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zichella

Ormai è chiaro che il nostro futuro, almeno quello prossimo, è strettamente connesso alle tecnologie informatiche e alla possibilità di interazione a distanza. La qual cosa vale anche e soprattutto per le dinamiche formative che impegnano la scuola a tutti i livelli, da quella dell'infanzia all'università. A dire il vero gli atenei italiani si sono prontamente adeguati, anche in virtù di una dimestichezza con il mondo digitale abbastanza avanzata rispetto ai livelli scolastici dell'obbligo. Fatto è che sempre più studenti compiono il passo finale del loro percorso di studi da casa propria, cosa che inibisce, posso garantirlo, soltanto la possibilità di festeggiare in compagnia di amici e parenti, come sarebbe giusto, ma nulla toglie però alla qualità della discussione della tesi.

A Lacedonia ha discusso la sua tesi stamattina, 8 aprile del 2020, SIMONA ZICHELLA, che ha conquistato, presso l'Università di Teramo, la laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari.

Vogliamo porgere i nostri migliori auguri di un futuro radioso, soprattutto in un ambito come questo, strettamente connesso alla tutela della salute individuale e pubblica, quale è appunto quello che concerne l'alimentazione umana.

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umberto

Voglio esternare le mie felicitazioni a Umberto Cardellicchio, che ha realizzato il sogno di laurearsi in economia con la discussione della tesi di  laurea ieri, pur tenutasi in videoconferenza per le nuove disposizioni governative in materia di prevenzione del contagio da coronavirus. Nonostante sia stato costretto a parlare attraverso un monitor, Umberto è stato estremamente brillante, al punto da meritare i complimenti della commissione. Gli stessi, amplificati, che gli rivolgo io, tenuto conto della tenacia con la quale una persona sposata, impegnatissima nella cura della famiglia, della moglie e dei figli, oltre che nel lavoro, ha perseguito i suoi obiettivi raggiungendoli. Credo sia un esempio per tante persone che, pur potendo agire, si lasciano invece andare alla corrente dell'apatia. Complimenti, Umberto.

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copertina

Questa è certamente una notizia che non avrei mai voluto dare, perché io per primo ne sono scosso. In maniera estremamente prematura è transitato ad altra, e spero luminosissima dimensione dell’essere, Nicola Bianco. Una malattia, che egli ha affrontato con estrema dignità fino alla fine, pur nella sofferenza non comune, lo ha strappato a quanti, e sono in tantissimi, gli hanno voluto bene e a quelli, del pari moltissimi, che lo hanno sempre stimato e che hanno avuto l’onore di godere della sua amicizia. Io sono tra coloro i quali di Nicola apprezzano (mi si consenta di parlare al presente) la grandissima cultura, molto vasta e profonda, la sua umanità, la sua coerenza, il cuore gigantesco. È stato, peraltro, una vera leggenda del calcio locale (ma non solo, come dirò), giocando nella mitica Folgore. Lo ricordo, da ragazzo, danzare nel campo e, non me ne vogliano i tanti amici che hanno vestito quella maglia, è stato certamente il migliore tra i numeri 10 della storia calcistica lacedoniese, una mezzapunta dotata di un tocco di palla di gran classe e di una tecnica "pazzesca", un brasiliano che faceva veramente divertire il pubblico con le sue trovate: un vero pilastro in ogni squadra nella quale ha giocato. Fatto è che appena ventenne cominciò a lavorare come istitutore a Prato, in Toscana, ove fu notato da Ferruccio Valcareggi, l'allenatore della nazionale italiana che aveva ottenuto il secondo posto ai mondiali di Mexico 70. Un uomo, Valcareggi, d'altri tempi, dotato di un notevolissimo fiuto, che aveva lasciato la nazionale, ma senza rinunciare a rimanere nel mondo calcistico, avendo cominciato a collaborare proprio con il Prato, essendo egli toscano, che all'epoca militava in Serie C, ma che aveva intenzione di scalare le vette fino alla A. E il vecchio Ferruccio notò questo giovanotto che si era stabilito nei dintorni di Firenze da tre mesi soltanto, ma che si era già distinto giocando alcune partite. Lo fece contattare con l'intenzione di inserirlo in squadra come professionista. Nicola Bianco fu tentato, ma disgraziatamente in quel periodo perse suo padre e decise di tenere fede a quanto gli aveva promesso, ovvero di conseguire una laurea, anche a costo di rinunciare alla carriera calcistica, cosa che peraltro fece. Negli anni però ha giocato in diverse squadre toscane, ma senza compromettere quanto si era prefisso. Ha trascorso la sua vita da docente acquistando grande stima in ogni luogo si sia trovato ad interagire e dimostrando che per essere veri uomini non c'è affatto bisogno di calarsi nella luce dei riflettori mediatici. Un grande calciatore e un grande uomo. Sono veramente addolorato e sono convinto di interpretare i sentimenti della gran parte della popolazione della sua Lacedonia esprimendo tutto il mio cordoglio per questa grave perdita.

BIANCO 4

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Come è noto la pratica della transumanza è stata dichiarata dall'Unesco patrimonio dell'umanità e Lacedonia, nel territorio regionale campano, risulta essere il solo comune all'uopo citato e considerato per quel che concerne possibili sviluppi progettuali. Non sorprende, dunque, che la redazione di RAI 3 Campania abbia scelto proprio tale paese per dar vita ad una serie di servizi concernenti le antiche pratiche pastorali seminomadi, il primo dei quali, a cura del bravissimo giornalista Rino Genovese, è stato posto in essere proprio stamattina (10 gennaio 2020) in Piazza "De Sanctis".

Un coloratissimo corteo di bambini delle scuole primarie dell'IOS guidato dall'ottima D. S. dott.ssa Alfonsina Manganiello, con molti alunni abbigliati in abiti tradizionali, ha colorato oltremodo la manifestazione, perché laddove c'è l'infanzia c'è anche entusiamo accompagnato da autentica allegria.

Tanto le associazioni di settore, quali la Coldiretti, quanto le aziende agricole del settore caseario hanno partecipato attivamente alla logistica, soprattutto per quel che concerne la presentazione dei prodotti tipici locali.

Da citare, doverosamente, l'amministrazione comunale, che ha curato nei dettagli l'organizzazione, spendendosi per la buona riuscita dell'evento, al quale peraltro ha partecipato nella sua completezza, a cominciare dal primo cittadino Antonio Di Conza.

Chi scrive auspica che poca favilla gran fiamma secondi, per parafrasare la nota espressione dantesca, nel senso che la transumanza vada a costituire un attrattore ulteriore per un territorio già di per sè ricco di potenzialità che vanno messe a frutto.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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