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CARABINIERI RAME

Ormai viene chiamato “oro rosso”! Si tratta del rame, metallo che acquista sempre più valore sul mercato in virtù del fatto che non è inesauribile in natura, al punto che si prevede che il suo prezzo lieviterà oltremodo. Non sorprende, dunque, che esso finisca per essere oggetto di brame da parte della criminalità, soprattutto quella spicciola e non organizzata, ma fin qui ad essere prese di mira sono state soprattutto le linee ferroviarie, che si distendono per migliaia di chilometri. Se non che a Calitri, in località “Serre”, alcuni malviventi hanno dato l’assalto ai tralicci di media tensione dell’ENEL, asportandovi ben quattrocentocinquanta chilogrammi di rame da rivendere ai ricettatori specializzati. Hanno però fatto i conti senza l’oste, perché sono stati intercettati dai Carabinieri della Compagnia di sant’Angelo Dei Lombardi, alla cui guida siede il Tenente Ugo Mancini, ovvero, nel caso specifico, dagli uomini della Stazione di Calitri, impegnati in un servizio finalizzato alla prevenzione della consumazione dei furti, nell’ambito dei capillari e costanti controlli del territorio che quotidianamente vengono posti in essere. È iniziata in tal modo una sorta di “caccia alla volpe”, con i militari che hanno messo il sale sulla cosa dei ladri, i quali sono finiti con l’autovettura fuori strada, dileguandosi immediatamente. Le indagini per risalire alla loro identità sono in corso, ma intanto l’obiettivo è stato raggiunto. L’automobile utilizzata è risultata rubata e nel suo portabagagli erano stipati ben quattrocentocinquanta chilogrammi di rame, che i Carabinieri hanno già provveduto a restituire ai legittimi proprietari. Per la cronaca, il rame usato viene pagato, allo stato attuale, la cifra non irrilevante di € 3,50 al chilogrammo. 

CARABINIERI CALITRI

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CARABINIERI MONTORO

La mentalità di talune persone di progenie campana è certamente “truffaldina” e se immediatamente il pensiero corre a Napoli neanche la nostra Irpinia può dirsi al riparo da quanti si producono in tentativi più o meno riusciti di porre in essere truffe, ivi comprese quelle, e costituiscono una fattispecie ormai alquanto diffusa, ai danni delle assicurazioni. Se non che molti non sanno che i costi ricadono, in via indiretta, sulla collettività. Se in Campania, infatti, i costi delle polizze sono più alte rispetto alle altre regioni d’Italia lo si deve non ad un numero maggiore di sinistri stradali, ma verosimilmente ad un’alta percentuale di incidenti letteralmente inventati. Insomma, occorre capire che in realtà questi signori stanno ponendo in essere una frode ai danni di tutti noi. E con questo non si vuole affermare che se il reato ricadesse soltanto sulle società assicurative sarebbe legittimo, anzi, perché pur sempre di un atto criminale si tratta. Si vuole soltanto rimarcare il fatto che esso deve essere deprecato dal sistema di pensiero collettivo perché colpisce i contribuenti nel loro complesso.
Encomiabile, dunque, sotto tutti i punti, l’operazione condotta dai Carabinieri della Compagnia di Baiano, al comando del capitano Ianniello, e nella fattispecie dagli uomini della Stazione di Montoro Superiore, i quali hanno posto in essere un’articolata attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Avellino, diretta dal Procuratore dott. Rosario Cantelmo, al cui termine hanno deferito in stato di libertà tre pregiudicati, residenti  tra le province di Avellino e Salerno, accusati del reato di truffa ad una nota compagnia assicuratrice.
Fatto è che la sfacciataggine di taluni malviventi rasenta ormai il ridicolo, pur senza la simpatia promanante dall’iconografia della “Banda degli Onesti” capeggiata da Totò e Peppino.
Insomma, i Carabinieri hanno accertato che la presunta vittima del sinistro stradale de quo si trovava, in quel momento, “in villeggiatura” nelle patrie galere per altri fatti criminosi e che oltretutto l’autovettura in oggetto non era mai stata interessata da incidenti stradali. Una mole probatoria di inconfutabile chiarezza, insomma.
Vita difficile, dunque, in Irpinia, per i parassiti che tentano di vivere alle spalle della società avvalendosi di siffatti sistemi, anche in virtù della grande attenzione riposta dal Comando Provinciale dei Carabinieri sul fronte della lotta alle truffe, che sempre più spesso colpiscono le fasce deboli della popolazione, anziani in testa.

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BAIANO

Di solito quando all’attenzione delle cronache balza un sequestro di armi i media tendono a sottovalutare tali notizie, ovvero a non offrire ad esse il giusto rilievo. La qual cosa a noi pare quanto meno poco lungimirante, poiché, fedeli alla nostra “mission” che trova nell’educazione alla legalità uno dei suoi punti fermi, reputiamo di contro che si tratti di fattispecie di reato di gravità estrema. Nessuno detiene una o più armi da fuoco senza dichiararle, con una nutrita scorta di munizioni, laddove non intenda compiere qualche atto violento. Il modo migliore per contrastare il dilagare della criminalità è senza dubbio nella prevenzione, ferma restando l’estrema importanza della repressione di ogni fattispecie criminosa.
In tale ottica muove l’azione investigativa della Compagnia Carabinieri di Baiano, agli ordini del Capitano Ianniello, i cui militari, a seguito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Avellino, diretta dal Procuratore dott. Rosario Cantelmo, ad Avella hanno tratto in arresto un cinquantunenne autoctono colto in flagranza del reato di detenzione illegale di armi e munizioni.
In particolare i militari della Stazione di Avella in seguito ad articolata attività investigativa, hanno proceduto alla perquisizione dell’abitazione e di alcuni locali pertinenti alla stessa, di proprietà del pregiudicato in questione, rinvenendo una pistola calibro 6,35 con caricatore inserito e rispettivi proiettili introdotti nello stesso, una pistola calibro 9 corto, con caricatore inserito e proiettili introdotti nello stesso, entrambe ben lubrificate e perfettamente funzionanti, oltre a circa 500 cartucce per pistola di diverso calibro e marca.
Quanto scoperto era stato ben occultato, in modo da eludere eventuali controlli da parte delle Forze di Polizia, cautele che non sono però servite ad evitare che l’uomo fosse incriminato e le armi, con i munizionamenti, fossero sottoposte a sequestro penale come per legge.
La persona arrestata, dopo le formalità di rito, è stata condotta in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Tale azione procede nel senso delle disposizioni impartite dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino, che si sta dimostrando veramente molto attento sul fronte della sorveglianza del territorio in funzione preventiva.

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