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MARCELLO ARMINIO

Quella di Marcello Arminio, primo cittadino di Bisaccia, non è affatto una boutade e neppure un’uscita sarcastica, bensì un’idea che egli accarezza da moltissimo tempo. Dopo alcuni anni di stasi, infatti, egli è tornato a quella che è stata la passione più grande della sua esistenza insieme alla politica, ovvero al teatro. «Negli anni – spiega il sindaco – ho scritto e diretto ben nove lavori teatrali, assecondando un forte interesse che coltivo fin dall’età più verde. Di recente ho ricostituito la compagnia che avevo fondato, con gli stessi attori dell’epoca, che a quel tempo erano adolescenti, mentre oggi sono persone adulte, i quali in dicembre hanno interpretato l’ultima commedia che ho composto, “Chi lassa la via vecchia …”. Quale meraviglia nel constatare che Gaetano Ricciardi, Antonio Gisoldo, Mariella Scotece, Marta Ira, Gerardo Mastrone Acocella, Pascal Melchionna e Nicola Racioppi erano presi dal medesimo entusiasmo che ne accompagnava l’azione molti anni or sono. Oggi il mio sogno è quello di creare, almeno una tantum – afferma – una compagnia formata esclusivamente da sindaci in veste di attori, che si producano in una performance teatrale sul palcoscenico a fini, ovviamente, di beneficenza. Alcuni colleghi già interpellati hanno mostrato un notevole interesse verso tale iniziativa, che servirà a fare del bene da un canto, ma anche a consolidare rapporti di collaborazione tra Enti comunali nel segno dell’amicizia». A noi pare che quella di Marcello Arminio sia una trovata fantastica e francamente speriamo che l’iniziativa vada in porto.

Marcello Arminio1

FOTO 1 - MARCELO ARMINIO

FOTO 2 - GLI ATTORI DELLA COMMEDIA

 

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antonia gallicchio

Parla di miracolo e ringrazia Dio Antonia Gallicchio, giovane di Lacedonia attualmente a Milano per lavoro, fortunatamente sfuggita ad una brutta avventura. Nottetempo, l'appartamento attiguo a quello in cui abita è stato invaso dal metano. A quanto sembra è stato il cane del vicino ad aprire, non si sa come, le manopole del gas. E' stata lei ad avvertire, con le sue coinquiline, il tipico odore acre e pungente e ad allertare i vigili del fuoco, non senza aver dato un'occhiata alla casa. Per fortuna ha avuto l'accortezza di non accendere le luci, perché altrimenti, come hanno spiegato i pompieri, sarebbe saltata in aria. Quel che la sconcerta di più all'atto è l'indifferenza e il menefreghismo con il quale gli inquilini del suo palazzo hanno accolto la cosa. Tutti avevano sentito lì'odore, ma nessuno si è preoccupato di intervenire, cosa che nel nostro vituperato meridione non sarebbe mai accaduta, con tutti i nostri limiti. Ci rallegriamo per la felice conclusione della vicenda e ne diamo notizia soprattutto per lanciare un messaggio: mai sottovalutare l'odore del metano. Una perdita potrebbe costare la vita!

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CIRO IL GRANDE

IERI

 

Compie oggi 80 anni Ciro Autorino, detto "Scatozza", il mitico calciatore degli anni settanta, il prof. di educazione fisica di intere generazioni di studenti.

Chi ha mai visto da vicino un uragano? Chi si è trovato mai nell’occhio di un ciclone? Negli anni settanta il campo sportivo di Lacedonia fu il proscenio sul quale si abbatté un “tornado” chiamato Ciro. Dopo una breve militanza nella Folgore, qualcuno ebbe l’ardire di affermare che Ciro il Grande era di età ormai troppo avanzata per praticare il calcio. Non l’avessero mai detto. La reazione fu quella di un condottiero di razza. Non una semplice squadra, ma una “legione” in un batter d’ali fu creata dal nulla. La celeberrima “National”. Organizzata nelle falangi d’avanguardia, cui spettava il compito di sconfinare negli accampamenti nemici per seminare il panico e sparare cannonate in porta, di centrocampo, con compiti di organizzazione, logistica e genio pionieri, e quelle di retroguardia, il cui fulcro centrale era costituito proprio dal generalissimo, che elevava bastioni, cavalli di frisia e trincee, la squadra trovava i suoi momenti di maggior furore quando era chiamata, nei tornei interni, a fronteggiare le Onde Rosse, che finivano per infrangersi sui potenti contrafforti targati National.

Che dire di Ciro Autorino? Ti vogliamo bene, carissimo amico! E, al di là dello scherzo, hai dimostrato che lo sport, come molte altre branche dell’esistenza umana, può fregarsene abbondantemente dell’anagrafe.

BUON COMPLEANNO CIRO!

PS. “Me uagiù, la formazion’ la fazz’ io”

 

CIRO

OGGI

 

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OGGI QUANDO PASSA UNO IETTATORE

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Si è laureata alla Sapienza di Roma in Sociologia e Comunicazione la giovane Adele Melillo Franzese, ma, come moltissimi giovani che hanno terminato il curricolo scolastico non ha ancora trovato occupazione consona agli studi effettuati. Certamente, però, non è tipo da perdersi d'animo ed anzi ha pensato di riscoprire la manualità artigiana come possibile fonte di occupazione, così come accadeva nell'ambito della cultura contadina. Se non che l'artigianato di un tempo oggi è possibile definirla arte, ovvero espressione della creatività umana. E' lei stessa a raccontare i motivi di questa sua scelta.

«Ho imparato da poco, da circa un anno, grazie ad una signora che realizza molti e bellissimi lavori a uncinetto, ai ferri e al chiacchierino. Mi sono avvicinata a questo genere di lavoro quando mia sorella, in attesa di mio nipote, commissionò a questa signora una copertina per la carrozzina. Le chiesi così di poter andare qualche volta a vedere come lavorava e se poteva insegnarmi a lavorare. Le "qualche volta" divennero ben presto tutti i giorni della settimana e mano a mano che vedevo la signora realizzare, con semplicità e passione, lavori stupendi, mi sono appassionata ogni giorno di più riuscendo, dopo un po’ di tempo, a farmi conoscere e vendere anche qualcosa. Ancora oggi coltivo questa passione assiduamente e dico sempre, anche a chi mi chiede come faccio ad avere tutta la pazienza che questo genere di lavoro richiede, che se solo potessi farei questo tutto il giorno».

E in tal modo Adele si è messa a produrre cose bellissime, come borsette di varia foggia, sacchetti per neonati, ma anche bijoux o addirittura bouquet di fiori ricamati all'uncinetto. A noi pare che questo sia il giusto modo di reagire alla disoccupazione giovanile, in attesa che giungano tempi migliori.

 

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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