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Venerdi 1

Ph Raffaele Ciminera

Comunicato del Comitato Venerdì Santo – Vallata.

Il 18 e 19 aprile, a Vallata, in provincia di Avellino, rivivrà il centenario rito del Venerdì Santo. A differenza di molti altri eventi legati alla Passione, quello di Vallata è da considerarsi uno dei più antichi e uno dei più suggestivi riti dell’intero Mezzogiorno d’Italia. Tradizionale e spettacolare rappresentazione religiosa, infatti, si svolgerebbe dal 1541, anno della prima attestazione storiografica, secondo la quale la fiorente comunità ebraica, stabilitasi in paese e dedita al commercio di bestiame, lungo la rotta verso la vicina Puglia, si convertì al cristianesimo e prese parte a tali rappresentazioni. Le prime fotografie invece risalgono al 1928: in esse sono già ben evidenti le caratteristiche uniche del Venerdì Santo di Vallata. La passione di Cristo viene ricordata con una commossa rievocazione, una processione, lontana dalle rappresentazioni sacre così diffuse nel medioevo, diversa da una via crucis. La tradizione vuole che i giovani si vestano da soldato romano in costume da littore o da centurione, come prova di iniziazione attraverso l'esibizione fisica, sfidando i rigori di una primavera che quasi sempre tarda a venire in un paese di 870 m/slm.. , indossando una corazza e sfilando tra la folla, che assiste al lento dipanarsi della rappresentazione religiosa, per denunciare la propria esistenza alla comunità. Oltre ai simboli del potere romano (dall’ Aquila latina con due alabardieri alla Grande Guida, da Cesare Imperatore con Lictores a Pilato), sfilano i cosiddetti "Misteri", oggetti simbolo esibiti dagli incappucciati, e tele settecentesche, di antica fattura, rappresentanti le scene della vita e della morte di Cristo, con frasi del racconto evangelico di San Giovanni. Partecipano alla Processione circa duecento figuranti. Il passo di tutti è cadenzato dal ritmo di un suono caratteristico di tromba e tamburo, che contribuisce a creare un ambiente di commossa riflessione sul grande mistero di dolore di Cristo. Tale meditazione è ulteriormente sollecitata da alcuni “cantori” che, in gruppi di cinque o sei elementi, cantano i versi della "Passione di Gesù Cristo" di Pietro Metastasio, composti nel secondo periodo della sua vasta produzione caratterizzato dal suo melodramma ispirato a sincera devozione e slancio mistico. I versi, per la loro scarsissima diffusione letteraria, sono stati per anni tramandati oralmente o attraverso incerti scritti, per cui avevano preso un forte accento dialettale risultando incomprensibili alla maggioranza degli astanti. Tuttavia, le suggestioni della musicalità, della gestualità e dei vocalismi riescono a creare un indiscutibile e meraviglioso effetto. Chiudono la processione il feretro del Cristo morto circondato dal sindaco e dai medici del paese e l’Addolorata circondata da bambine con bandierine listate a lutto. L’appuntamento dunque è per il 18 aprile, quando all’imbrunire, dopo la funzione religiosa con la consueta lavanda dei piedi, si svolgerà la suggestiva processione “aux flambeaux” del Giovedì Santo, con cattura, condanna e flagellazione del Cristo. L’indomani, venerdì 19 aprile, alle ore undici prenderà il via la cinquecentenaria processione del Venerdì Santo o del Cristo Morto.

venerdì 2

Ph Antonio Sena

venerdì2

Ph Antonio Sena

venerdì3

Ph Antonio Sena

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diderot

Uno dei trenta volumi della prima edizione completa, la cosiddetta Edizione Pisana, dell'Encyclopédie, ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers, di Diderot e d'Alembert, anno 1724.

Una visione ad ampio spettro del patrimonio culturale locale, dall’archeologia alla paleontologia, dall’antropologia ai beni ambientali, focalizzando l’attenzione su una utenza potenzialmente interessata ad attrattori importantissimi che trovano il solo ostacolo nell’essere all’atto ancora poco conosciuti: questa l’offerta del corso de quo, posto in essere dal CCEP UNLA, per quel che concerne una cospicua parte, come da convenzione stipulata con il Comune di Lacedonia, e dalla Pro Loco “G. Chicone”, e per essa dal MAVI, per la parte di competenza.

L’obiettivo precipuo è quello di trasmettere al maggior numero di persone, di ogni età, la conoscenza puntuale di ciò che il territorio offre, perché tale patrimonio finalmente emerga dall’oblio nel quale l’assenza di conoscenza lo ha relegato.

Sullo sfondo la possibilità di addivenire, finalmente, ad una progettualità pragmatica e credibile finalizzata alla creazione di circuiti turistici tematici in grado di produrre flussi di visitatori, anche per il tramite dell’intervento su tour operator specializzati, che trasformino gli attrattori in occasioni di lavoro specialistico soprattutto per gruppi di giovani.

Come suole dirsi, specialmente quando si tratta di nuove strade da aprire, «Poca favilla gran fiamma seconda», nel senso che, laddove si cominci seriamente a porre mano e mente a comparti nelle nostre zone ancora inesplorati dell’attività umana, qualche risultato certamente sarà ottenuto, anche se naturalmente non è possibile affermare all’atto in quali termini e in che misura, in assenza di sfere di cristallo che svelino il futuro.

Il corso dovrebbe trovare il suo incipit agli inizi del mese di marzo, ma sarà posto in essere un incontro preliminare, nel mese di febbraio, per il cui tramite saranno spiegati i dettagli.

Il CCEP UNLA, Ente morale accreditato al MIUR, rilascerà gratuitamente attestato di partecipazione a chiunque ne farà richiesta.

Info: MICHELE MISCIA, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., 338.6831696

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trittico

Trittico di Andrea Sabatini da Salerno, fine 1400, Museo "S. Gerardo Maiella" - Lacedonia

GROTTE

Grotte tufacee in antico adibite ad abitazioni (sul modello, in piccolo, di Matera)

copertina foto

La "casa del diavolo"

cerro

Il "Cerro del tesoro" - Bosco del monte Origlio, sorgenti del fiume Osento, Lacedonia.

pozzo

Il "Pozzo del miracolo" - Museo "S. Gerardo" - Lacedonia

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ladri

I "Ladri di Carrozzelle" nel corso di una partecipazione a San Remo

La parola “acqua” non ti bagna, il vocabolo “fuoco” non ti brucia: per comprendere cos’è l’acqua e cosa è il fuoco bisogna sperimentarne gli effetti. Naturalmente non consiglio a nessuno di emulare Muzio Scevola o di provare a respirare sotto la superficie del mare: la metafora mi serve ad affermare che, per quel che concerne gli stati di disabilità o di “diversa abilità”, come è più politicamente corretto dire, soltanto chi li patisce giornalmente sulla propria pelle può comprendere quel che comportano e che significano. E agli altri non resta che, come nel caso del fuoco, accostare le mani al focolare per avvertirne a distanza il calore. Soltanto avvicinando la diversa abilità e, possibilmente, tentando di operare un transfert emotivo prima che mentale in essa, attingendo alle testimonianze di coloro i quali la vivono, è possibile intuire i suoi effetti. Naturalmente i mediatori gnoseologici sono molteplici, ma quello che a mio giudizio è più potente è l’arte, nel caso di specie la letteratura e la musica. Per questo mi piace moltissimo la manifestazione programmata dall’IIS “A. M. Maffucci” di Calitri, guidato dall’ottimo D. S. prof. Gerardo Vespucci, che verterà sugli aspetti della esistenza del diversamente abile, ma non soltanto per quel che concerne le carenze in ordine alla qualità di vita, ma anche per evidenziarne, se mai possibile, le potenzialità in materia di affinamento della sensibilità, caratteristica che matura in coloro i quali, giocoforza, sono costretti a confrontarsi con la sofferenza. In altri termini, chi non transita attraverso il fuoco del dolore non diventa acciaio temperato e chi vi transita, al contempo, acquisisce quella elasticità mentale che gli consente di accedere ad alti gradi di creatività, anche perché, con tutte le barriere fisiche ed intellettuali che si incontrano, la mente deve necessariamente volare molto in alto per superarle.

Domani, dunque, Poesia e Musica oltre le Barriere, insieme a Flavio Pagano, autore del libro Città senza Mura, e a Franco Irawan Soekardi, che ne è editore.

Sul palco dell’Auditorium dei Licei si esibirà il gruppo rock Ladri di Carrozzelle, la prima compagine musicale italiana formata in prevalenza da diversamente abili, la cui fondazione data al lontano 1989. Ha curato la manifestazione la prof.ssa Rosa Galgano, ma i miei complimenti vadano a tutto il corpo docente e naturalmente agli studenti, che apprezzano moltissimo – lo affermo per esperienza diretta – tal sorta di iniziative.

Da rilevare il patrocinio dei Comuni di Calitri e Monteverde.

L’appuntamento è per domani, 2 febbraio, a partire dalle ore 10.00, presso l’Auditorium dei Licei in Via Pittoli a Calitri.

carrozzelle

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Frank Cancian

Nella mattinata di giovedì 24 gennaio 2019 il MAVI, Museo Antropologico Visivo Irpino di Lacedonia, ha preso parte alla prima Assemblea della Rete Campana delle Fototeche, Raccolte e Archivi Fotografici, convocata presso la Soprintendenza di Salerno alle ore 10.30, alla presenza della dirigente arch. Francesca Casule.

Costituitasi con un Protocollo d’Intesa nel giugno del 2018, la Rete comprende 17 soggetti aderenti rappresentativi delle diverse realtà attive nella regione Campania nel campo della tutela e della conservazione del patrimonio fotografico. Oltre al MAVI, i partner aderenti alla Rete sono: l'Associazione Culturale Il Didrammo/Mudif di Sarno e Montesano sulla Marcellana, promotore della Rete e partner capofila, gli archivi di Stato di Benevento e di Salerno, l'archivio fotografico Angelo Pesce di Torre del Greco, il Centro Guido Dorso di Avellino, il Centro Universitario Europeo dei Beni Culturali di Ravello, i Comuni di Salerno, Eboli e Cava, il Consorzio di Bonifica Tanagro, il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, la Fondazione CeRPs di Nocera Inferiore, la Provincia di Salerno, la Società Napoletana di Storia Patria, la Società Salernitana di Storia Patria, la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Salerno ed Avellino.

Nell’ambito della prima Assemblea si è discusso sulla programmazione delle attività nell’anno corrente, definendo all’unanimità la necessità di avviare attività formative e di stilare linee guida comuni alla Rete per tutelare, conservare e valorizzare i beni fotografici dei partner. Al centro dell’incontro anche l’adozione di un logo comune, simbolo della nuova realtà costituitasi.

Si è legittimata in tale occasione la collaborazione tra il Comune di Lacedonia, la Pro Loco “Gino Chicone”- MAVI e il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università Degli Studi di Salerno, di cui è responsabile il prof. Luca Cerchiai, con delega al prof. Vincenzo Esposito, responsabile scientifico del laboratorio di Antropologia culturale “Annabella Rossi”.

Scopo dell’accordo è la ricerca scientifica demoetnoantropologica ed etnografico-visiva del Patrimonio culturale materiale e immateriale rappresentato dai 1801 scatti di Frank Cancian custoditi nel MAVI.

Nell’incontro, oltre a definire lo sviluppo del progetto con inizio in data 11 marzo 2019, sono state programmate anche attività integrative e sussidiarie alla ricerca innestata sul campo dall’UNISA, che avrà una durata di tre anni. Trattasi dunque di convegni, eventi culturali, conferenze organizzati sul territorio di Lacedonia.

L’accordo così sancito conferisce alla mission del MAVI maggiore legittimità, proponendosi di diventare un vero e proprio centro di studi di antropologia di interesse europeo, un laboratorio di studi sull’Alta Irpinia per la conoscenza del suo presente.

Ufficio stampa MAVI

ELISA GIAMMARINO

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


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