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forche

Uno degli eventi più celebri delle tre guerre combattute contro i Romani dai nostri antenati Sanniti, in tutte le varietà tribali, è certamente quello che concerne le “forche caudine”, chiamate in questo modo perché le legioni, al comando dei consoli Tiberio Veturio Calvino e Spurio Postumio Albino Caudino, si arresero alle truppe sannitiche comandate da Gaio Ponzio e subirono l’umiliazione di passare sotto il giogo. In un’epoca nella quale l’onore era estremamente importante, il fatto che ogni legionario, nessuno escluso, fosse stato spogliato delle armi e costretto, seminudo, a sottostare a simile pretesa costituì uno dei massimi affronti subiti dal Roma nel corso della sua plurimillenaria storia.

Da tale accadimento trae ispirazione il romanzo storico di Gerardo Bruno “Il Sogno del Guerriero – Le Forche Caudine”, che troverà una delle sue presentazioni sabato 30 settembre, alle ore 18.00, presso l’aula didattica del MAVI a Lacedonia.

Sarà l’autore stesso a parlare della sua creazione, mentre lo scrivente aprirà l’incontro con talune considerazioni di carattere storico.

La popolazione è naturalmente invitata a partecipare.

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stagione20171

Stamattina, presso il Circolo della Stampa di Avellino, è stato presentato il cartellone del Teatro Comunale di Lacedonia relativo alla stagione 2017/2018. A parlarne il Sindaco Antonio Di Conza, il direttore artistico della stagione lacedoniese e membro del direttivo del Teatro Pubblico Campano Antonio Caradonna e il consigliere delegato allo spettacolo e al turismo Antonio Vece.

L'offerta si conferma di altissima qualità, con nomi di attori estremamente conosciuti.

A fare da battistrada il grande e versatile, simpaticissimo

giusti

MAX GIUSTI, con Cattivissimo Max, venerdì 10 novembre 2017.

Seguirà

da vinci

SAL DA VINCI, con Italiano di Napoli, venerdì 1 dicembre 2017.

Risate assicurate con il nuovo spettacolo di

izzo

BIAGIO IZZO, Dì che ti manda Picone, venerdì 8 dicembre 2017.

Calcherà quindi il proscenio il poliedrico comico di Made in Sud

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FRANCESCO CICCHELLA, con Millevoci, venerdì 12 gennaio 2018.

A seguire la grande musica di

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PAOLO BELLI, con Pur di fare musica, sabato 3 febbraio 2017.

Ancora, si esibirà un gruppo di grandi attori

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MAURIZIO MICHELI, BENEDICTA BOCCOLI, NINI SALERNO e ANTONELLA ELIA, con Il più brutto week end della nostra vita, venerdì 23 febbraio 2017.

Poi sarà il turno di una coppia comica inedita ma certamente esplosiva

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PEPPE BARRA e NANDO PAONE, con Don Chisciotte, venerdì 23 marzo 2017.

Chiuderanno la stagione

COMPAGNIA MAMMA IERI MI SPOSO

GINO RIVIECCIO, SANDRA MILO, FANNY CADEO e MARINA SUMA, con Mamma ... ieri mi sposo, domenica 15 aprile 2017.

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INFO 334.6632836 - 333.7448095

 

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DI LASCIA

A me pare quasi inutile ripetere, ancora una volta, chi è stata Maria Teresa Di Lascia, nella convinzione che tutti, almeno in questa parte dell'osso appenninico meridionale che insiste tra Puglia, Campania e Basilicata, debbano necessariamente conoscerne se non l'intera biografia almeno le vicissitudini salienti. Per quanto all'epoca io abitassi a migliaia di chilometri dalla nostra terra, ricordo perfettamente che nel 1995 mi raggiunse ed investì in pieno il clamore che suscitò la sua vittoria del Premio Strega con il romanzo Passaggio In Ombra, pubblicato dalla Feltrinelli poco prima che ella, nel 1994, soltanto quarantenne, partisse per altri  ignoti lidi, essendo stata colpita da un tumore. Me ne sentii orgoglioso: per me si trattava di una sorta di "riscatto" per un territorio che gradualmente aveva perduto, in un percorso di decadenza ancora oggi in fieri, il suo antico prestigio. Una terra marginale, di mero transito, quella che segna il confine tra la Daunia e l'Irpinia orientale, perché poco appetibile sotto il profilo elettorale e quindi, in qualche maniera, tenuta in certo non cale dalle classi dirigenti regionali e nazionali. Ma questa è un'altra storia.

Ben diversa era la temperie culturale nella quale era stata immersa Maria Teresa nella sua Rocchetta Sant'Antonio e, ancora, negli anni formativi trascorsi presso il Liceo classico di Lacedonia e quindi a Napoli, ove si era iscritta alla facoltà di medicina: a quei tempi (parlo della fine degli anni sessanta e dei settanta) i nostri paesi erano molto più vitali. Vi si respirava aria di interesse sociale, che immancabilmente si traduceva in impegno politico. Un profondo anelito di giustizia permeava le coscienze dei giovani, che non erano di sicuro quiescenti al cospetto di un mondo che, come molti percepivano, era in procinto di porre le basi della tirannia dei mercati finanziari e quindi dell'egoismo elevato a sistema globale. Ebbene, Maria Teresa era interessata soprattutto alla tutela dei diritti umani, alla sofferenza di gran parte dell'umanità che allora, come oggi, soffre la fame nel terzo e quarto mondo, ovverossia nella maggior parte del mondo, problematica che all'epoca il Partito Radicale di Marco Pannella era tra i pochi a porre con gradissima forza. Era inevitabile che ella vi aderisse, diventandone vicesegretario nazionale dapprima, per poi essere eletta deputata al Parlamento nel corso della nona legislatura. Tra le sue creature la ben nota associazione Nessuno Tocchi Caino, che si oppone alla pena di morte.

Questo breve ritratto vada a pro delle nuove generazioni, che non conservano, per forza di cose, memoria personale di una personalità così complessa ed al contempo umanamente e culturalmente ricca. Fatto è che, comunque, la sua Rocchetta ne perpetua il ricordo per il tramite del Premio Nazionale di Narrativa, Saggistica e Letteratura "Maria Tersa Di Lascia",giunto alla sua XI edizione, che vede quale responsabile Lucia Castelli e trova la sua sede nella Biblioteca Comunale "Giovanni Libertazzi" (altra figura di grande intellettuale ed erudito - era uno storico dell'UNISA).

L'edizione 2017 vedrà la sua conclusione, con la premiazione, sabato 16 settembre, nella Piazza dedicata alla scrittrice.

Ricco ed estremamente prestigioso il novero di personalità del mondo culturale, in massima parte universitario, che parteciperanno.

Porteranno i saluti delle rispettive comunità il sindaco di Rocchetta Petruzzi e quello di Fiuminata Costantini, quindi la parola passerà al Rettore dell'Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa" di Napoli Lucio D'Alessandro. Intereverranno poi la Presidentessa della Giuria Scientifica del Premio Emma Giammattei, dell'Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa" di NapoliMargherita Musella dell'Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa" di Napoli; Antonella Cagnolati, dell'Università degli Studi di Foggia; Sebastiano Martelli, dell'Università degli Studi di Salerno. Chiuderà gli interventi Lucia Castelli, curatrice del Premio. Nel corso della manifestazione saranno letti brani tratti dalle opere selezionate: Non smetto di aver freddo,di Emilia Bersabeo Cirillo; Volevamo essere Jo, di Emilia Marasco; Lettere a Dina;di Grazia Verasani. La voce recitante è quella di Vincenzo Marano.

 

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cianci

Fin da quando ho avuto occasione di ascoltarne le parole per la prima volta, ho cominciato a tenere Maurizio Cianci in grandissima stima, soprattutto perché ho percepito la netta e rassicurante sensazione che, per nostra fortuna, esiste ancora chi crede nel primato dell’essenza sull’apparenza e del pensiero filosofico e scientifico sulla banalità della subcultura oltremodo diffusa nelle società che attualmente popolano il pianeta, investite dal prepotente uragano di una globalizzazione dell’ingenuità, per non usare epiteti offensivi, che le rende greggi quiescenti di fronte allo strapotere di taluni potentati che nei fatti governano gli eventi e indirizzano il divenire del mondo intero.

E taole stima è amplificata oltremodo dall’impressione che per Maurizio il suo lavoro di docente costituisca una missione piuttosto che un mero mezzo di sussistenza e che egli incarni perfettamente la figura del “professore” d’antica memoria, il quale era innanzitutto un ricercatore e, oltre a dispensare a piene mani il sapere attinto al pensiero altrui, contribuiva alla evoluzione della conoscenza complessiva arricchendola di contenuti frutto delle proprie fatiche.

E fatte queste doverose precisazioni dirò che il prof. Maurizio Cianci insegna in un Istituto Superiore a me molto caro, l’IIS “A. M. Maffucci” di Calitri, alla cui guida siede il D.S. prof. Gerardo Vespucci, anch’egli attivissimo intellettuale che spazia dalle scienze umane a quelle scientifiche, con un occhio di riguardo soprattutto a queste ultime.

Ad essere sincero credo che tale ambiente scolastico sia talmente vitale da favorire l’impegno didattico e di ricerca da parte dei professori, della qual cosa è dimostrazione esemplare proprio Maurizio Cianci, autore del volume «Democrazia e Religione – Fra disincanto e rivincita di Dio», che ha appena visto la luce per i tipi della Delta 3 Edizioni di Grottaminarda. Per quel che concerne i suoi contenuti, in attesa di leggerlo con molto piacere ed attenzione, mi affido alle brevi considerazioni dell’Autore, il quale si esprime nei termini che seguono.

«Il leitmotiv che attraversa il presente lavoro è l’idea che, intesa la democrazia come spazio di confronto e di discussione razionale fra argomenti differenti, i linguaggi religiosi hanno pieno diritto di cittadinanza nella sfera pubblica, informale o istituzionalizzata che sia. Sui social network, sui giornali, in televisione, ma anche nei parlamenti e nelle corti di giustizia, i partecipanti al discorso pubblico possono esprimere le loro opinioni su questioni rilevanti dell’agenda politica anche attraverso i linguaggi religiosi, per ragioni morali ed epistemiche che sono da argomentare.

Valga il vero».

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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