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calitri

Si apre la tenzone, a Calitri, per scegliere chi siederà in Consiglio Comunale a seguito delle recenti dimissioni di otto consiglieri (4 consiglieri/assessori PD dell’ex maggioranza e 4 della minoranza), che hanno portato allo scioglimento dello stesso ed al commissariamento conseguente. Si andrà dunque ad elezioni amministrative anticipate e naturalmente cominciano a profilarsi le candidature nell’ambito di liste di partito o anche da essi svincolate, come nel caso de nuovo movimento “Calitri Pulita”, che ha deciso di esprimersi ufficialmente, motivando le ragioni dell’impegno come segue.

«Pur ritenendo che vada rispettato il ruolo dei partiti, sancito dalla Costituzione Italiana, dopo una fase di ascolto dei cittadini si è costituito un movimento che porterà alla presentazione della lista “Calitri Pulita”, con candidato a sindaco Michele Di Maio (riferimento di zona per quel che concerne l’Associazione ambientalista “Legambiente”). La disgregazione sociale, politica, economica, amministrativa, è sotto gli occhi di tutti. Si ritiene che ci sia bisogno di uno scatto civile e che l’unico modo per uscire dalla crisi sia nelle mani dei cittadini. Più partecipazione, più democrazia. È iniziata una fase “costituente” che prevede un percorso democratico, dal basso, partecipato, condiviso, inclusivo, fuori dai partiti. Si è ritenuto esaurito, per il momento, il loro ruolo propulsivo e di organizzazione del consenso. Dopo le prime riunioni centinaia sono le persone che si sono avvicinate al movimento, soprattutto giovani, donne. Le loro varie competenze sono state messe a disposizione dei gruppi di lavoro.

In tutto cinque: bilancio partecipato e legalità, ambiente e territorio, attività produttive, salute e sanità, cultura. Sono emerse tantissime proposte. Saranno vagliate all’interno dei gruppi, con bilancio alla mano diventeranno capitoli di entrate e di spesa. Saranno fissate delle priorità e con concretezza si deciderà insieme come farle diventare realtà».

Quindi l’annuncio da parte del nuovo movimento.

«Domenica prossima alle ore 18.00, nei locali dell’ex Eca è convocata un’assemblea pubblica per invitare i cittadini a sostenere e partecipare a questo movimento civile e democratico».

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mastro peppe 78 modificato 1

Non era un barbiere qual si voglia Mastro Peppe, egli era IL BARBIERE, il nemico giurato di tutti i peletti del viso, cui dava la caccia, armato del suo rasoio che affilava continuamente alla striscia di cuoio della poltroncina. Sembrava che avesse un microscopio al posto degli occhi e non era pago fin quando la pelle dell'avventore non fosse diventata liscia come le delicate terga di un neonato. E ci metteva anche oltre mezz'ora per fare una barba, tempo che egli riempiva raccontando le storie dei suoi viaggi, evidentemente arricchite dalla fantasia, ma estremamente simpatiche. E quando aveva finito, chiudeva con la consueta frase: "Il signore è servito!". Aveva bottega vicino alla chiesa di San Rocco ed abitava in una casa particolare, praticamente tonda, proprio nella cosiddetta curva di Michele Scola (altro personaggio che ricorderemo). Sono molti anni che Mastro Peppe è stato assunto in altre dimensioni, forse per tagliare i capelli degli angeli, ma Lupus In Fabula lo ricorda con grande affetto, essendo stato un caro personaggio che ha connotato fortemente la comunità di Lacedonia.

casa mastro

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Che Antonia Gallicchio possedesse una grande voce e fosse molto brava anche a suonare lo sapevamo tutti. Ciò che ignoravamo è che, trasferitasi a Milano, queste sue doti hanno trovato giusta valorizzazione. Sabato prossimo, 14 marzo, infatti, debutterà presso il Teatro Oasi di Locate Triulzi, nel milanese, in un concerto denominato “Le Nuvole – Omaggio a Fabrizio De André”. Peraltro abbiamo scoperto che Antonia ha composto anche brani propri, che ella spera di registrare molto presto in studio. Tra gli astanti è prevista la presenza anche di musicisti di chiara fama, come il bassista storico della PFM Giorgio Piazza, quello di “Impressioni di Settembre” per intenderci, che con Fabrizio De André fu protagonista del celebre tour che seguì al rapimento del cantautore e della moglie in Sardegna.

I MIGLIORI COMPLIMENTI AD ANTONIA DA LUPUS IN FABULA!

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darena

«Mi chiamo Dario D’Arena, nome d’Arte riconosciuto dalla S.I.A.E., Società Italiana Autori Editori, ma il mio vero nome è Dario Cafazzo. Sono nato a Bisaccia, un paese dell’estremo lembo dell’Alta Irpinia, là dove gli ultimi contrafforti dell’Appennino campano digradano stancamente verso il Tavoliere delle Puglie. Cominciai a coltivare la mia passione per la canzone napoletana fin da ragazzino, quando la radio mi portava in casa le voci ammalianti di Sergio Bruni e di Franco Ricci, di Nunzio Gallo e di Roberto Murolo, che per me avevano l’effetto di un balsamo sopra una ferita, relegato com’ero nel mio monotono e sonnolento paesino di montagna». Usava presentarsi sempre in questo modo, nel corso dei suoi numerosissimi concerti, Dario D’Arena, cantante e musicista, noto soprattutto per le sue composizioni, canzoni quali “Ingenuamente”, “Preghiera”, “La notte bruna”, “Pe n’ora ‘e freva”, che peraltro sono state interpretate anche da personaggi del calibro di Mario Merola. E proprio nella sua amatissima Bisaccia, per quanto abitualmente risiedesse a Napoli, in grazia soprattutto del suo lavoro artistico, volle concludere i suoi giorni, nella piena consapevolezza d’essere ormai giunto all’epilogo inevitabile della sua esistenza. Per diversi mesi, infatti, trascinò lungo i pendii del suo Golgota personale la croce di un male innominabile che non perdona, contro il quale aveva però combattuto con la tenacia ch’era suo tratto distintivo, accompagnato da una forza d’animo e da connotazioni caratteriali sempre e comunque predisposti all’ottimismo e al sorriso, che non mancava mai di regalare a tutti, quando le sofferenze prodotte dalla sua patologia decidevano di lasciarlo in pace. Nel corso della sua carriera di artista, iniziata nell’isola di Ischia, aveva ottenuto molti riconoscimenti, ma soprattutto era molto amato dalle popolazioni dell’Irpinia orientale, perché sapeva stringere rapporti amicali solidi e duraturi, specialmente nell’ambito della sua comunità di origine, quella di Bisaccia, ove non mancava mai di trascorrere lunghi periodi nel corso dell’anno.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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