Chi Siamo  chi siamo - Annunci annunci

 

Italian English French

In primo piano...

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi e esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

Approvo

Foto ika messina 2015

Eccezionale prestazione degli atleti aderenti all’IKA (Associazione Italiana Karate), diretta dal Maestro Tommaso Falcucci, ai campionati italiani di Karate tenutisi a Messina il giorno due del mese corrente. Organizzato da eterogenee Federazioni, ovvero dalla F.K.I. & D.A. (Federkarate Italia e Discipline Associate), dalla F.I.K.K. & D.A. (Federazione Italiana Karate Kick Boxing e Discipline Associate) e dalla M.S.P. Italia – CONI, l’evento ha richiamato moltissimi scuole partecipanti da tutta Italia presso il Palazzetto dello Sport dello stretto messinese. La delegazione dell’IKA, composta da otto atleti, tutti saliti sul podio, è stata accompagnata dal coach Maestro Benedetto Perrina.

Questi i risultati finali che premiano il Karate made in Irpinia dell’IKA:

  • Falcucci Luca1° classificato kumite (ORO)
  • Ciani Giuseppe 2° classificato Kata (ARGENTO) – 2° classificato kumite (ARGENTO)
  • Montemarano Luca3° classificato kumite (BRONZO)
  • Pepe Viviana           2° classificata kumite (ARGENTO)
  • Imperiale Antonio1° classificato kata (ORO) – 1° classificato kumite (ORO)
  • Del Priore Olga           3° classificata kata (BRONZO) – 1° classificata kumite (ORO)
  • Stanco Angelo Rosario           2° classificato kumite (ARGENTO)
  • Stanco Maria Pia1° classificata kata (ORO) – 1° classificata kumite (ORO).

Si tratta di straordinari successi che hanno consentito all’IKA del Maestro Falcucci di giungere al terzo posto nella classifica societaria del 2015.

 

IKA logo

Condividi su:

ammaffucci1

Da qualche tempo si vanno registrando voci incontrollate e peraltro infondate circa una eventuale perdita della dirigenza scolastica da parte dell'IIS Maffucci di Calitri. La qual cosa, evidentemente, incarna una paura diffusa nell'intelletto latente collettivo piuttosto che una eventualità reale almeno per quello che concerne il prossimo anno scolastico. «Nei fatti - afferma il dirigente scolastico prof. Vespucci - è del tutto prematuro paventare ipotesi del genere che finiscono inevitabilmente per incidere in maniera negativa sull'umore e sullo spirito della scuola. Infatti sono troppe le variabili che potrebbero concretizzarsi in tale infausta ipotesi perché si possa predicare una qualsiasi certezza nel merito. In ogni caso - continua il preside - ragionare in prospettiva futura e d'obbligo. Non è un mistero per nessuno che tutti i comuni dell'Alta Irpinia, specialmente di quella orientale, siano all'atto colpiti da un costante e crescente depauperamento antropico che finisce per riflettersi anche sul numero della popolazione scolastica. Ancora una volta non è possibile, nella maniera più assoluta, pensare che la scuola sia in qualche maniera separata dal contesto sociale. Pertanto il futuro scolastico rifletterà quello della società che esprime l’istituzione formativa e né potrebbe essere altrimenti. In altri termini laddove si riuscisse ad invertire il trend negativo anche la scuola ne trarrebbe indubbi benefici in termini di alunni frequentanti». Questo è quanto affermato dal D. S. Vespucci, il quale, peraltro, parla con l’ottimismo tipico di chi è abituato a portare avanti battaglie anche aspre con le armi del lavoro e della progettazione. «La nostra scuola - continua infatti il preside - può fregiarsi di una stima altissima nell'intera zona e dati ufficiali la collocano tra le istituzioni scolastiche portatrici di migliore offerta formativa tanto curricolare quanto extracurricolare. Dai nostri banchi i giovani spesso escono già preparati ad affrontare la vita lavorativa grazie alle connessioni interattive che siamo riusciti a stabilire con il mondo economico e lavorativo. Coloro i quali invece dovessero scegliere l'università si ritroveranno con una eccezionale preparazione di base che di certo li agevolerà nel percorso scolastico. Anche il nostro indirizzo artistico ha prodotto negli anni innumerevoli talenti, taluni dei quali ascesi a fama nazionale, e molti affermati professionisti soprattutto per quel che concerne l’architettura. Pertanto un certo ottimismo non è affatto ingiustificato, anche perché sono personalmente pronto, accanto al corpo docente e a quello studentesco, a lavorare sodo, ancor più di prima, nella certezza che le scuole superiori di Calitri costituiscano una attrattiva potente per le future generazioni di alunni di tutta l’Alta Irpinia».

AMMAFFUCCI

Articolo redatto in regime di cooperative learning dai ragazzi del corso di comunicazione giornalistica efficace

Condividi su:

lupo

In questa immensa Irpinia voglio vivere il presente, attendere il futuro. 

Resto, inconsapevolmente vivo, nella terra dei miei natali. 

Senza il bisogno di sapere perché, senza attendere la salvezza. 

Perché sono nell'anima un Lupo ed il mio spirito è vincolato a lei. 

La terra che mi ha generato.

Io la vedo e Lei non ha modo di nascondersi, è ovunque.  

Lascia che il mondo le cammini addosso. Senza dire una parola. Senza fiatare. Accoglie ogni cosa,

la fa sua, marchiandola con il fuoco del suo nucleo vitale.

Ed anche quando una fame vorace l'assale, fertilizzante per la sua linfa, si prende giusto il tempo di morire per poi rinnovarsi nuovamente. Non serve girare lo sguardo nel vuoto, basta fermarsi in un campo incolto. Raccogliere una zolla, sfregala nella mano. 

Ha consistenza e colore, quasi una fragranza familiare.

 Solco che incolla la vita ad una vita, ci sporchiamo di lei, di quello che è. Ancestrale è la sua origine. In essa ogni cosa si fonde.

Se mi fermo ad ascoltare, posso sentire la sua voce.

Dalle profonde depressioni delle vallate, si inerpica lungo i crinali.

 L’esplosione del mattino la moltiplica.

 Infinite schegge si conficcano nelle cellule di ogni essere vivente e prende dimora dentro di noi, senza fare differenza.

Afflato e lignaggio di tutto quello che sarà, si fonde nel tempo, il nostro tempo. Tempo che la rende uguale e diversa ogni giorno.

 Tempo che scorre, impaziente, per vedere le orme dei miei passi che si fermano a riposare. 

E quando sarò lì, sentirò il caldo ventre della nascita. 

Ha braccia solide e profonde per accogliermi al sicuro dagli spettri della notte. Morire per lei non sarà mai una fine ma la riscoperta di quello che eravamo in principio.

 Lei è la terra, quello che eravamo prima di prendere forma e respirare.  Lei è la madre e la matrigna, il principio e la fine di ogni cosa.

 Ed io, in questa terra, mi sento un figlio ed un padrone. 

Dallo strappo ombelicale al primo vagito, la mia carne prende forma, la voce segue il passo. 
Ululati che prendono la salita di un respiro. Respiro prima asfittico e poi così grande da contenere tutta una vita: la mia. 

Mi ritrovo come nel cono di una bottiglia, la terra mi chiama. 

Vuole essere abitata, vissuta, amata, protetta, anche con i denti. 

Denti affilati, taglienti, magari sporchi di sangue. Sangue di fame e miseria. Sangue di lavoro e abbandono. Sangue di silenzio e umiliazioni. Sangue di illusioni e negazioni. 

Sangue necessario per la sopravvivenza.

Da dove esco entro: dal grembo di mia madre alle verdi terre di questo immenso paesaggio dipinto dalla storia.  

Il destino ha segnato questa carne nella terra dei lupi, scenari e dimensioni che tracciano un silenzio quasi assurdo. 

Appartengo a questo luogo, spazio condiviso con l'anima inquieta. Sintesi di giorni neri e bianchi. Senza, potrei diventare evanescente, sparire. La genesi è questa, un lupo che scende dai boschi. Un cesello di rabbia nella quiete di luoghi meravigliosi. Potrei cibarmi solo di ricordi, rimarrei un cucciolo per sempre. Eppure non si può evitare il pensiero di fuggire. 

Vedo una via d’uscita, l’angolo dove incuneare il distacco. 

Se corro e non mi fermo, potrei lasciarla senza rimpianti, romperei il vetro, anelerei la fusione in altre vite. Non ho il coraggio di scappare. Ho la forza di restare.  

Voglio rimanere, gli spiriti chiedono vite da osservare, fiammelle per rischiarare le notti del passato. Non c’è nessuno che voglia essere veramente dimenticato. In questa immensa Irpinia voglio vivere il presente, attendere il futuro.  Resto, inconsapevolmente vivo, nella terra dei miei natali. Senza il bisogno di sapere perché, senza attendere la salvezza. Perché sono nell'anima un Lupo ed il mio spirito è vincolato a lei. La terra che mi ha generato.

Condividi su:

bal1

Toccante cerimonia di commemorazione, ieri, presso il Museo della Religiosità Popolare di Lacedonia. Al centro dell'attenione i nostri concittadini che hanno versato il loro sangue per la causa della libertà, soprattutto il sottotenente Michele Balestrieri, torturato e fucilato dai nazisti perché, essendosi rifiutato di aderire alla repubblica di Salò, aveva di contro indotto i suoi soldati a creare, sotto la sua guida, un gruppo partigiano. I testimoni raccontano che il nostro concittadino, che aveva solo 24 anni di età, è morto a testa alta mormorando, "Per l'Italia, per la Libertà".

Di fatto in questo modo è stato inaugurato il "Giardino della Memoria", progettato dall'assessorato alla cultura del Comune di Lacedonia, retto da Antonio Caradonna, che diventerà una spazio pubblico nel quale targhe come quella scoperta ieri dal sindaco Mario Rizzi a ricordo perenne del sacrificio di Balestrieri, perpetueranno le gesta dei lacedoniesi che si sono distinti per spirito di abnegazione e di sacrificio, in questo caso spinto fino all'estremo limite dell'offerta della propria giovane vita.

Questo il testo della targa:

NEL SETTANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA

LIBERAZIONE

LA CITTADINANZA DI LACEDONIA RICORDA IL SACRIFICIO DEL

SOTTOTENENTE MICHELE BALESTRIERI

VISSUTO FINO ALL’ETÀ DI 24 ANNI DA UOMO ONESTO E LEALE

E MORTO DA EROE PER MANO DEI NAZISTI

PERCHÉ AVEVA SCIENTEMENTE SCELTO DI DIFENDERE LA LIBERTÀ

FONDANDO UNA BRIGATA PARTIGIANA

LACEDONIA, 25 APRILE 2015

bal3

balestrieri modificato 1

 

Condividi su:

 

Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


  • erdonea
  • vecevending

 

pubblicita

 

gallery

Clicca per accedere alla

Video Gallery

Seguici su Facebook

Supporta la tua Irpinia