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ROSSELLINI

Una celebre scena di Roma Città Aperta, con AlòdoFabrizi e Anna Magnani

Per antonomasia gli esordi del grande Neorealismo cinematografico italiano si fanno risalire agli inizi del quarto decennio del secolo XX, con precisione al 1943, anno al quale data la pellicola Ossessione di Luchino Visconti. Ma la popolarità a livello mondiale tale movimento, che attrasse cineasti i quali sarebbero assurti ad estrema fama (Rossellini, Antonioni, Visconti, De Sica, Germi ecc.), la ottenne nel 1945 con un capolavoro firmato da Roberto Rossellini, Roma Città Aperta, ad oggi ancora una delle pellicole in assoluto più belle di tutta la storia del cinema. Al 1946 data l'altro celeberrimo lavoro del regista in questione, Paisà,che con quello appena citato fa parte della Trilogia della guerra antifascista, destinata a chiudersi con Germania anno zero. 

Del ruolo essenziale rivestito da Rossellini nell'ambito del Neorealismo, che agli inizi attinse suggestioni tanto al Verismo italiano d'inizio secolo, a quello di Verga innanzitutto, quanto al Realismo poetico francese, si discuterà sabato 20 maggio, con inizio alle ore 10.30, presso l'Auditorium ITE, in Via Pittoli a Calitri. Porterà i saluti il D. S. prof. Gerardo Vespucci, mentre ad introdurre sarà la prof.ssa Concetta Zarrilli e a relazionare il prof. Massimo Mirra.

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DE SAN

Quanto abbia influenzato Francesco De Sanctis il decorso evolutivo della comunità di Lacedonia nel corso del secolo XX è storia nota. Ancora oggi la Scuola superiore che egli vi volle costruire accoglie alunni ed ancora - come ben sanno i docenti di terza fascia - i quattro anni di "magistrale" costituiscono un titolo di studio "finito", ovvero potenzialmente in grado di offrire la possibilità di accesso diretto al lavoro da insegnante della scuola primaria. Naturalmente tale tipo di scuola è soltanto un lontano ricordo, perché le riforme intervenute negli anni hanno mutato le cose, naturalmente in peggio, tal che ai giorni nostri, per accedere alla funzione, e quindi al ruolo, di docente di goni ordine e grado, oltre al diploma occorre in primis la laurea, quindi l'abilitazione, il TFA, qualche master particolare e il superamento di un concorso con una buona dose di fortuna (che naturalmente non serve laddove si sia raccomandati). Al di là dell'ironia, veramente facile in questo caso, è da dire che l'iniziativa desanctisiana centralizzò Lacedonia, sotto il profilo degli studi, facendone un centro didattico di importanza almeno interregionale, se non internazionale nei primi decenni del secolo decimonono, e questo fino a tutti gli anni settanta del 1900, ovverossia fino a quattro decenni or sono all'incirca. 

Onde commemorarne i 200 anni dalla nascita, il Comitato Provinciale per le celebrazioni del Bicentenario, del quale Lacedonia è parte, farà tappa proprio nel paese del "Magistrale" sabato 20 del corrente mese di maggio. L'appuntamento è fissato per le ore 10.00 presso il Teatro Comunale. I saluti sarannop affidatio al Presidente della Provincia Domenico Gambacorta e al Sindaco di Lacedonia Antonio Di Conza, mentre a relazionare saranno  Giuseppe Gargani e Biagio De Giovanni, dell'Università degli Studi di napoli "L'Orientale". Il tema della conferenza è: «De Sanctis e l'impegno etico politico».de sanctis    

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SANGREGORIO

Nell'ambito dell IX edizione degli Incontri di Arte, Economia e Scienza, che l'IIS "A. M. Maffucci" pone in essere con una fitta serie di interessantissimi appuntamenti di solito verso la fine dell'anno scolastico, domani, presso l'Auditorium dell'Istituto situato in Via Circumvallazione, con inizio alle ore 11.30, si discuterà di Tradizione ed Economia in Irpinia con i rappresentanti di un'affermatissima azienda del comparto viticolo ed enologico, ma anche gastronomico: I Feudi di San Gregorio, che trovano la loro sede produttiva ed operativa a Sorbo Serpico. La viticoltura, per eterogenee zone dell'Irpinia, costituisce non soltanto connotato riferibile alla tradizione e a consolidati costumi maturati per secoli nell'ambito della civiltà contadina, ma anche un'importantissima voce economica, con un export di tutto rispetto, soprattutto perché il modus operandi è vincolato da rigidissimi criteri che s'ispirano alla cultura della qualità. Naturalmente anche la natura dei luoghi, ovvero la qualità del terreno, gioca un ruolo importante, ma la differenza vera la fa sempre l'intervento umano. Questo è il tratto caratteristico dei Feudi di San Gregorio, che si sono dedicati anche alla gastronomia aprendo un ristorante, il Marennà, che in soli tre anni si è guadagnato la Stella Michelin. E proprio il Maitre del ristorante, Angelo Nudo, relazionerà sul particolare argomento de quo, seguito dal gastronauta, ovvero navogatore nel mare dell'alta gastronomia, Antonio Vespucci. L'introduzione è curata dal D. S. Prof. Gerardo Vespucci. Come mai un tale incontro? La lungimiranza è virtù che dalle parti del "Maffucci" non difetta per nulla: certamente il nostro preside sta aprendo la via all'Indirizzo Agrario che dal prossimo anno arricchirà l'offerta formativa della Scuola superiore di Calitri. E chi vuole provi pure a smentirmi: farà certamente un buco nell'acqua (pardon, in questo caso nel "vino", nell'ottimo vino dei Feudi di San Gregorio).

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danza

Sono di Lacedonia, sono giovanissime e sono guidate dal maestro di danza Michele Francavilla. Sono in sei ed hanno creato un gruppo veramente molto affiatato che va raccogliendo allori dovunque partecipi alle competizioni. Ultima soddisfazione, in ordine di tempo, quella di ieri presso il Palasport di Ariano Irpino, ove sono riuscite a salire sul gradino più alto del podio vincendo nelle competizioni di ballo latino e latin pop. In verità avevano stravinto anche a Gaeta il 27 novembre dello scorso anno, ma il plusvalore di questa gara è consistito soprattutto nella qualità del "giudice" che ha decretato il loro successo: si tratta infatti della celebre ballerina russa, naturalizzata italiana, Natalia Titova. E scusate se è poco. Brave, dunque, le ragazze, sopra ritratte in foto con Iris, titolare dell'associazione Pantera Dance, e Michele Francavilla. I loro nomi sono: Debora Damiano, Marianna Franciosi, Alda Rizzi, Giulia Gargano, Alice Megliola e Maria Protano.

I paesi dell'Irpinia orientale, ma in verità quelli di tutto l'osso appenninico, soltanto in apparenza non offrono stimoli esistenziali, ovverossia non li offrono a coloro i quali non li cercano, perché in sostanza è possibile praticare molte delle attività alle quali è possibile accedere nelle grandi città, con il vantaggio di potercisi dedicare con maggior impegno, perché meno distratti da altre cose. Nella danza perenne della vita, anche Lacedonia balla e, a quel che sembra, ad alti livelli.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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