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Ancora una volta l’Irpinia, nella fattispecie quella orientale, si esprime ai massimi livelli in campo letterario. Niente è perduto per sempre, l’ultimo romanzo di Pasquale Gallicchio. edito da Delta 3, è nella rosa del Premio Letterario Internazionale Viareggio 2021 per la sezione Narrativa. Nove gli autori selezionati dai quali sarà scelta la terna dei finalisti che verrà annunciata nel corso di una conferenza stampa il 3 luglio dalla giuria presieduta dal giornalista, saggista e storico Paolo Mieli. È pleonastico dire che, comunque vadano le cose, pur nella speranza che Pasquale salga sugli scudi, questo è già in se stesso un successo enorme. Da amico di vecchia data, voglio esprimere tutto il mio apprezzamento e la mia gioia per questa meritata soddisfazione. Lo manifesto, naturalmente, anche a Silvio Sallicandro, patron della Delta Tre Edizioni, oltre che ai bravissimi grafici Tonino e Marco, che curano fin nei particolari ogni pubblicazione.

 

 

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Si è brillantemente laureata in Scienze Infermieristiche, presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli, Giusy Pasciuti, diplomata all’Istituto PIA di Lacedonia. È stata tra le prime studentesse ad aver avuto la possibilità di discutere la sua tesi in presenza dopo le chiusure dovute alla pandemia. Mai come di questi tempi si è compreso appieno quanto sia necessarie competenze di tal fatta nell’ambito della società, pertanto le auguriamo un futuro di grandi soddisfazioni a livello lavorativo.

 

Non affatto semplice l’argomento della tesi che ha scelto di redigere: “L’infermiere strumentista: ruolo e competenze in ambito chirurgico”.

 

Un augurio giunge dalle sue docenti del PIA, in particolare dalla prof.ssa Antonella Cericola e dalle sue compagne di scuola.

 

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Che il volo ti conduca alle porte del Paradiso, carissimo Leonardo, in compagnia della tua chitarra, sospinto dall’amore dei tuoi cari, dall’affetto e dalla stima dei tuoi amici.

 

Non ti farò un torto, amico mio, adoperando, per dirti arrivederci, quella retorica che a te non piaceva per nulla e sulla quale spesso ironizzavi con battute fulminee e spiazzanti, intelligenti e sottili, con le quali usavi stigmatizzare le tante strambe manifestazioni della realtà umana, che comunque osservavi con occhio benevolo, essendo a tua volta dotato di profondissima umanità.

 

Non mi sono per nulla sorpreso quando mi è stato detto che hai tenuto celata quasi a tutti, eccezion fatta per i più stretti familiari, la presenza dell’assassino che aveva invaso il tuo corpo e contro il quale hai combattuto a testa bassa e con estremo coraggio fino all’ultimo momento, trovando persino la forza di scherzare, nel tentativo di non gravare i tuoi cari di un fardello di dolore troppo pesante. I tuoi amici non ne hanno saputo niente fino ad oggi: ogni forma di commiserazione ti era indigesta. Se infine il tuo corpo ha dovuto cedere, non così il tuo spirito! Paradossalmente sei tu il vincitore, perché non hai consentito a ciò che ti stava lentamente sottraendo il respiro di privarti della volontà di combattere.

 

Per chi non ti ha conosciuto dirò che sei stato un fedele ed efficace difensore della giustizia, che hai servito, come il tuo mai troppo compianto padre, nell’Arma, ma sei stato anche e soprattutto un musicista, nel senso pieno del termine. Tu avevi compreso fin da giovanissimo che l’essenza della vita, anzi la sua voce più vera, è proprio la musica ed avendola incontrata non te ne sei più allontanato.

 

Sei stato, anzi sei (voglio parlare al presente) un vero amico per moltissimi di noi e credo veramente di interpretare la volontà di tutti quelli che hanno avuto la fortuna di interagire con te manifestando un sincero dolore che solo il tempo attenuerà, anche se non riuscirà mai a dissolverlo.

 

A tutti i tuoi cari le più sentite condoglianze.

 

P.S. Non mi sono affatto sorpreso quando ho saputo che pochi mesi or sono Leonardo è riuscito a venire a capo di un femminicidio che per molti anni era rimasto irrisolto: questo è stato il suo ultimo prezioso regalo alla società italiana che ha servito con tanta abnegazione.

 

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Nuovi concorsi internazionali per il documentario "5x7 - il paese in una scatola" di Michele Citoni, che racconta la storia delle fotografie scattate nel 1957 a Lacedonia (Av) dal fotografo e antropologo Frank Cancian, da poco scomparso, e la nascita del MAVI-Museo Antropologico Visivo Irpino avvenuta sessant'anni dopo. Fino al 24 aprile il film sarà visibile su piattaforme streaming nei programmi del Los Angeles Italia Film Fashion and Art Festival e del Golden Door International Film Festival of Jersey City.

 

Appena uscito dal Kansas City FilmFest International, che si è chiuso on line il 18 aprile, “5x7” è in concorso fino al 24 aprile nel Los Angeles Italia Film Fashion and Art Festival, la manifestazione diretta dal giornalista e producer artistico Pascal Vicedomini che da 15 anni celebra il cinema italiano a Hollywood alla vigilia della cerimonia degli Oscar. Los Angeles Italia si svolge contemporaneamente nel TCL Chinese Theatre di Los Angeles, che si trova sulla famosa strada Hollywood Walk of Fame, e su diverse piattaforme web. Il film di Michele Citoni è visibile dal pubblico italiano e statunitense in streaming gratuito nella sezione “Docu is beautiful” del festival, sulla piattaforma MYmovies.it al seguente link: https://www.mymovies.it/ondemand/losangelesitalia/. Il festival Los Angeles Italia vede la partecipazione delle più note personalità del mondo cinematografico ed è sostenuto dal Ministero della Cultura, dal Ministero degli Affari Esteri e dall'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane.

 

Negli stessi giorni, dal 22 al 24 aprile, il documentario del regista romano è in concorso nel Golden Door International Film Festival of Jersey City (New Jersey, USA) diretto dall'attore e produttore Bill Sorvino, la cui decima edizione (2020) avrebbe dovuto svolgersi come sempre nel Loew's Jersey Theatre, storico “movie palace” inaugurato nel 1929, ma è stata rimandata e ha dovuto trasferirsi on line a causa dell'emergenza Covid-19. Il documentario “5x7” di Michele Citoni è uno dei due titoli che compongono la sezione “Bella Italia Block”, visibile al seguente link: https://goldendoorfilmfestival.sparqfest.live/en/_blocks/2021/bella-italia-block.html/.

 

Il documentario, il cui titolo completo è “5x7 - il paese in una scatola”, ricostruisce la prima visita a Lacedonia dagli Stati Uniti del giovane fotografo e futuro antropologo Frank Cancian e il suo ritorno nel 2017 nel piccolo comune dell'entroterra campano, dove ha donato le sue 1801 foto alla Pro Loco “Gino Chicone” ed ha tagliato il nastro del museo che oggi le custodisce. Si tratta di un episodio pressoché sconosciuto ma importante nella storia della fotografia etnografica e dell'antropologia visuale. Ma attraverso le bellissime immagini di un piccolo paese del sud italiano fotografate da un artista/studioso americano e riemerse dopo 60 anni come un tesoro nascosto, il film racconta come la memoria e le pratiche culturali possano contribuire a rafforzare l'identità di una piccola comunità. Tema, quest'ultimo, che allude ai problemi di tutti i territori interni italiani, che hanno del resto analogie con quelli d'Europa.

 

Il film, prodotto e realizzato dall'autore per il MAVI in coproduzione con la Pro loco "Gino Chicone", l'associazione LaPilart e l'Amministrazione comunale di Lacedonia, è stato montato da Roberto Mencherini e si avvale delle musiche dei napoletani KuNa e del quartetto jazz del lacedoniese Pasquale Innarella.

 

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