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C.so XXIII Novembre 1980

Proseguono le iniziative organizzate dal coordinamento provinciale di Libera Avellino. Sabato 7 marzo i “100 Passi” verso la XX Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, faranno tappa a Conza della Campania, primo comune irpino ad aderire ad Avviso Pubblico, la rete di amministrazioni ed enti pubblici impegnati in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata.

L’evento, dal nome “Migrazioni”, sarà realizzato con il patrocinio del Comune di Conza della Campania, della Pro Loco Compsa, dell’associazione Irpinia 2000 Onlus e dell’Arci Campania. Anche il Forum dei Giovani e la Camera del Lavoro di Bisaccia, come sempre impegnati in un cammino comune per la crescita delle nuove generazioni e nell'impegno finalizzato alla difesa dei diritti umani di tutti, hanno aderito all’inziativa.

L’iniziativa si svolgerà a partire dalle ore 15,00 con un laboratorio multietnico di cucina, in cui gli ospiti del centro Sprar e delle altre strutture di accoglienza dell’Alta Irpinia, insieme ai volontari di Libera, prepareranno piatti tipici delle proprie culture.

Alle 18,30 si proseguirà con un convegno pubblico presso la sala del Consiglio Comunale dove sarà affrontato il tema della tratta degli esseri umani e degli affari che legano l’immigrazione alla criminalità organizzata, ma si parlerà anche di accoglienza e di integrazione mettendo a confronto le storie di chi partì dall’Irpinia e da Conza per giungere in Belgio e fare i conti con il duro lavoro nelle miniere di carbone, con quelle di chi oggi giunge sulle coste italiane. Chiuderà il convegno Francesca Coleti, presidente dell’Arci Campania.

La giornata si concluderà dalle ore 20,00 nei locali della Casa della Comunità (ex Chiesa), in cui saranno degustati i piatti preparati nel pomeriggio e ci sarà il concerto dei Makardia accompagnato dalla sonorità e dalle danze degli ospiti dei centri dell’Alta Irpinia.

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COCOZZELLO

Lupus In Fabula augura un felice compleanno a Maria Caggiano, l’unica donna di Lacedonia ad essere stata insignita del titolo di Cavaliere del Lavoro. Una intera esistenza spesa nel lavoro e nella cura della numerosissima famiglia quella della signora Maria Caggiano, che è stata insignita di tale meritatissimo titolo in tempi recenti, come già avvenne per il compianto marito, Donato Cocozzello, al quale era stata assegnata anche l’onorificenza di “Grande Ufficiale”. Nei fatti, con un sorriso perenne stampato sul volto, Maria Caggiano ha dovuto faticare non poco per accudire in maniera ineccepibile, educare e seguire nel loro percorso formativo i suoi otto figli, i quali l’hanno ripagata offrendole innumerevoli soddisfazioni sia sotto il profilo umano e sia sotto quello professionale, essendosi ognuno di essi guadagnato il proprio posto al sole nella vita. Impiegata per decenni presso Poste Italiane, lavoro che esercitava con grande e riconosciuta abnegazione e coscienza, come se ciò non bastasse la signora Caggiano per lungo tempo ha anche esercitato, nello scarsissimo tempo libero che le rimaneva, la professione di sarta, forte di un’abilità acquisita fin dagli anni dell’infanzia. Presente alla cerimonia di consegna dell’onorificenza presso la Prefettura di Avellino, in rappresentanza del Comune di Lacedonia e con la fascia tricolore indossata, il vicesindaco Antonio Caradonna, che in quella sede non mancò di esprimere la sua soddisfazione personale e quella di tutta la cittadinanza.    

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È trascorso pochissimo tempo da quando alcune signore di Lacedonia hanno avuto l’idea di creare un gruppo che si occupasse della riscoperta degli antichi mestieri ormai desueti, ma che potrebbero tradursi in opportunità occupazionali laddove posti in essere nelle forme dell’artigianato artistico. Al pensiero è seguita immediatamente l’azione, perché, da un’idea di Teresa D’Agostino e Anna Maria Fabbrizio, è nato un laboratorio di sartoria, uncinetto, maglia e chiacchierino, situato nei locali del Museo della Religiosità Popolare, che ha riscosso un grandissimo successo tra le giovani di Lacedonia, registrando oltre venti presenze, tra le quali anche quella di un ragazzo interessato alla sartoria, Gerardo Di Paola. Questi i nomi delle partecipanti: Adele Melillo Franzese, Maria Zizzari, Antonia Quatrale, Flavia Quatrale, Antonia Bianco, Candida Santangelo, Maria Grazia Leone, Angela Di Salvo, Maria Chiauzzi, Eusebia Scarano, Saveria Del Grande, Carmela Lombardi, Miriam Manna, Francesca Del Grande, Eliana Pasciuti, Filomena Fattoruso, Concetta Zichella, Pina Barbetta, Alda Tommasiello, Milena Tommasiello, Incoronata Rollo e Sabina Sukowick.

Già sono stati prodotti abiti molto belli e fini, ma questo costituisce anche un bel modo per socializzare nel segno di un comune interesse. I complimenti di Lupus In Fabula.

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CEDRO

Ad Atripalda, in corrispondenza della località Capo la Torre ovvero nel giardino di Palazzo Caracciolo è presente uno degli alberi monumentali della Regione Campania. Lo splendido esemplare di Cedrus deodara o Cedro dell'Himalaya lo potete ammirare dalla strada, facendovi magari un "giro" con google steet view se proprio non vi va di andare a vederlo di persona.
L'albero in questione appartiene alla stessa specie del Cedro condannato a morte a Piazza della Libertà ad Avellino. Su questo condannato si continuano a dire ed inventare le storie più strane e strampalate. Una di queste, secondo il volgo della strada, narra di una presunta malattia legata alla mancanza dell'apice vegetazionale. Il volgo può non saperlo, ma gli specialisti non possono omettere la caratteristica della specie di Cedro in questione. Dopo aver superato i 30/40 anni il Cedro Deodara, come è evidente sul Cedro Monumentale di Atripalda, comincia ad allargarsi anche sulla chioma. Esiste addirittura la varietà detta Cedrus deodara "pendula", a testimoniare questa caratteristica genetica dell'albero condannato. Si sta mettendo in atto una discriminazione "genetica" per la quale un albero deve seguire crescite stabilite da progettisti e/o esteti neomodernisti. Delle due l'una: imponiamo di tagliare anche l'albero di Atripalda, perché informe e malato, o ristabiliamo un minimo di verità alle cose? Che ne dite di conservare un Cedro Deodara di fronte Palazzo Caracciolo di Avellino come il Deodara di fronte Palazzo Caracciolo di Atripalda?

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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