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Nella foto un gruppo di docenti partecipanti al nostro corso sulle tecniche didattiche innovative - Qui spiegazione "in situazione" sul metodo di ricerca "investigativo"

 

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UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR per la formazione del personale della scuola ex Direttiva Ministeriale 170/2016

CCEP LACEDONIA

PROGRAMMA

Corso di formazione/aggiornamento per docenti di ogni ordine e grado organizzato dal CCEP UNLA di Lacedonia, Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952, accreditato presso il MIUR per la formazione del personale della scuola ex Direttiva Ministeriale 170/2016 e precedenti.

N.B. L’iscrizione al corso di formazione va effettuata sulla piattaforma S.O.F.I.A. del MIUR, nella quale esso è già presente.

La scadenza per le iscrizioni è fissata alle ore 24.00 del 2 dicembre2017.

Titolo:

«Strategie di prevenzione e recupero del disagio giovanile a scuola»

Gli argomenti oggetto del corso in questione si riconnettono direttamente al punto 4.6, «Coesione sociale e prevenzione del disagio giovanile», del «Piano per la Formazione dei Docenti 2016 – 2019» redatto e diffuso dal MIUR.

Numero totale di ore: 20 (venti)

Verifica in itinere e finale attraverso discussione del project work.

Location: Teatro Comunale, Rione Bianchi, Lacedonia (AV).

DATE E ORARI.

Domenica 03 dicembre - ore 08.00-12.00/15.00-19.00 (otto ore)

Domenica 10 dicembre - ore 09.00-12.00/15.00-18.00 (sei ore)

Domenica 17 dicembre - ore 09.00-12.00/15.00-18.00 (sei ore)

Sintesi del programma.

PARTE GENERALE

  • ·Il disagio giovanile in ambito scolastico nelle sue eterogenee estroflessioni e nelle varie gradazioni, dalla scuola dell'infanzia, alle classi della primaria, a quelle delle secondaria di primo e di secondo grado: come accorgersi di potenziali situazioni di disagio o di condizioni di disagio in essere.
  • ·Le strategie fondate sul rafforzamento della coesione sociale quale deterrente di comportamenti anomali generati dal disagio giovanile.
  • Strategie per prevenire e per fronteggiare, laddove si manifesti, la fenomenologia del “bullismo” e del cyberbullismo ed ogni altra forma di violenza tanto fisica quanto psicologica.

PARTI SPECIALISTICHE

  1. Il rapporto tra il disagio e la manifestazione di dipendenze da alcool e gioco d’azzardo nei giovani. Strategie di prevenzione e contrasto, con simulazioni e uso di materiale interattivo.

Docente specialista: dott. Luigi Perna, psicoterapeuta e psicologo relazionale, specialista in tossicologia medica, Dirigente Medico ASL I Avellino – Responsabile UOS Alcologia – UOC Ser.T.

 

 

  1. La vulnerabilità adolescenziale e condotte da “addiction” (“addiction” in psichiatria definisce una patologia comportamentale comprendente un desiderio incontrollabile e una ricerca compulsiva rivolta ad una sostanza: non una semplice dipendenza ma una vera e propria “malattia” che può trovare nel disagio adolescenziale le sue radici) - Introduzione e Generalità sulle Dipendenze patologiche. Le Dipendenze da sostanza e quelle comportamentali. L'Adolescenza e le sue problematiche nell'epoca “tecno-additiva”. La Prevenzione: presupposti teorici e metodologie operative.

Docente specialista: dott. Lorenzo Savignano, neuropsichiatra infantile, psicopatologo e psichiatra dell’adolescenza, dirigente medico presso il Ser.T, dell’ASL AV I.

 

Tutor e docente per la parte concernente la pedagogia e la didattica: dott. Michele Filippo Miscia, Delegato regionale per la Campania dell’UNLA.

Info:

dott. Michele Filippo Miscia – cell. 338.6831696

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PROGRAMMA DEL CORSO SCARICABILE

CURRICULUM VITAE DOTT. PERNA

CURRICULUM VITAE DEL DOTT. SAVIGNANO

CURRICULUM VITAE DOTT. MISCIA

 

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padre franco

Un giovanissimo Padre Franco Pepe con Padre Giacomo Saccone e una bambina che ha ricevuto la Prima Comunione

Cicerone ebbe a scrivere che «la gratitudine è non solo la più grande delle virtù, ma la madre di tutte le altre». E, aggiungerei, è materiale che molto raramente si trova in natura (e della natura umana disquisisco), in quanto troppo spesso «la memoria è labile nel ricordare i benefici, ma tenace nel ricordare i torti», come affermò Seneca. Anche il prezioso scrigno sapienziale che conserva le perle della saggezza popolare sottolinea, nei suoi modi sfacciatamente umoristici, la congenita predisposizione umana a relegare il passato nell'angolo più negletto della nostra mente, quasi che esso non avesse mai attraversato le nostre esistenze, influenzandone il corso spesso in maniera determinante: «Passato il santo, passata la festa» o, ancora, «È morto il bambino e non siamo più compari!», a dire quanto spesso sono effimeri i rapporti umani, costruiti con parole scritte sull'acqua e conservate nel vento.

Al di là di ciò, però, le persone che hanno interagito con noi, che lo vogliamo oppure no, una traccia profonda l'hanno senza dubbio lasciata ed è altrettanto indubbio che la pluridecennale presenza di Padre Franco Pepe a Lacedonia, ove egli ha speso la sua intera gioventù e gran parte dela maturità al servizio della comunità, ha lasciato segni netti ed evidenti e, cosa da non sottovalutare, in positivo. Intere generazioni di giovani sono nei fatti cresciute con lui, animatore instancabile e prolifico di idee a cui faceva immancabilmente seguire le azioni. Le performance canore dei bambini, riproposizioni dello Zecchino d'Oro nazional popolare, si debbono in massima parte a lui. Come gli va ascritto il merito di aver fondato la sola compagnia teatrale giovanile che nel nostro paese abbia mai calcato le scene. Per non parlare della costituzione e della cura di un coro di voci bianche che ha attraversato persino le Alpi per andarsi ad esibire in Svizzera. Ed occorre considerare l'infinità di gite organizzate, i cineforum, i Presepi e le Vie Crucis viventi, che egli utilizzava alla stregua di attrattori per avvicinare alla Chiesa giovani e adulti, che altrimenti se ne sarebbero tenuti lontani,  e alla predicazione del Vangelo, che egli, pur con linguaggio moderno, non ha mai mancato di divulgare nell'ambito di associazioni come l'Azione Cattolica e la Gifra, la Gioventù Francescana. Tutto questo ha reso la figura di Padre Franco importantissima per una grande quantità di persone, che di certo non lo hanno dimenticato. Ancora oggi, per quanto occasionalmente, Padre Franco continua a tornare a Lacedonia,  in occasione di eventi lieti, come i matrimoni, o per qualche funerale, o, ancora, nella qualità di curatore spirituale del locale Gruppo Francescano.

E dunque il LUPO afferma (da leggersi: io dico recisamente), senza alcun timore di smentita, che se c'è una persona che realmente merita un riconoscimento quale la cittadinanza onoraria quella è proprio Padre Franco.

Come da regolamento, per presentare rischiesta all'Ente comunale occorre raccogliere le firme di almeno 500 cittadini residenti, la qual cosa il CCEP UNLA di Lacedonia, diretto dallo scrivente, ha cominciato a fare. Chi vuole collaborare lo faccia sapere chiamando al mio numero: 3386831696 o scrivendo al mio indirizzo web Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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MGIUSTI

L'eccezionale vis comica di Max Giusti, la sua versatilità artistica, in Italia, sono note a tutti e costituiscono le specificità che lo rendono sempre brillante ed originale.  Ragion per la quale, neppure a dirlo, ieri è stata una serata divertentissima: "Cattivissimo Max" è un one man show che consigliamo a tutti di vedere. Quel che non molti conoscono è l'indole estremamente umana dell'attore romano, cosa ancor più rara e preziosa in un ambiente come quello dello spettacolo in cui tali peculiarità positive sembrano, talvolta, difettare alquanto. Proponiamo in questa pagina una intervista che egli ha voluto concedere al Teatro Comunale di Lacedonia, verso il quale ha speso parole bellissime. Per questo lo ringraziamo. A seguire una breve intervista al direttore della stagione teatrale del Comunale lacedoniese, per conto del Teatro Pubblico Campano, Antonio Caradonna, che continua a profondere il suo indefesso impegno a favore della struttura.

 

 

 

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SCUOLA MAFFU

L'italiano medio, in genere, non ama le innovazioni ed anzi sembra temerle. Si lega di contro alla routine, per quanto molto spesso affermi di deprecarla, e guarda con sospetto a qual si voglia cosa sembri in qualche maniera incrinare le abitudini consolidate. «Abbiamo sempre fatto così; andava tutto bene: perchè cambiare»: queste le riflessioni più profonde che parte, spero esigua, dell'italico intelletto è in grado di partorire. Non costituisce spesso eccezione il comparto scolastico, anche se, come dirò, esistono eccellenze come il "Mafucci" che l'innovazione, laddove non esista, la cercano e, ove non la trovino all'esterno, la creano. Al di là di ciò, comunque, la metafora più eloquente per definire una parte del mondo scolastico italiano, poco incline alle novità, è quella dello "stagno": tutto va bene fino a quando le acque sono immote e "limpidamente" torbide, in maniera tale che all'esterno sia preclusa la vista di quanto accade all'interno. Laddove però qualcuno - poniamo il caso di un legislatore qual che sia - vi getti un sasso qualunque, immediatamente si diffonde nell'aria un diffuso gracidio di protesta che palesa la presenza di vita in un laghetto autoreferenziale che sembrava disabitato. A mia memoria non c'è stata riforma scolastica che non abbia suscitato dubbi, perplessità e spesso feroci proteste. Naturalmente anche l'introduzione dei percorsi di alternanza "scuola - lavoro all'interno del sistema didattico ha scatenato più di un vespaio e sulla cosa non ho nulla da ridire, perché è nel pieno diritto di chiunque manifestare, anche in maniera aspra, le proprie convinzioni. Anch'io, da ossevatore esterno, in prima istanza sono stato colto da più di qualche perplessità a fronte di iniziative che in altri Paesi europei sono consuetudinarie da decenni, ma per le quali non ritenevo che l'Italia fosse pronta. Riflettendo meglio, però, alla luce di esperienze personalmente fatte in talune scuole, mi sono dovuto ricredere, almeno parzialmente, dovendo riconoscere l'estrema validità dell'apprendimento in situazione, in prima istanza, e l'occasione di interazione in continuità orizzontale tra scuola e territorio dall'altra, con indiscutibile reciproco vantaggio.

Su tali due assunti credo si fondi la "politica" dell'IIS "A. M. Maffucci" in ordine ai percorsi di alternanza, che li rendono utilissimi ed estremamente vantaggiosi tanto per gli studenti quanto per la società nel suo complesso.

«La creazione collaborativa di Open Data per la riscoperta del patrimonio culturale dell'Alta Irpinia»: questo il titolo del progetto che sarà presentato domani, 10 novembre, presso l'Auditorium dei Licei, in Via Pittoli, con inizio alle ore 10.30.

A fare gli onori di casa per la scuola l'ottimo D. S. Prof. Gerardo Vespucci, mentre per la società civile l'attivissimo Sindaco Michele Di Maio. Il Prof. Vittorio Scarano, del Dipartimento di Informatica dell'Università degli Studi di Salerno presenterà il «Progetto Hetor: gli Open Data per il patrimonio culturale della Campania». Prima però prenderanno la parola i tutor interni dei progetti de quibus, referenti degli eterogenei indirizzi coinvolti: le Prof.sse Marialuisa Giannone, Mirella Ramundo e Cecilia Maria Colombini. I particolari nella locandina allegata all'articolo.

locandina open data 01 1

 

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


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