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Dal 22 al 29 del mese corrente, Francesco Roselli, giovane artista di Calitri, sarà in mostra presso il Castello Ducale di Bisaccia. Amante della storia, egli ha attinto suggestioni e ispirazione, per questa sua collezione, dall’antichità archeologica, viepiù da quella del territorio dell’antico Sannio e dell’Irpinia. Sotto iol profilo squisitamente stilistico, potremmo definire il suo modus creandi una sorta di “naïf apparente”, che poco o nulla lascia all’improvvisazione ed anzi mostra moltissima cura nei particolari e soprattutto negli effetti cromatici delle sue opere. È egli stesso a spiegare il senso autentico di questo suo viaggio creativo.

«Il progetto artistico denominato “ArcheoArtista” si fonda principalmente sulla contaminazione tra la storia, per lo più antica, e la mia arte, con l’aggiunta di elementi archeologici.

La mostra è stata ideata per essere proposta in luoghi dalla chiara impronta storica come musei, castelli, antiche residenze o conventi/monasteri. L’allestimento può inserirsi anche in altri contesti, purché abbiano una buona progettualità.

La mostra qui proposta ripercorre parte dei quindici anni della mia vita artistica e creativa, iniziata nell’estate 1999. Sono proposti, in esposizione, una selezione di paesaggi ispirati da tematiche storiche e archeologiche.

Fino al 2007, l’influenza di queste due materie (interessi che coltivo fin da piccolo) sulla mia arte è stata piuttosto limitata, incuriosito com’ero, più dalla natura e i suoi colori.

Negli anni successivi, gradualmente, i miei disegni assumono sempre più un carattere storico, la creatività è alimentata dalla lettura di romanzi storici e articoli di settore, ma anche dal visitare parchi archeologici.

Ho iniziato con l’antica cultura greca, un popolo creativo e geniale che ha influenzato il bacino del Mediterraneo e non solo, poi sono passato alla grande civiltà dell’antica Roma. Il passo successivo è stato quello di lasciarmi ammaliare dall’ampia e profonda cultura celtica, in particolare dall’aspetto religioso, rappresentato dal druido, importante figura per quei popoli.

Negli ultimi tempi, con molto entusiasmo, sto approfondendo la sfera sannita, la tribù degli Hirpini in particolare, realizzando paesaggi archeologici della mia terra, ricchi di antiche simbologie.

Leggendo la storia irpina e visitandone i luoghi più o meno noti, ho tratto interessanti idee per realizzare paesaggi di fantasia concettualmente sempre più complessi.

Le suggestioni scaturite da tutto questo hanno portato ad approfondire temi e culture diverse tra loro, raccontandole poi attraverso il filtro della mia immaginazione.

L’esposizione oltre a mostrare la mia arte, mira ad incuriosire ed informare i visitatori circa i luoghi, i popoli e le idee che hanno portato alla realizzazione del disegno. Ognuno di essi, infatti, è accompagnato da una descrizione per comprenderne meglio il suo significato».

La vernice della mostra è prevista alle ore 18,00 di domenica 22 marzo. Parleranno Marcello Arminio, sindaco di Bisaccia, Valentina Aloisi, assessore al turismo e ai beni culturali, Giampiero Galasso, archeologo e direttore del Museo Civico di Bisaccia, Michele Miscia, critico d'arte e chiuderà per i ringraziamenti Francesco Roselli.

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Da oltre venti anni la Casa Editrice Delta3, che ha sede a Grottaminarda, costituisce una realtà culturale importantissima, vantando nelle fila dei suoi autori una eccezionale quantità di scrittori d’Irpinia (ma anche del resto d’Italia), a cominciare da quelli di fama più chiara. Lo scorso anno il Comune di Monteverde ha assegnato il Premio alla Cultura proprio all’editore Silvio Sallicandro, una delle molte personalità culturali che si sono forgiate tra i banchi degli Istituti Superiori di Lacedonia, come, tra gli altri, Maria Teresa Di Lascia, vincitrice del Premio Strega nel 1995, per non dire di moltissimi altri. All’età di ventitré anni Silvio aveva già conseguito la laurea in Lettere e Filosofia all’Università di Salerno, avviandosi verso una promettente carriera presso lo stesso Ateneo, in qualità di collaboratore alla cattedra di Filosofia Teoretica. Ma le dinamiche rigide dell’Accademia finirono per stancare alquanto presto un’indole come la sua, poco avvezza ai tanti compromessi cui deve sottostare chi nutre ambizioni accademiche ed amante della libertà. Ritrovatosi a dover scegliere tra il far parte della corte e del seguito servile di un “barone”, per poi diventarlo a sua volta, e liberarsi da un servo encomio che egli già giovanissimo avvertiva alla stregua di un attentato alla sua dignità, optò senza ripensamenti per la seconda soluzione, decidendo di affrontare le incertezze esistenziali che il pieno esercizio della propria creatività comporta. Sulle prime si dedicò alla poesia e alla narrativa. Pubblicò, infatti, due libri per i tipi di una casa editrice di Firenze, esperienze che si rivelarono estremamente illuminanti per la futura carriera che di lì a poco avrebbe intrapreso. Si ritrovò, nei fatti, a comprendere che molta parte del mondo editoriale italiano “gioca d’azzardo” con i sogni e le aspettative di molti autori, promettendo miracoli che di fatto non accadranno mai. Fu in quella circostanza che egli concretizzò l’idea di creare una propria etichetta, con l’obiettivo dichiarato di assumere ad elemento fondante l’onestà intellettuale e materiale: nasceva in tal modo il concetto di “editoria etica”. Fortuna ha voluto, peraltro, che egli abbia trovato, sul suo cammino, dei collaboratori che sono dei veri artisti: Antonio Crati e Marco Mazzariello. Il tempo ha rivelato che la sua scommessa è stata vinta in pieno. In oltre quattro lustri di attività, sotto il suo marchio è emersa una quantità incredibile di talenti letterari, moltissimi anche delle regioni del nord Italia e persino degli Stati Uniti d’America, in una attività di promozione e diffusione continua della cultura, anche e soprattutto in Irpinia. Molti anche gli illustri personaggi che hanno inteso pubblicare con Delta3, tra i quali, ad esempio, il compianto Pietro Mennea, che ha dato alle stampe sei libri.

Grazie a questa sua ostinazione positiva, egli ha stabilito sinergie operative con moltissime associazioni, oltre che con diverse Università. Citiamo, tra le altre, l’Unione Nazionale per la Lotta all’Analfabetismo; l’Università di Castel S. Angelo di Roma; il Centro Interregionale di Studi Storici; il Club Alpino Italiano, Gruppo Terre Alte; l’Associazione Pasquale Stanislao Mancini, con il gruppo di “Vicum”; il centro di Documentazione della Poesia del Sud; il Rotary Club, l’Università del Salento; le “Strade della Poesia”, e così via.

Da oltre dieci anni, inoltre, Delta3 porta avanti il prestigioso Premio Letterario “L’Inedito”.

Per contattare la Delta3Edizioni telefonare al 0825.426151.

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FOTO 1 - PIETRO MENNEA, IN COMPAGNIA DI USAIN BOLT, ATTUALE CAMPIONE DEL MONDO, ALLA PRESENTAZIONE DI UNO DEI SUOI LIBRI DELTA3

FOTO2 - SILVIO SALLICANDRO, SUL PALCO DELLA PREMIAZIONE DELL'INEDITO, CON L'ATTRICE CHIARA MAZZA E IL MUSICISTA PINO MELLE

 

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Ines De Leucio, affermata artista italo-australiana dalle radici ben salde in terra d’Irpinia, e per la precisione in quel di Altavilla Irpina, espone in questi giorni presso la Tornatora Art Gallery di Roma, zona Eur.

A pochi giorni dall’inaugurazione, notevole è l’interesse che hanno suscitato le due tele informali della pittrice De Leucio, nel percorso espositivo romano dal titolo “L’Arte, le Donne e l’Amore” curato da Anna Astrella e Maria Grazia Londrino. Nelle sue opere l’artista, che a breve rientrerà in Adelaide dove attualmente vive, fa emergere ancora una volta l’innato talento e con esso tutta la propria sensibilità e la libertà interiore, le sole che “permettono di sentire la materia pulsare e che ci rigenerano” come lei stessa sovente afferma.

In particolare, il critico d’arte prof. Claudio Lepri ha così sintetizzato l’arte di Ines De Leucio “La ricerca antropologica è costrutto e fondamento della produzione artistica di De Leucio, personalità complessa e al tempo stesso veritiera nellesposizione di una sapiente narrazione che ha il connotato di un astrattismo espressionista e concettuale. Le sue opere racchiudono la sofferenza e lanelito al riscatto, con labile alternanza di cromatismi che svelano le significanze simboliche della narrazione, fra tinte cupe e mirabili bagliori fluorescenti.”

La mostra è una collettiva di 20 artisti e nasce dall’idea di porre sotto i riflettori e omaggiare la femminilità e i sentimenti attraverso vari punti di vista artistici declinati da figure di primo piano del panorama italiano e internazionale.

La mostra e le opere della De Leucio restano a disposizione dei visitatori fino al 17 marzo, con apertura al pubblico tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.

 

TESTO DI ALBERTO DE ROGATIS

 

 

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La scorsa estate, laddove qualcuno nutrisse qualche dubbio, lo splendido Castello Ducale di Bisaccia ha manifestato tutte le sue potenzialità in ordine al suo utilizzo per manifestazioni culturali nell'ambito degli eventi connessi al progetto "le Città Itineranti". Fatto è, però, che il limite di tali organizzazioni è nella loro estemporaneità, nel senso che di essi non rimane alcuna traccia laddove non vi sia testimonianza visiva prodotta in forme artistiche. La qual cosa, per fortuna, non è accaduta  in tale circostanza, perché la memoria è stata salvata dall'obiettivo fotografico, quanto mai artistico, di Antonello Pignatiello, che ha prodotto una serie di immagini degne della bellezza degli eventi succitati. La qual cosa vale soprattutto per i "quadri viventi", consistenti nella rappresentazione di celeberrime tele appartenenti alla grande storia dell'arte. Un gioco di luci ed ombre e di colori forti che innervano il fondo scuro: questa la cifra delle foto proposte, parto della perizia di uno dei più grandi fotografi d'arte che la nostra Irpinia abbia mai visto operare. Un fotografo, insomma, degno di tanta blasonata location e dello spettacolo portato in scena.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

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aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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