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Da sinistra l'Ispettore Capo Antonio ABBONDANDOLO, l'Ispettore Capo Gerardo LEONE, l'Assistente Capo Salvatore PAVESE, i premiati, con l'Assistente Capo Maria GRECO, che è stata la speaker della cerimonia di premiazione

Non è certamente da tutti sfidare consapevolmente la morte, porre a rischio la propria vita in ottemperanza ad un potente senso del dovere che somiglia molto ad un imperativo categorico kantiano, o ancora sacrificare se stessi per quel senso di giustizia e di umana solidarietà che spinge la miglior parte degli appartenenti alle forze dell'ordine ad indossare una uniforme, cosa non affatto agevole o facile. No! Non è da tutti! Ma senza dubbio è da uomini veri, vieppiù se in divisa (e con la parola "uomini" intendo tutti gli agenti, senza distinzione di genere). Penso che la definizione di essere umano che percorre il suo sentiero esistenziale nell'onestà, nell'abnegazione, in definitiva nell'impegno per la costante tutela delle leggi e dell'incolumità pubblica e privata, costituisca il miglior complimento che io possa rivolgere a qualcuno. E volentieri oggi lo indirizzo innanzitutto ad un amico d'infanzia, l'Ispettore Capo Gerardo LEONE, e ai suoi colleghi che non ho avuto ancora il piacere di conoscere personalmente, ovvero l'Ispettore Capo Antonio ABBONDANDOLO e l'Assistente Capo Salvatore PAVESE, i quali si sono resi protagonisti di un atto, a mio giudizio, di autentico eroismo, al punto da meritare in premio un Encomio, conferitorgli nella giornata di ieri, Festa della Polizia di Stato. I tre poliziotti hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento dalle mani del Prefetto di Avellino, dott. Carlo Sessa, alla presenza del Questore, dott. Luigi Botte, oltre che di tutti i dirigenti degli eterogenei commissariati localizzati nella nostra Provincia. Onore al merito, dunque, in considerazione soprattutto della delicatezza dell'intervento effettuato, consistito nell'affrontare un uomo armato ed estremamente pericoloso, perché affetto da problemi psichici, riuscendo a disarmarlo e a renderlo inoffensivo senza per questo nuocergli. Nei fatti hanno salvato le persone che costui minacciava e contemporaneamente lo hanno salvato da se stesso. E non mi pare cosa di poco conto. Per quel che concerne la Festa della Polizia, nell'anno in corso ad Avellino è stata particolarmente suggestiva, considerata la presenza di innumerevoli illustri ospiti, tra i quali occorre menzionare l'attore Cesare Bocci, particolarmente conosciuto per il ruolo di primaria importanza sostenuto negli episodi della serie televisiva Il Commissario Montalbano. Peraltro mi sono trovato ad assistere all'invito rivoltogli, presso il Teatro Comunale di Lacedonia, per voce del Vicequestore dott. Rafaniello, comandante presso il Commissariato di S. Angelo Dei Lombardi, e con somma soddisfazione ho appreso che egli lo ha accettato da vero galantuomo quale è. Quindi si sono esibiti la soprano Eleonora Arpaise, e gli attori Maria Basile ed Edoardo Scarpetta. La presentazione è stata affidata ad Ermelinda Sarno.

Naturalmente esprimo la mia personale grandissima soddisfazione per l'amico Gerardo Leone, che conosco da oltre mezzo secolo: siamo infatti nati in case situate a pochi metri di distanza.

Complimenti a tutta la Polizia di Stato della Provincia di Avellino!

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L'Ispettore Capo Gerardo LEONE

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Un momento della premiazione

 

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Entrata in campo delle due compagini con le bandiere nazionali di Stati Uniti d'America e Italia.

Un gemellaggio molto sincero, trasudante vera amicizia, quello celebrato a Lacedonia nella giornata odierna tra il New York International F.C. e la US Lacedonia. La parola alle immagini dunque, perché non sempre repetita iuvant.Chi volesse saperne di più può farlo leggendo il precedente post: http://www.latuairpinia.it/sport/677-domani-gemellaggio-tra-una-squadra-di-new-york-e-la-u-s-lacedonia-torna-la-guarnera-family.html

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Foto congiunta tra le due squadre.

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Il Comm. Michele Caponigro premia il giovane calciatore statunitense Armando Guarnera, che aveva già trascorso un lungo periodo a Lacedonia proprio per giocare nella Primavera dell'Avellino.

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Scambio di doni tra l'Amministrazione rappresentata dal Vicesindaco Antonello Pignatiello e i due coach della N.Y. International, nell'ordine da sinistra Arturo Radano e Armando Guarnera Sr.

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I due capitani, Armando Guarnera Jr. e Emilio Libertazzi si scambiano i rispettivi gagliardetti.

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Foto prepartita

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Da sinistra il coach Arturo Radano della N.Y. International, il presidente della US Lacedonia Michele Rizzi, il coach Armando Guarnera della N.Y. International, il sindaco di Lacedonia Antonio Di Conza e l'allenatore della US Lacedonia Antonio Vece presso l'Antica Ostaria del Valtuscano.

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Una prospettiva della New York International F. C. presso Valtuscano

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Il capoultras del Lacedonia Calcio Sergio Palladino, detto "Zio Sergio", con i piccoli tifosi. Una nota divertente: Zio Sergio si è presentato con una "bandiera confederata" pensando di fare cosa gradita agli ospiti. Gli ho spiegato che è come portare la bandiera della lega nord a Napoli! Naturalmente tutto è finito in grandi risate: perché questa è l'arma migliore del tifo lacedoniese.

 

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La New York International Footbaal Club

Questa è senza dubbio una storia molto bella da narrare: il racconto di un'amicizia inossidabile nata nell'ambito di una situazione alquanto anomala. Alla metà del 2015 sembrava che l'Avellino Calcio avesse l'intenzione di insediare il settore giovanile a Lacedonia e nei fatti la cosa si verificò. Giunsero giovani calciatori letteralmente da mezzo mondo e tra di essi c'era anche Armando Guarnera Junior, il quale si rivelò dotato di grandissimo talento, al punto che era stato richiesto da altre squadre alquanto blasonate. Ma fin da subito la gestione dell'iniziativa da parte della dirigenza dell'Avellino all'uopo preposta cominciò a rivelare numerose crepe e falle, soprattutto sotto il profilo economico, ma anche sotto quello tecnico e logistico, fino a quando la situazione non deflagrò. A quel che si è compreso, tali dirigenti pare fossero molto di più interessati al guadagno personale che al successo della compagine sportiva o alla valorizzazione di calciatori che venivano dalle Americhe, dal Canada, dall'Australia e persino dalla Corea. Tra i tanti genitori che seguivano le sorti dei rispettivi figli, uno, in particolare, entrò in grandissima sintonia con molta parte della popolazione di Lacedonia, stringendo innumerevoli amicizie che si sono rivelate inossidabili e durature, come quelle con Peppino Libertazzi, Antonio Pagnotta, lo scrivente e molti altri: si tratta di Armando Guarnera Senior. Grande musicista di New York, pur di origini italiane, Armando coltiva da sempre la passione per il calcio, che ha trasmesso al figlio, il quale lo pratica con grande serietà. Dirigente della New York International Football Club, in questo periodo impegnata in un torneo internazionale in Italia, nella specie quello di Viareggio, Armando Sr., coallenatore della squadra insieme ad un altro italoamericano, Arturo Radano, ha fatto in modo di procrastinare la partenza per gli U.S.A perché, in accordo con la U.S. Lacedonia, ovverossia con il presidente Michele Rizzi, l'allenatore Antonio Vece, e con la mediazione di un grande del calcio, Peppino Libertazzi, domani, 10 aprile, sarà sancito un gemellaggio tra le due compagini calcistiche, la qual cosa, peraltro, gode del patrocinio morale del Comune di Lacedonia. Un pranzo tutti insieme e quindi una partita amichevole sul nostro campo.

Sul campo scenderanno i seguenti ragazzi newyorkesi (li citiamo perchè ci sembra doveroso):

Armando Guarnera Jr. (Capitano), Robert Radano, Matthews Vera, Vincenzo Masitti, Damari East, Nicolas Bogen, Remiah Rodney, Corey Rettle, Felice Tornabene, Angelo Tornabene, Jose Guardado, Patrick McCoid, Jacob Villacres, Christopher Noel e Francesco Campo.

 

LUPUS IN FABULA porge il suo più caloroso bentornato ad Armando Guarnera Sr. & Jr. ed il suo caldo benvenuto a tutta la New York International Football Club.

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La New York International Footbaal Club con  Armando Guarnera, primo a sx con la fascia di capitano

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La New York International Footbaal Club con gli allenatori Armando Guarnera (a sx) e Arturo Radano (a dx)

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La US Lacedonia

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Armando Sr. e Armando Jr. durante il compleanno di Armando Jr. festeggiato a Lacedonia

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Armando Jr. con alcuni compagni di squadra all'epoca dell'esperienza nella Primavera dell'Avellino

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Armando Sr. e Armando Jr. con la famiglia di Peppino Libertazzi, suo grandissimo amico

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Armando Sr. nel corso di una Jam Session con amici musicisti di Lacedonia (il compianto Angelo Megliola, Nicola Di Ninno, Enzo Mercadante, Isabel Cardellicchio)

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Il Presidente della US Lacedonia, Michele Rizzi

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L'allenatore della US Lacedonia, Antonio Vece

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Gli Ultras di Lacedonia con il capoultras Zio Sergio

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Rosetta Di Geronimo nel corso di un incontro istituzionale all'epoca dell'Amministrazione presieduta da Gerardo Palladino

Quanti amici, in età non certo avanzata, dovremo ancora salutare prima del tempo? Quanti amici dovranno ancora patire le sofferenze derivanti da patologie innominabili che raramente lasciano scampo?

Anche Rosetta è transitata ad altra dimensione in maniera molto, ma molto prematura. Se n'è andata così come è sempre vissuta: a testa alta, con grandissima dignità! Non aveva voluto che circolasse notizia del suo male, con il quale combatteva coraggiosamente da oltre tre anni, e del quale neppure i suoi parenti più stretti sapevano nulla, ad eccezione del marito Pinuccio e dei figli Rocco e Giancarlo, che l'hanno accompagnata lungo il sofferto percorso del suo personale calvario fatto di operazioni chirurgiche, chemioterapie e, da ultimo, persino la sperimentazione del "metodo Di Bella", per non lasciare nulla di intentato. Non voleva assolutamente che giungesse voce a sua madre, che ella non intendeva far soffrire: sapeva bene che se una sola persona lo avesse saputo all'esterno del suo ristretto nucleo familiare, la brutta nuova si sarebbe immediatamente sparsa a macchia d'olio. E non era nemmeno persona che indulgeva all'autocommiserazione o che cercava l'altrui compassione, dalla quale anzi rifuggiva decisamente, perché era dotata di una combattività e di un coraggio che ha dimostrato con i fatti fino agli ultimi istanti della sua vita.

Di fronte a queste tragedie le parole non servono a nulla, è vero, ma è altrettanto vero che va dato onore al merito. Rosetta Di Geronimo è stata la protagonista di una storia calcistica durata per quasi cinque lustri, un quarto di secolo speso a pro di eterogenee generazioni di calciatori in erba, che ella curava già dalla categoria dei "Primi Calci", guidandoli in un percorso di formazione atletica, ma anche umana, nelle categorie superiori, da quella dei "Pulcini", degli "Esordienti" e dei "Giovanissimi" in poi. Tre anni or sono ha improvvisamente interrotto le attività: soltanto oggi si comprende per quale motivo sia stata costretta a farlo.

È da dire che era dotata di una straordinaria capacità logistica ed organizzativa: era capace di creare eventi calcistici in grado di portare centinaia di bambini sul campo di Lacedonia, provvedendo persino alla ristorazione dei piccoli e degli accompagnatori. Chapeau, cara Rosetta! Una stima, quella che io ho sempre nutrito nei suoi confronti, che moltissime volte le ho manifestato di persona e che è da estendersi a Pinuccio, un marito e padre esemplare che l'ha sempre affiancata ed aiutata, e ai figli, che non mancavano mai di offrirle il proprio apporto.

Dei suoi eventi restano tantissime foto, nelle quali, però, molto raramente Rosetta compare, poiché non amava affatto porsi al centro dell'attenzione o davanti agli obiettivi fotografici.

Ma, se pure ella lascia poche immagini stampate su carta fotografica, una cosa è certa: il ricordo di quanto ha fatto non sbiadirà, soprattutto in quelli che un tempo erano bambini affidati alle sue cure di solerte Presidentessa della scuola calcio più longeva nella storia del nostro paese.

Porgo i sensi del mio personale cordoglio e della mia compartecipazione sentita al dolore innanzitutto alla madre, al consorte e caro amico Pinuccio, ai figli Rocco e Giancarlo, e al fratello e caro amico Tommaso, oltre che a tutti gli altri congiunti ai vari gradi. 

PS Mi è stato confidato che aveva manifestato l'intenzione , se il tumore le avesse dato una qualche tregua o se fosse riuscita a sconfiggerlo, di fondare una squadra di Calcio a Cinque Femminile: sono certo che avrebbe tenuto fede a quanto detto, perché nulla era in grado di frapporsi tra lei e le sue decisioni!

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Rosetta Di Geronimo sullo sfondo nei pressi dello spogliatoio

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Rosetta Di Geronimo a destra nella foto

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Rosetta Di Geronimo sullo sfondo in panchina

 

Le foto sono state fornite da un genitore grato a Rosetta per aver avuto calcisticamente cura dei suoi figli.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

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aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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