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È stato presentato questo pomeriggio, presso l'aula didattica del MAVI, il calendario 2018, a cura di Leonardo Quatrale e della Pro Loco "G. Chicone", con il patrocinio del Comune di Lacedonia. Nell'anno in corso il tema delle foto e degli scritti, che campeggiano sulle pagine, è quello del Bicentenario della nascita di Francesco De Sanctis, celebrato in funzione della preziosa eredità che egli ha lasciato al paese, ovvero la fondazione della Scuola Normale Rurale dell'Alta Irpinia, meglio conosciuta con il nome che le venne attribuito dopo la riforma di Gentile, il Magistrale. E dunque sono state pubblicate le foto del celebre Istituto. ritratto in eterogenei momenti della sua ultracentenaria storia, e di taluni elementi caratteristici dello stesso, oltre a scritti desanctisiani che parlano di Lacedonia.

L'incontro, moderato da Antonio Pignatiello, presidente della Pro Loco, ha visto gli interventi di Leonardo Quatrale, dell'ottimo preside Antonio Bozzone e dei sindaci di Lacedonia e Morra De Sanctis Antonio Di Conza e Pietro Mariani.

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Quando mi accade di entrare, per le più eterogenee ragioni, nel Centro Sant'Anna, una residenza che ospita, cura e recupera a Lacedonia persone in stato di disagio psichico, confesso che il mio cuore si apre alla speranza e si rallegra. Non sono mai stato insensibile alla sofferenza altrui, ragion per la quale gli evidenti  segni della riabilitazione in fieri, che riscontro negli amici ospitati, mi rallegrano molto. Un periodo di volontariato tra quelle mura me li aveva resi particolarmente cari e sono veramente contento di poter affermare che li trovo sempre meglio ogni volta che vado a trovarli. Merito della organizzazione ineccepibile, da un canto, e dall'altro della sensibilità estrema di tutto il personale impiegato, cui si associa una professionalità inappuntabile. L'occasione di incontro mi è stata offerta oggi da una festa prenatalizia, con apertura alla società civile, durante la quale sono stati presentati i lavori che gli ospiti producono nel corso degli svariati laboratori artistici cui partecipano, a cominciare da quello di pittura e di lavorazione dell'argilla. Non hanno disertato l'appuntamento gli amministratori locali, a cominciare dal sindaco, e i rappresentanti delle associazioni, Pro Loco "G. Chicone", US Lacedonia, UNLA etc.

Il filosofo francese Michel Foucault ebbe a sostenere che «l'uomo è la più fragile delle creature», ma non è forse vero che il grande valore del cristallo, rispetto al semplice vetro, risiede nella sua fragilità? Ecco come dunque vedo gli ospiti del centro: sono puri, trasparenti come il cristallo, ancorché com'esso fragili, e sono felice dunque che siano affidati a personale capace e competente che li tratta con grande dedizione, come si usa fare con ciò che di più delicato ed al contempo prezioso esista.

In fin dei conti la civiltà di una società si misura anche dalla cura che ha dei propri esponenti più fragili!

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caccia

Un gran numero di persone ha partecipato, domenica 17 del mese corrente, alla seconda edizione dell’evento venatorio denominato “La Battuta del Distretto”, organizzato dal Distretto di caccia al cinghiale “Alta Irpinia”. Hanno partecipato innumerevoli squadre provenienti da cinque comuni, ovvero, in ordine alfabetico, Aquilonia, Bisaccia, Lacedonia, Monteverde e Senerchia.

È da riferire che, nei fatti, i cinghiali ormai costituiscono un vero e grave problema in virtù dell’introduzione in natura di specie non autoctone ed estremamente prolifiche, ragion per la quale gli agricoltori dell’Irpinia intera, in particolare di quella orientale, sono quasi sull’orlo di una crisi di nervi, considerate le frequenti devastazioni delle loro coltivazioni, mentre l’ecosistema di zona è in via di completo stravolgimento.

Al di là di questo, è da riferire che nel corso della caccia sono stati abbattuti due esemplari, i quali, dopo che le loro carni sono state sottoposte ad analisi zooprofilattiche per verificarne la salubrità, sono stati donati alla Caritas di Avellino per il pranzo di Natale degli indigenti.

Nel pomeriggio, a margine della battuta, si è tenuto un convegno presso il Castello Ducale di Bisaccia, nel cui corso sono intervenuti il Presidente del Distretto di caccia al cinghiale “Alta Irpinia” Giuseppe De Meo, i sindaci Marcello Arminio (Bisaccia), Antonio Di Conza (Lacedonia), Franco Ricciardi (Mo0nteverde), Giancarlo De Vito (Aquilonia) e Beniamino Grillo (Senerchia), il capo della segreteria del Presidente della Regione Campania Franco Alfieri e il Presidente della Commissione Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Campania Maurizio Petracca.

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coldi

Non c’è stata società umana, nella storia, che non abbia avvertito il bisogno di ingraziarsi la divinità per agevolare i raccolti, in epoche remote, come oggi, più che mai dipendenti dai mutevoli capricci della natura. E, non di meno, la ritualità propiziatoria è sempre stata seguita o accompagnata da quella protesa a ringraziare le deità. Tra i Maya, ad esempio, ci si spingeva fino al punto di celebrare sacrifici umani. In epoca romana, per non dire delle moltissime altre festività connesse al mondo rurale, si celebravano i Cerealia, ogni 12 di aprile, in onore della dea Cerere. Con l’avvento del Cristianesimo l’uso non si è affatto interrotto, ma naturalmente agli dei del pantheon romano sono stati sostituiti i santi cristiani, a vario titolo protettori delle pratiche agricole. Il ringraziamento di Lacedonia, posto in essere dalla locale sezione della Coldiretti presieduta da Rosanna Pagliuca, non vede un santo in particolare, ma è rivolto direttamente a Dio, per il tramite della celebrazione di una Santa Messa, seguita da un’offerta di prodotti all’altare e quindi da una sfilata di trattori, benedetti per l'occasione, da don Roberto Di Chiara - un tempo erano carri trainati da buoi e cavalli - ed infine da un pranzo conviviale. La festa dell’anno in corso assume un valore particolare, perché la cerealicoltura italiana è veramente a rischio di fallimento, come ha fatto rilevare il vicedirettore provinciale della Coldiretti dott. Gerardo Palladino con parole molto eloquenti: «Come ormai da mezzo secolo - la locale sezione Coldiretti ha aperto nel 1954 - anche quest’anno, secondo tradizione, è stata celebrata la sempre sentita festa del Ringraziamento. Che questa sia una zona cerealicola lo si capisce dai numeri a tre cifre dei cavalli stampati sulle lamiere dei trattori. Tanta energia per dissodare terreni marginali e tenaci da investire a grani di alta qualità. Purtroppo sempre in concorrenza con produzioni estere che conquistano i nostri mercati non certo per qualità. I nostri agricoltori ringraziano madre terra per i loro raccolti, gli altri devono ringraziare quella politica che è soltanto madre del business». E naturalmente il dirigente si riferisce al famigerato CETA, un accordo economico stipulato tra UE e Canada per abbattere i dazi doganali e consentire, in tal modo, al grano canadese di inondare il mercato nazionale. Il problema è nel fatto che i cereali canadesi sono trattati con il glisofato, un composto chimico che diserba e permette la maturazione prematura del frumento, consentendo, così, di proporlo ad un prezzo minore rispetto a quello italiano: peccato soltanto che la IARC (International Agency for Research on Cancer) abbia classificato la sostanza, nel 2015, come «probabile cancerogena per l’uomo» inserendola nella categoria 2A, quella che comprende, ad esempio, il DDT, gli steroidi anabolizzanti, ma anche le emissioni da frittura di oli ad alta temperatura e quelle da biomasse domestiche. Per quanto l’EFSA (Agenzia europea per la sicurezza alimentare) non ritenga che costituisca un pericolo, mentre l’OMS e la FAO affermino che «è improbabile che il glifosato comporti un rischio cancerogeno per gli uomini come conseguenza della esposizione attraverso la dieta», tuttavia la valutazione della IARC non può essere ignorata. Se pure hanno ragione gli organismo europei circa l’assenza di pericolosità, e questo credo sia ancora da dimostrare, nondimeno il danno economico per l’economia nazionale è piuttosto sostanzioso e potrebbe condurre ad un nuovo abbandono delle terre come già avvenne ai tempi della grande emigrazione verso il nord. Credo che sia anche per questo che Coldiretti abbia lanciato un’iniziativa a livello nazionale invitando tutti i Comuni d’Italia a deliberare contro il CETA. A Lacedonia è stato lo stesso Palladino, che è consigliere di opposizione, a proporre al Consiglio comunale di deliberare in tal senso, richiesta che è stata accolta all’unanimità. Quando si tratta della salute e dell’interesse pubblico o, almeno, della tutela di un settore strategico come quello agricolo, constatiamo con grande piacere una convergenza che travalica le diverse visioni politiche e gli eterogenei schieramenti.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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