian Maria Annunziata ed è stata fatta di proposito per la copertina).

La presentazione del libro è fissata per il giorno 7 di agosto a Rocchetta Sant’Antonio, nella Piazza Maria Teresa Di Lascia.

LUPUS IN FABULA augura all’autrice le migliori fortune.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

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