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È vissuto per oltre tre anni a Lacedonia, quando era ragazzo, San Gerardo Maiella, compiendovi una gradissima quantità di miracoli, i suoi primi miracoli, quale quello celeberrimo del Pozzo, e vi è tornato poi più volte per compiervi prodigi straordinari, come quello della "cacciata del diavolo", oltre alle guarigioni miracolose, ai fenomeni di levitazione, di bilocazione e via dicendo. Non desta dunque meraviglia il fatto che sia tra i Santi quello più cari alla popolazione, perché più vicino ad essa, essendo stato materialmente parte di non poco conto della storia lacedoniese. Grande folla anche nell'anno in corso per l'appena terminata solenne processione, guidata da Don Michele De Vincentis, della quale proponiamo le foto a pro dei fedeli e dei concittadini tutti che abitano nei lontani altrove italiani ed esteri. Che San Gerardo li protegga tutti.

PS. Per la prima volta, in processione, figuranti in abiti redentoristi cuciti dall'associazione FILAMENTI.

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Due a uno in favore della U.S. Lacedonia che si opponeva, al "Tonino Arminio", alla ben congegnata squadra del Rocca San Felice, i cui calciatori, però, nulla hanno potuto per ribaltare un risultato più che meritato dai vincitori. Esordio di stagione brillante, dunque, per gli eredi della mitica Folgore. Onore comunque anche agli ospiti, i quali hanno giocato bene ed hanno profuso energie ed impegno in campo.

Ma lo spettacolo, come al solito, si è visto sugli spalti, con la Brigata Pitbull di "Zio Sergio" a sventolare bandiere ed incoraggiare la squadra di casa.

Anche grazie a loro, probabilmente, il calcio lacedoniese sta rivivendo un'epoca aurea che ormai si protrae da alcuni anni e che nessuno reputava potesse riproporsi.

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È stata scelta la prestigiosa location del Castel Dell'Ovo di Napoli, ove tra gli altri subì la prigionia Francesco De Sanctis, per raccontare le vicende relative al collegio elettorale di Lacedonia dopo l'Unità d'Italia, con particolare riguardo agli eventi ed ai brogli, se veri o presunti lo stabilirà il lettore, che coinvolsero un candidato di Andretta, Antonio Miele, ricostruite in una pregevolissima opera dal Prof. Carmine Ziccardi, pubblicata per il tipi della Delta3Edizioni di Grottaminarda.

Il convegno si svolgerà nella parte del maniero occupata dalla sede partenopea del CAI, Club Alpino Italiano, e vedrà la partecipazione di personalità del mondo della cultura notevolissime (eccezion fatta per lo scrivente, naturalmente).

Innanzitutto va menzionato, perché molto del merito dell'organizzazione deve essere attribuito a lui, il D. S. Prof. Vincenzo Di Gironimo, Direttore del Museo di Etnopreistoria di Napoli, lacedoniese a denominazione di origine controllata. Egli porterà i suoi saluti subito dopo il Prof. Simone Merola, Presidente della Sezione del CAI di Napoli. Quindi toccherà a me intervenire brevemente, nella qualità di Delegato regionale dell'UNLA, organizzazione della quale Ziccardi è membro di primissimo piano, prima che prenda la parola l'Avv. Lorenzo Mazzeo, Presidente dell'Associazione Ofantiadi, della Fondazione Mare Nostrum e dell'Associazione Ofanto Express.

Lo zenit dela manifestazione sarà raggiunto con l'intervento del Prof. Giuseppe Acocella, Professore ordinario presso l'Università Federico II di Napoli, già Vicepresidente del C.N.E.L. e Magnifico Rettore dell'Università San Pio V di Roma.

Le conclusioni saranno affidate all'on. Vito De Filippo, Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

A moderare sarà il noto giornalista del Mattino di Napoli dott. Annibale Discepolo.

Dei ringraziamenti finali si occuperà naturalmente l'autore Prof. Carmine Ziccardi.

Sarà presente una delegazione di studenti e docenti dell'Istituto d'Istruzione Superiore "Francesco De Sanctis" di Lacedonia per espressa volontà della nuova Dirigente Scolastica Dott.ssa Alfonsina Manganiello, già impegnata, fin dalle prime battute della sua reggenza, nell'opera di rilancio della storica Istituzione scolastica lacedoniese.

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Uno degli eventi più celebri delle tre guerre combattute contro i Romani dai nostri antenati Sanniti, in tutte le varietà tribali, è certamente quello che concerne le “forche caudine”, chiamate in questo modo perché le legioni, al comando dei consoli Tiberio Veturio Calvino e Spurio Postumio Albino Caudino, si arresero alle truppe sannitiche comandate da Gaio Ponzio e subirono l’umiliazione di passare sotto il giogo. In un’epoca nella quale l’onore era estremamente importante, il fatto che ogni legionario, nessuno escluso, fosse stato spogliato delle armi e costretto, seminudo, a sottostare a simile pretesa costituì uno dei massimi affronti subiti dal Roma nel corso della sua plurimillenaria storia.

Da tale accadimento trae ispirazione il romanzo storico di Gerardo Bruno “Il Sogno del Guerriero – Le Forche Caudine”, che troverà una delle sue presentazioni sabato 30 settembre, alle ore 18.00, presso l’aula didattica del MAVI a Lacedonia.

Sarà l’autore stesso a parlare della sua creazione, mentre lo scrivente aprirà l’incontro con talune considerazioni di carattere storico.

La popolazione è naturalmente invitata a partecipare.

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aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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