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Il fiume Osento trova le sue sorgenti alle pendici del monte Origlio, i cui boschi sono di una bellezza senza pari. Si distende lungo la valle che costeggia il monte Pauroso e confluisce nel lago San Pietro. Per la tutela di un ambiente tanto bello quanto fragile è nato il gruppo "L'Osento ... lo sento", che ha anche una sua pagina facebook da tenere d'occhio. Promotori ne sono Gerardo Bianco e Antonello Pignatiello, che viaggiano alla scoperta dei più remoti anfratti e delle più negllette anse del fiume. Ma le parole sono pleonastiche di fronte alle immagini, che meglio chiariscono il concetto.

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Via Selci

FOTO 1: UNA COSIDDETTA "BRIGLIA" LUNGO IL CORSO DEL FIUME

FOTO 2: ANTICA CASA COLONICA IMMERSA NEI BOSCHI

FOTO 3: UN'ANSA DELL'OSENTO

FOTO 4: UNA POIANA IN VOLO

FOTO 5: UNA POIANA APPOLLAIATA

FOTO 6: CAMPI LUNGO LE SPONDE

FOTO 7. UN RARO ESEMPLARE DI AIRONE CINERINO RIPOSA SUL GRETO

FOTO 8: L'AIRONE CINERINO IN VOLO

FOTO 9:CAVALLI AL PASCOLO

FOTO 10: FUNGHI SOTTO LA PRIMA NEVE

FOTO 11: LA CONTRADA SELCI, VIA D'ACCESSO ALL'OSENTO DA LACEDONIA

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CARABINIERI RAME

Ormai viene chiamato “oro rosso”! Si tratta del rame, metallo che acquista sempre più valore sul mercato in virtù del fatto che non è inesauribile in natura, al punto che si prevede che il suo prezzo lieviterà oltremodo. Non sorprende, dunque, che esso finisca per essere oggetto di brame da parte della criminalità, soprattutto quella spicciola e non organizzata, ma fin qui ad essere prese di mira sono state soprattutto le linee ferroviarie, che si distendono per migliaia di chilometri. Se non che a Calitri, in località “Serre”, alcuni malviventi hanno dato l’assalto ai tralicci di media tensione dell’ENEL, asportandovi ben quattrocentocinquanta chilogrammi di rame da rivendere ai ricettatori specializzati. Hanno però fatto i conti senza l’oste, perché sono stati intercettati dai Carabinieri della Compagnia di sant’Angelo Dei Lombardi, alla cui guida siede il Tenente Ugo Mancini, ovvero, nel caso specifico, dagli uomini della Stazione di Calitri, impegnati in un servizio finalizzato alla prevenzione della consumazione dei furti, nell’ambito dei capillari e costanti controlli del territorio che quotidianamente vengono posti in essere. È iniziata in tal modo una sorta di “caccia alla volpe”, con i militari che hanno messo il sale sulla cosa dei ladri, i quali sono finiti con l’autovettura fuori strada, dileguandosi immediatamente. Le indagini per risalire alla loro identità sono in corso, ma intanto l’obiettivo è stato raggiunto. L’automobile utilizzata è risultata rubata e nel suo portabagagli erano stipati ben quattrocentocinquanta chilogrammi di rame, che i Carabinieri hanno già provveduto a restituire ai legittimi proprietari. Per la cronaca, il rame usato viene pagato, allo stato attuale, la cifra non irrilevante di € 3,50 al chilogrammo. 

CARABINIERI CALITRI

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CARABINIERI MONTORO

La mentalità di talune persone di progenie campana è certamente “truffaldina” e se immediatamente il pensiero corre a Napoli neanche la nostra Irpinia può dirsi al riparo da quanti si producono in tentativi più o meno riusciti di porre in essere truffe, ivi comprese quelle, e costituiscono una fattispecie ormai alquanto diffusa, ai danni delle assicurazioni. Se non che molti non sanno che i costi ricadono, in via indiretta, sulla collettività. Se in Campania, infatti, i costi delle polizze sono più alte rispetto alle altre regioni d’Italia lo si deve non ad un numero maggiore di sinistri stradali, ma verosimilmente ad un’alta percentuale di incidenti letteralmente inventati. Insomma, occorre capire che in realtà questi signori stanno ponendo in essere una frode ai danni di tutti noi. E con questo non si vuole affermare che se il reato ricadesse soltanto sulle società assicurative sarebbe legittimo, anzi, perché pur sempre di un atto criminale si tratta. Si vuole soltanto rimarcare il fatto che esso deve essere deprecato dal sistema di pensiero collettivo perché colpisce i contribuenti nel loro complesso.
Encomiabile, dunque, sotto tutti i punti, l’operazione condotta dai Carabinieri della Compagnia di Baiano, al comando del capitano Ianniello, e nella fattispecie dagli uomini della Stazione di Montoro Superiore, i quali hanno posto in essere un’articolata attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Avellino, diretta dal Procuratore dott. Rosario Cantelmo, al cui termine hanno deferito in stato di libertà tre pregiudicati, residenti  tra le province di Avellino e Salerno, accusati del reato di truffa ad una nota compagnia assicuratrice.
Fatto è che la sfacciataggine di taluni malviventi rasenta ormai il ridicolo, pur senza la simpatia promanante dall’iconografia della “Banda degli Onesti” capeggiata da Totò e Peppino.
Insomma, i Carabinieri hanno accertato che la presunta vittima del sinistro stradale de quo si trovava, in quel momento, “in villeggiatura” nelle patrie galere per altri fatti criminosi e che oltretutto l’autovettura in oggetto non era mai stata interessata da incidenti stradali. Una mole probatoria di inconfutabile chiarezza, insomma.
Vita difficile, dunque, in Irpinia, per i parassiti che tentano di vivere alle spalle della società avvalendosi di siffatti sistemi, anche in virtù della grande attenzione riposta dal Comando Provinciale dei Carabinieri sul fronte della lotta alle truffe, che sempre più spesso colpiscono le fasce deboli della popolazione, anziani in testa.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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