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Questa è certamente una notizia che non avrei mai voluto dare, perché io per primo ne sono scosso. In maniera estremamente prematura è transitato ad altra, e spero luminosissima dimensione dell’essere, Nicola Bianco. Una malattia, che egli ha affrontato con estrema dignità fino alla fine, pur nella sofferenza non comune, lo ha strappato a quanti, e sono in tantissimi, gli hanno voluto bene e a quelli, del pari moltissimi, che lo hanno sempre stimato e che hanno avuto l’onore di godere della sua amicizia. Io sono tra coloro i quali di Nicola apprezzano (mi si consenta di parlare al presente) la grandissima cultura, molto vasta e profonda, la sua umanità, la sua coerenza, il cuore gigantesco. È stato, peraltro, una vera leggenda del calcio locale (ma non solo, come dirò), giocando nella mitica Folgore. Lo ricordo, da ragazzo, danzare nel campo e, non me ne vogliano i tanti amici che hanno vestito quella maglia, è stato certamente il migliore tra i numeri 10 della storia calcistica lacedoniese, una mezzapunta dotata di un tocco di palla di gran classe e di una tecnica "pazzesca", un brasiliano che faceva veramente divertire il pubblico con le sue trovate: un vero pilastro in ogni squadra nella quale ha giocato. Fatto è che appena ventenne cominciò a lavorare come istitutore a Prato, in Toscana, ove fu notato da Ferruccio Valcareggi, l'allenatore della nazionale italiana che aveva ottenuto il secondo posto ai mondiali di Mexico 70. Un uomo, Valcareggi, d'altri tempi, dotato di un notevolissimo fiuto, che aveva lasciato la nazionale, ma senza rinunciare a rimanere nel mondo calcistico, avendo cominciato a collaborare proprio con il Prato, essendo egli toscano, che all'epoca militava in Serie C, ma che aveva intenzione di scalare le vette fino alla A. E il vecchio Ferruccio notò questo giovanotto che si era stabilito nei dintorni di Firenze da tre mesi soltanto, ma che si era già distinto giocando alcune partite. Lo fece contattare con l'intenzione di inserirlo in squadra come professionista. Nicola Bianco fu tentato, ma disgraziatamente in quel periodo perse suo padre e decise di tenere fede a quanto gli aveva promesso, ovvero di conseguire una laurea, anche a costo di rinunciare alla carriera calcistica, cosa che peraltro fece. Negli anni però ha giocato in diverse squadre toscane, ma senza compromettere quanto si era prefisso. Ha trascorso la sua vita da docente acquistando grande stima in ogni luogo si sia trovato ad interagire e dimostrando che per essere veri uomini non c'è affatto bisogno di calarsi nella luce dei riflettori mediatici. Un grande calciatore e un grande uomo. Sono veramente addolorato e sono convinto di interpretare i sentimenti della gran parte della popolazione della sua Lacedonia esprimendo tutto il mio cordoglio per questa grave perdita.

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Come è noto la pratica della transumanza è stata dichiarata dall'Unesco patrimonio dell'umanità e Lacedonia, nel territorio regionale campano, risulta essere il solo comune all'uopo citato e considerato per quel che concerne possibili sviluppi progettuali. Non sorprende, dunque, che la redazione di RAI 3 Campania abbia scelto proprio tale paese per dar vita ad una serie di servizi concernenti le antiche pratiche pastorali seminomadi, il primo dei quali, a cura del bravissimo giornalista Rino Genovese, è stato posto in essere proprio stamattina (10 gennaio 2020) in Piazza "De Sanctis".

Un coloratissimo corteo di bambini delle scuole primarie dell'IOS guidato dall'ottima D. S. dott.ssa Alfonsina Manganiello, con molti alunni abbigliati in abiti tradizionali, ha colorato oltremodo la manifestazione, perché laddove c'è l'infanzia c'è anche entusiamo accompagnato da autentica allegria.

Tanto le associazioni di settore, quali la Coldiretti, quanto le aziende agricole del settore caseario hanno partecipato attivamente alla logistica, soprattutto per quel che concerne la presentazione dei prodotti tipici locali.

Da citare, doverosamente, l'amministrazione comunale, che ha curato nei dettagli l'organizzazione, spendendosi per la buona riuscita dell'evento, al quale peraltro ha partecipato nella sua completezza, a cominciare dal primo cittadino Antonio Di Conza.

Chi scrive auspica che poca favilla gran fiamma secondi, per parafrasare la nota espressione dantesca, nel senso che la transumanza vada a costituire un attrattore ulteriore per un territorio già di per sè ricco di potenzialità che vanno messe a frutto.

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Come è noto, sono diverse le statue di Nostra Signora di Fatima, che, consacrate nel luogo ove il 3 di maggio del 1917 apparve ai tre pastorelli Lucia, Jacinta e Francisco, vengono condotte in pellegrinaggio perenne, nei più eterogenei luoghi del globo, dagli Enti ecclesiastici ai quali sono state affidate. In questi giorni, precisamente dal 5 all8 dicembre, il simulacro della Santissima Vergine Maria, quello affidato al G.A.M. (Gioventù Ardente Mariana), è in missione a Lacedonia, accompagnata dai religiosi di tale ordine, invitati dal parroco don Giuseppe.

Molto toccante la cerimonia di accoglienza, con santa Messa solenne presieduta dal vescovo della diocesi di Ariano – Lacedonia, S. E. mons. Sergio Melillo.

Dai pressi della chiesa di santa Maria della cancellata, ove è giunta, la venerata statua è stata condotta in processione in cattedrale, ove le è stata collocata sul capo la corona di Regina dal sindaco avv. Antonio Di Conza, mentre tra le mani il vescovo le poneva quella del santo Rosario.

Molto intenso il calendario delle attività, tra le quali è prevista anche una visita nelle case private della popolazione da parte dei missionari e un’adorazione notturna del santissimo Sacramento, che si terrà nella notte tra i 7 e l’8.

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Trova il suo incipit operativo oggi, 29 novembre 2019, il progetto “Benessere Giovani”, POR FSE CAMPANIA 2014/2020, che la Regione Campania ha finanziato al comune di Monteverde.

Si punta, naturalmente, sull’accoglienza turistica, che si avvia a diventare il vero volano del futuro sviluppo (ma per molti aspetti anche di quello presente), di un paese dell’Alta Irpinia da anni impegnato nella lotta al depauperamento antropico che, purtroppo, colpisce tutte le zone interne.

Monteverde è assurto agli onori nazionali ed europei per le sue connotazioni di borgo dell’accoglienza e su questo punta il progetto de quo, per il cui tramite si vuole tentare di distinguersi, al fine di pervenire all’unicità, per un tipo di turismo diverso, di nicchia, ma molto richiesto. Con Benessere Giovani s’intendono abbattere ulteriormente le barriere architettoniche non solo da un punto di vista strutturale ma anche sensoriale. L'esercizio dei cinque sensi viene messo a sistema per la massima fruizione turistica di Monteverde attraverso la formazione dei giovani motivati e preparati alla cultura dell’accoglienza: “tutti” i visitatori potranno vivere l'esperienza di una "sensorialità turistica" partecipando anche alla produzione dei prodotti d'eccellenza del posto, come la birra artigianale, che rappresenterà un supporto fisico di conoscenza dei luoghi: profumo, sapore, colore, differenza dei malti, nell'esaltazione dei cinque sensi. Una valorizzazione del territorio e delle sue unicità che sappia tenere in debito conto gli strumenti per promuovere il turismo dell’accoglienza. Il progetto prevede il coinvolgimento dell'Istituto Maffucci di Calitri e con il suo indirizzo artistico è previsto anche un mini laboratorio di ceramica.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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