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zahira

Un atto di grandissima generosità e di vero eroismo quello compiuto ieri a Napoli, intorno alle 18.30, dalla giovanissima Zahira Namiri, lacedoniese a denominazione d'origine, perché ha trascorso la sua intera esistenza a Lacedonia, pur essendo nata nella meravigliosa Casablanca, una città marittima con oltre tre milioni di abitanti, evocativa e carismatica metropoli quanto pochissime altre al mondo. Ma a Lacedonia Zahira si è formata quale persona e quale professionista. Era bravissima, come suo fratello e le sue sorelle, nelle scuole di ogni ordine e grado frequentate, essendosi sempre distinta per intelligenza e per spirito di sacrificio (cosa alquanto rara nei tempi nostri), fin quando non ha conseguito, senza perdere tempo, la Laurea in Infermieristica, frequentando subito dopo con grande successo il Master in "Area critica ed emergenza". E a quanto pare non ha appreso soltanto la mera teoria, ma la dott.ssa Namiri si è appropriata di competenze pratiche molto affinate, che le hanno consentito di salvare una vita sul marciapiede di una strada partenopea. Chapeau alla splendida persona di Zahira, che oltretutto racconta quanto le è accaduto con grande umiltà. Non le è sfuggita l'importanza dell'aver sottratto una persona alla morte, ma il modo con il quale  racconta l'episodio denota grandissima umiltà ed altrettanta umanità. Voglio riportare le sue parole precise, perché meritano il plauso comune:

«Ho salvato una vita.
Oggi era un giorno come un altro, avevo fatto le mie commissioni ma mi era sfuggita la rucola da comprare.
Esco e vedo sulla strada un uomo a terra, forse sulla quarantina, incosciente e intorno a lui quattro o cinque persone impegnate a capire quale fosse il problema. Non c'era il battito.
Per istinto ho lasciato quello che avevo in mano e ho iniziato la rianimazione cardiopolmonare.
Mai avrei immaginato di avere nervi saldi e lucidità in una situazione del genere.
Ho salvato una vita. Ma forse erano due, tre, dieci. Quella della madre, della moglie o dei figli.
O forse semplicemente è questo lavoro che ha salvato me
».

Zahira, parola mia!, hai salvato molto di più di una vita, molto di più della vita della madre, della moglie e dei figli, perché hai salvato quello spirito di umanità che si va perdendo sempre di più. Hai salvato un Valore, quello dell'umana solidarietà e della compassione che si esprime attivamente, con l'aiuto concreto e salvifico portato generosamente a quanti soffrono o si trovano in difficoltà o ancora in pericolo. 

Ed hai salvato anche la mia giornata, perché notizie come queste mi fanno pensare che il mondo, tutto sommato, può anche essere, anche se solo occasionalmente, un luogo ove vale la pena di vivere!

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TRINITAS

Niente parole a commento, ma solo immagini a pro dei lacedoniesi emigrati. Un pensiero di gratitudine al comitato che non lascia morire la tradizione, composto da Giuseppe Bianco, Simone D'Errico, Ennio Saponiero, Federico Scola, Gerardina Tirelli, Antonio Leone, Leonardo Cuozzo, Antonio Pio e Antonio Bianco,  al parroco don Sabino Scolamiero e al viceparroco don Roberto Di Chiara.

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Mercoledì 14 del corrente mese di giugno, con inizio alle ore 18.00, presso il Castello Baronale di Monteverde si terrà un importantissimo incontro pubblico tra i Comuni aderenti al Contratto di Lago "Diga S. Pietro", ovverossia Monteverde, Aquilonia, Bisaccia e Lacedonia, vertente sui contenuti della Delibera Regionale 222/2017, i quali, verosimilmente, saranno illustrati in quella sede alle popolazioni interessate. Intereverranno i Sindaci di tutti e quattro i paesi sopra citati e, a seguire, Padre Angelo Palumbo, Presidente della Fondazione "Insieme per ...", ovverossia l'Ente che organizza "Il Grande Spettacolo dell'Acqua", l'On. Maurizio Petracca, Presidente della Commissione Agricoltura, Caccia, Pesca, Risorse comunitarie e statali per lo sviluppo della Regione Campania, e, dulcis in fundo, la Dott.ssa Serena Angioli, Assessore Regionale ai Fondi europei, alle Politiche Giovanili e alla Cooperazione Europea.

Qui sotto è possibile scaricare la locandina in formato pdf.

SCARICA LA LOCANDINA IN PDF

 

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trinità 2012

Quella della Santissima Trinità è una delle feste più care alla popolazione di Lacedonia, sia in senso strettamente religioso e sia per gli aspetti ludici. Fatto sta che da quando esiste tale ricorrenza, e sono ormai diversi secoli, laddove si consideri che la chiesetta dedicata al "Padreterno" data agli inizi del 1700 (la fece costruire il Vescovo La Morea), essa è sempre stata celebrata nella prima decade di giugno, fatta eccezione per alcuni anni in cui è stata spostata ad agosto. Ciò che maggiormente la caratterizza è il coinvolgimento attivo della popolazione, che non è soltanto parte fruitrice passiva di spettacoli più o meno attrattivi , ma che diventa essa stessa attrice di uno spettacolo dalle profonde connotazioni antropologiche. Mai, almeno a nostra memoria, sono stati chiamati cantanti di grido, ma sono stati organizzati sempre e soltanto giochi popolari che, evidentemente, trovano le loro origini nella cultura contadina. Corsa nei sacchi, tiro alla fune, tiro al caciocavallo con le uova o altrimenti con frutti, spaghettata a mani legate dietro la schiena (si mangia con la bocca infilata nel piatto) e, talvolta, salita sullo scivoloso albero della cuccagna: il coinvolgimento è garantito.

Naturalmente vorrei sottolineare il risvolto spirituale della ricorrenza. Si tratta dei festeggiamenti in onore di Dio Padre, Uno e Trino, e quindi sotto il profilo squisitamente religioso non credo esista festa più importante: e infatti si terrà la processione per le vie del paese, con il Gran Concerto "Umberto Giordano - Città di Lacedonia" ad intonare musiche adeguate, che preluderà alla solenne Celebrazione Eucaristica tenuta all'aperto, a ridosso della venerata Chiesa della Trinità, la quale non ha capienza necessaria ad accogliere i tantissimi fedeli. Solo dopo si terranno giochi e ciò che di laico è previsto. Naturalmente cogliamo l'occasione per porgere in nostri ringraziamenti a quanti non lasciano morire una tradizione che ci è così cara, ovvero al Comitato composto da Giuseppe Bianco, Simone D'Errico, Ennio Saponiero, Federico Scola, Gerardina Tirelli, Antonio Leone, Leonardo Cuozzo, Antonio Pio e Antonio Bianco.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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