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giordano

Nessuno dei giovanissimi allievi della scuola di musica "Umberto Giordano" di Lacedonia, diretta dal M°Emiddio Onorato, ha voluto far mancare il proprio contributo sonoro alla esecuzione dell'Inno di Mameli, in onore di quanti, nella comunità locale, si stanno prodigando per mitigare l'emergenza o per contrastare il contagio da Covid 19. Ognuno da casa sua ha eseguito la parte del brano relativa al proprio strumento sotto la direzione del maestro, che peraltro è anche ingegnere informatico e quindi possiede le competenze necessarie per porre in essere tal sorta di iniziative. Infatti egli ha assemblato sapientemente la parte sonora, mentre il giovanissimo Antonio Pandiscia ha poi eseguito l'editing del video.

È da dire che Emiddio non ha fatto mancare in queste settimane di isolamento la sua presenza virtuale ai giovanissimi, tanto è vero che le lezioni di musica sono state tenute in videoconferenza. Dunque una nuova generazione di piccoli musicisti va crescendo a Lacedonia, in continuità con la filosofia del M° Michele Lannunziata, che operò a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso, ed il cui testimone, passato per lunghissimi anni al M° Rocco Di Geronimo, è poi approdato nelle mani di Emiddio Onorato, che ancora insegna gratuitamente e nel segno del volontariato, come hanno sempre fatto i suoi predecessori.

Il video

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uova di pasqua

Se questi giovani sono il "futuro", parola mia!, credo proprio che sarà un futuro radioso. Gli aderenti al gruppo informale "I Ragazzi del Salotto" hanno dimostrato, nell'attuale grave contingenza, una disponibilità all'aiuto disinteressato ed uno spirito di solidarietà veramente encomiabili. Accanto agli operatori e responsabili istituzionali (l'Ente comunale e la Polizia municipale), sono loro, infatti, l'asse portante della locale protezione civile, avendo risposto, fin da subito, all'appello rivolto ai potenziali volontari. Si prendono cura soprattutto degli anziani, ai quali prestano aiuto in tutti i modi possibili, a cominciare dal disbrigo delle incombenze quotidiane che essi non possono espletare. Sono stati loro a consegnare le mascherine, porta a porta, che il Comune  è riuscito a procurarsi nell'ambito delle innumerevoli attività che svolge per prevenire il contagio. Hanno dato una mano anche al progetto della Caritas e sempre del Comune, chiamato "Carrello Solidale", consistito in una raccolta di viveri (ancora in corso, attraverso la spesa solidale) che poi sia il parroco don Giuseppe e sia loro stessi, per conto dell'Amministrazione comunale, distribuiscono alle famiglie che ne fanno richiesta avendone veramente bisogno (naturalmente, in tempi nei quali chi attinge la sopravvivenza al proprio lavoro quotidiano si trova in notevoli difficoltà e fortunatamente, sia pure con qualche pudore, riesce a chiedere un aiuto che gli viene immancabilmente prestato, perché incontra una grande disponibilità da parte delle istituzioni civili e religiose).

Ultima in ordine di tempo, ma non meno importante, è una iniziativa che hanno posto in essere autonomamente: la compera e la distribuzione a tutti i bambini di Lacedonia, nessuno escluso, ed ovviamente quelli compresi nella fascia di età tra gli 0 e i 13 anni, di uova pasquali, la qual cosa, in verità, è stata possibile anche in grazia della cospicua donazione economica di una persona che ha voluto restare nell'anonimato.

Lo hanno fatto nel segno della volontà di donare un sorriso ai fanciulli, che insieme agli anziani sono forse i soggetti che maggiormente soffrono per la situazione di confinamento forzato tra le mura domestiche. Sul bigliettino di auguri accluso insiste una frase evangelica a me particolarmente cara: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come un bambino non vi entrerà» (Mc 10.13-16).

Credo proprio che la solidarietà avvicini anche la nostra esistenza terrena al regno di Dio, perché rende il mondo un posto migliore. E se la solidarietà germoglierà da questi semi, anche Lacedonia sarà certamente un luogo migliore. Merito dei ragazzi: chapeau a loro!

uova di pasqua 1

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zichella

Ormai è chiaro che il nostro futuro, almeno quello prossimo, è strettamente connesso alle tecnologie informatiche e alla possibilità di interazione a distanza. La qual cosa vale anche e soprattutto per le dinamiche formative che impegnano la scuola a tutti i livelli, da quella dell'infanzia all'università. A dire il vero gli atenei italiani si sono prontamente adeguati, anche in virtù di una dimestichezza con il mondo digitale abbastanza avanzata rispetto ai livelli scolastici dell'obbligo. Fatto è che sempre più studenti compiono il passo finale del loro percorso di studi da casa propria, cosa che inibisce, posso garantirlo, soltanto la possibilità di festeggiare in compagnia di amici e parenti, come sarebbe giusto, ma nulla toglie però alla qualità della discussione della tesi.

A Lacedonia ha discusso la sua tesi stamattina, 8 aprile del 2020, SIMONA ZICHELLA, che ha conquistato, presso l'Università di Teramo, la laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari.

Vogliamo porgere i nostri migliori auguri di un futuro radioso, soprattutto in un ambito come questo, strettamente connesso alla tutela della salute individuale e pubblica, quale è appunto quello che concerne l'alimentazione umana.

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umberto

Voglio esternare le mie felicitazioni a Umberto Cardellicchio, che ha realizzato il sogno di laurearsi in economia con la discussione della tesi di  laurea ieri, pur tenutasi in videoconferenza per le nuove disposizioni governative in materia di prevenzione del contagio da coronavirus. Nonostante sia stato costretto a parlare attraverso un monitor, Umberto è stato estremamente brillante, al punto da meritare i complimenti della commissione. Gli stessi, amplificati, che gli rivolgo io, tenuto conto della tenacia con la quale una persona sposata, impegnatissima nella cura della famiglia, della moglie e dei figli, oltre che nel lavoro, ha perseguito i suoi obiettivi raggiungendoli. Credo sia un esempio per tante persone che, pur potendo agire, si lasciano invece andare alla corrente dell'apatia. Complimenti, Umberto.

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