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Ines De Leucio, affermata artista italo-australiana dalle radici ben salde in terra d’Irpinia, e per la precisione in quel di Altavilla Irpina, espone in questi giorni presso la Tornatora Art Gallery di Roma, zona Eur.

A pochi giorni dall’inaugurazione, notevole è l’interesse che hanno suscitato le due tele informali della pittrice De Leucio, nel percorso espositivo romano dal titolo “L’Arte, le Donne e l’Amore” curato da Anna Astrella e Maria Grazia Londrino. Nelle sue opere l’artista, che a breve rientrerà in Adelaide dove attualmente vive, fa emergere ancora una volta l’innato talento e con esso tutta la propria sensibilità e la libertà interiore, le sole che “permettono di sentire la materia pulsare e che ci rigenerano” come lei stessa sovente afferma.

In particolare, il critico d’arte prof. Claudio Lepri ha così sintetizzato l’arte di Ines De Leucio “La ricerca antropologica è costrutto e fondamento della produzione artistica di De Leucio, personalità complessa e al tempo stesso veritiera nellesposizione di una sapiente narrazione che ha il connotato di un astrattismo espressionista e concettuale. Le sue opere racchiudono la sofferenza e lanelito al riscatto, con labile alternanza di cromatismi che svelano le significanze simboliche della narrazione, fra tinte cupe e mirabili bagliori fluorescenti.”

La mostra è una collettiva di 20 artisti e nasce dall’idea di porre sotto i riflettori e omaggiare la femminilità e i sentimenti attraverso vari punti di vista artistici declinati da figure di primo piano del panorama italiano e internazionale.

La mostra e le opere della De Leucio restano a disposizione dei visitatori fino al 17 marzo, con apertura al pubblico tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.

 

TESTO DI ALBERTO DE ROGATIS

 

 

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Ugo Mancini, Comandante della Compagnia Carabinieri di Sant’Angelo Dei Lombardi, è stato promosso al grado di Capitano. Carriera fulminate quella del ventisettenne ufficiale della Benemerita, che peraltro si è laureato in giurisprudenza presso l’Università degli Studi “Tor Vergata” di Roma. In precedenza era stato comandante di plotone presso la Scuola Allievi Carabinieri di Fossano, in Piemonte, e comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Trani.

Da qualche mese grava sulle sue spalle la responsabilità di garantire la sicurezza dei nostri paesi dell’Alta Irpinia, ruolo che egli assolve con grande solerzia ed estrema competenza, dimostrando un senso del dovere encomiabile. Già molte le situazioni particolarmente gravose sotto il profilo investigativo con le quali il Capitano Mancini si è dovuto confrontare, riuscendo sempre a sbrogliare le intricate matasse del malaffare. Sotto il profilo della prevenzione, sotto il suo comando i Carabinieri stanno dando il massimo, in omaggio evidentemente all’esempio che egli offre in prima persona.

A lui vanno gli auguri di tutta la redazione di Lupus In Fabula.

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Quasi cinque milioni di euro in arrivo a Monteverde per la realizzazione di una progettualità unica nel suo genere e che non trova riscontri in tutta Europa. “Un paese e un territorio accessibile”: questo l’eloquente titolo del progetto approvato dalla Regione Campania, come da pubblicazione nel BURC. In sostanza verrà costruito un villaggio a misura di diverse abilità, con venti unità abitative, una struttura destinata ai servizi, quali la mensa comune, una dedicata ad attività di laboratorio ed oltre quattro chilometri di percorso guidato per il tramite di un sistema satellitare, in maniera tale che gli ospiti possano muoversi, volendo, anche i autonomia e senza pericoli di sorta. Destinatari del progetto non soltanto i portatori di svantaggi motori, ma anche non vedenti e non udenti, ovvero tutto quel variegato mondo della disabilità per la quale il Comune di Monteverde, e con esso tutta la comunità civile, nutre una sensibilità particolare, al punto che organizza giornate di accoglienza e di permanenza nel corso di ogni estate, quando le strade dell’antico borgo ed i sentieri rurali si animano di varia umanità in condizioni di forte disagio: persone inchiodate alle carrozzelle, paraplegici, tetraplegici, portatori della Sindrome di Down, persone deprivate degli arti inferiori o superiori, qualche ammalato di sclerosi multipla e di sclerosi laterale amiotrofica. Ma non si tratta di una permanenza inattiva, perché ogni anno vengono organizzate gite in canoa sul lago San Pietro, eventi ludico – culturali di varia sorta, interazione diretta con i cittadini, visite alle realtà produttive artigianali e contadine, visite a fattorie agricole “accessibili”, con contatto diretto con gli animali e con mungitura delle mucche e “cagliata” del latte, in un crescendo di attività cui solo un diversamente abile, affamato di vita, può stare dietro. L’approvazione del progetto de quo segna dunque un importantissimo passo in avanti sulla strada di un turismo solidale che porterà vantaggi agli utenti, ma anche alla società monteverdese, con l’inevitabile creazione di innumerevoli, anche se all’atto non quantificabili, posti di lavoro. Pare quasi che si debba dare ragione alle parole del Vangelo laddove recita che a chi opera il bene sarà reso il centuplo!

 

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Ventisette anni, bisaccese a denominazione d'origine controllata, da quando ne aveva quindici coltiva la passione del lavoro ad uncinetto, in omaggio ad una tradizione che oggi purtroppo si va perdendo, come gran parte della cultura antropologica dell'osso appenninico. E in tal senso Elisa Casarella ha il merito di non lasciare che un'arte coltivata per secoli soccomba a fronte dei prodotti industriali che non posseggono alcuna caratteristica di unicità e nessun crisma d'arte. Evidentemente, però, si tratta di una giovane portatrice di idee molto chiare, laddove sostiene che tale attività, per lei, è innanzitutto un hobby. Fatto è che da quando ha deciso, sull'onda dei commenti positivi e degli apprezzamenti che riceve, di esporre le sue ceazioni, ha ricevuto mote richieste e tantissimi incoraggiamenti a perseverare. Portachiavi, pupazzi, addirittura pezzi di bigiotteria artistica escono dalle sue mani abili e dalla fantasia che trova epifania nei fragili fili che diventano forma riconoscibile. Bellissime creazioni che meritano ben altro che la qualifica di semplice "passatempo". Riteniamo, senza tema di smentita, che laddove si dovessero creare le giuste condizioni per stimolare l'afflusso turistico a Bisaccia, la passione di Elisa potrebbe facilmente diventare una vera e propria professione.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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