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Ritengo sia un vero peccato che quanto di positivo trovi epifania nell’underground della società non emerga in superficie, soprattutto quando le novità riguardano i giovani inquadrati nell’ambiente scolastico, una sorta di “universo parallelo” che a mio giudizio meriterebbe ben altra attenzione rispetto a quella che gli viene solitamente tributata. Dimentichiamo troppo spesso, ritengo, quale importanza rivesta un ambiente nel quale si gettano i semi del futuro, che fin da subito cominciano a germinare sotto gli occhi attenti dei docenti di ogni ordine e grado, trasformandosi in germogli da curare con grande attenzione perché possano sviluppare radici saldamente piantate nel reale, uno svettante tronco in cui scorra la linfa della conoscenza ed una fronda cerebrale che sintetizzi le informazioni promananti dall’esterno perché diventino occasione di sviluppo individuale e di conseguenza collettivo.

LUPUS IN FABULA non può dunque che diffondere con enorme piacere la notizia che alcuni alunni frequentanti gli indirizzi di studio dell’IOS “F. De Sanctis” di Lacedonia, nella specie il Liceo classico e quello delle Scienze Umane, accanto ai coetanei del Liceo Classico “Parzanese” di Ariano Irpino, si sono fatti onore nell’ambito della VII edizione del Premio filosofico “G. B. Vico”, organizzato dalla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “Federico II” di Napoli. Le due prestigiose scuole incrociano alquanto spesso i loro percorsi in grazia della comune Dirigente Scolastica, la dott.ssa Alfonsina Manganiello, che in Irpinia orientale lavora in regime di reggenza.

Questi i nomi degli studenti che hanno ottenuto una menzione di merito: Giorgia Tenore, Alessia Menna, Myriam Lucignano, Donato Gizzi e Anna Pia Lorusso per il “De Sanctis” di Lacedonia; Mirka Maraia e Veronica Orastella per il “Parzanese” di Ariano.

Un doveroso plauso vada ai docenti delle due scuole che hanno accompagnato e guidato i discenti in questo viaggio gnoseologico, oltre che materiale: Antonella Cericola, Filomena Andreottola, Luana Venezia e Luciano Masucci, che insegnano presso il De Sanctis di Lacedonia, e Giulietta D'Amelio, Raffaella Pepe, Giancarlo Maraia e Edmondo Lisena presso il Parzanese di Ariano.

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COMPAGNIA MAMMA IERI MI SPOSO 2

Nomi come quello di Sandra Milo e di Marina Suma non credo abbiano bisogno di eccessive presentazioni. Entrambe sono attrici di chiara fama, vere icone del cinema italiano (e parlo dei tempi nei quali l’Italia poteva vantare una cinematografia che ha fatto scuola nel mondo). Con Gino Rivieccio, attore partenopeo bravissimo, che ha già avuto modo di calcare il nostro proscenio, e con Fanny Cadeo, noto volto televisivo e voce radiofonica di grande rilievo, portano in scena una commedia borghese ambientata negli anni settanta. La fabula si ispira alla grande tradizione del teatro comico inglese, ovvero alla commedia degli equivoci, in un intreccio attraversato da situazioni paradossali, scambi di persone, con finale naturalmente a sorpresa.

Un uomo sui 50anni, (Gino Rivieccio) apprensivo e assolutamente sprovveduto, tiene nascosto alla madre (Sandra Milo ) di essersi sposato da alcuni mesi e alla moglie (Marina Suma) di non aver mai detto a sua madre  del suo matrimonio.

Per mantenere l’equilibrio suocera-figlio- nuora si inventa ricorrenti trasferte di lavoro e va invece a rifugiarsi in un villino di campagna, tenuto nascosto alla moglie, dove si incontra una volta al mese con un’altra donna, di cui lui subisce lo straripante amore. Sua madre! …

Naturalmente non sveliamo niente altro.

Domenica 15 aprile 2018, Teatro Comunale di lacedonia, Rione Bianchi, sipario ore 20.45

 

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piano

È stato davvero un evento straordinario, così com’era nelle attese. Un Festival Pianistico Internazionale, che già dalla sua prima edizione ha mostrato le sue enormi potenzialità, anche in ordine alla sua crescita, al punto che reputiamo verosimile che esso sia destinato a restare impresso nell’intelletto latente collettivo. Gli ingredienti di un successo annunciato ci sono stati tutti: grandissima perizia ed estrema eleganza da parte degli artisti che si sono esibiti sul palco del Teatro Comunale di Lacedonia; estrema cura per i dettagli della complessa organizzazione curata, come sempre in maniera magistrale, dal Direttore Artistico Maurizio Giannetta; incredibile versatilità musicale da parte dei pianisti più noti, le cui indescrivibili esecuzioni hanno fatto vivere al pubblico, attento e commosso, un momento di grande trascendenza, quasi di catarsi, effetto che soltanto la vera arte, estroflessa in tutte le sue forme, può produrre.

I pianisti di levatura internazionale hanno saputo connotare, con eccezionale talento, le loro performance e così s’è compiuto un volo etereo dalla musica classica, a quella romantica, fino a giungere alla contemporanea, con una naturalezza che è proprietà soltanto di eventi di altissimo spessore. La Giuria di qualità ha premiato tutti i pianisti presenti e giunti da tutto il mondo con un riconoscimento alla partecipazione, e ha invece consegnato il “Premio Antonio Romano” al vincitore, il compositore milanese Massimo D’Alessio, che ha letteralmente infiammato il teatro e le corde del piano con le dita agili e sicure in volo radente sulla tastiera.

Particolarmente apprezzata dal pubblico, ma anche dalla giuria, l’esibizione di Tomoka Yamane, pianista giunta dal lontano Giappone, che ha sfiorato la vittoria per una manciata di voti.

Applausi scoscianti a fine serata, dopo quattro ore di musica di solo piano, la qual cosa non è di poco conto, e copiosi i complimenti arrivati da ogni dove allo staff della Montecristo Produzioni e della Icorner. Un’altra grande prova di spettacolo, cultura e memoria in Alta Irpinia. Il Premio, come predica la sua intitolazione, è stato organizzato in memoria di Antonio Romano, giovane talento irpino prematuramente scomparso, il quale nell’anno in corso avrebbe compiuto 50 anni di età. Il compianto musicista è stato metaforicamente presente sul proscenio per il tramite del piano sul quale egli era solito suonare, collocato proprio di fronte all’imponente Steiway & Song, il miglior pianoforte mai prodotto al mondo, su cui si sono esibiti tutti gli artisti.

Pensiamo che tale evento si ripeterà nel tempo, perché non poteva cominciare meglio, «con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro», per parafrasare un passaggio di una celebre canzone.

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VIA

Nessuna concessione al folklore, nell'anno in corso, per la Via Crucis del Venerdì Santo, guidata da uno dei parroci, il caro don Giuseppe. Molta meditazione sulla Passione e Morte di Nostro Signore Gesù Cristo. Già, credo proprio che sia un'impresa non da poco soltanto intuire la portata storica del "Mistero dei misteri", quello di un Dio che si è fatto uomo ed ha scientemente sofferto i tormenti del supplizio facendosi carico dei peccati di una umanità che era ben lungi dal riconoscere le colpe che le gravavano sulle spalle al fine di emendarsi. Una PASSIO che si ripete continuamente, perché siamo stati concepiti nel peccato, tutti, dal primo all'ultimo essere umano, e nel peccato viviamo continuamente, perché la porta stretta del Vangelo è ben dura da attraversare. E dunque è proprio necessaria una profonda disamina della nostra vita quotidiana, dei nostri comportamenti, che, come afferma giustamente il Santo Padre, il carissimo Francesco, scadono spesso nell'esercizio ipocrita di una liturgia di mera facciata, cui non segue una rivisitazione esistenziale, rendendoci "cristiani da salotto o da sacrestia", per usare le parole esatte del Papa. E naturalmente tale richiamo è rivolto soprattutto allo scrivente ... Per concludere, nell'anno in corso il sacro legno è stato portato a spalla da talune persone avvezze a portare la Croce personale della sofferenza. A loro, oltre che a don Giuseppe e a tutti i suoi collaboratori, i sensi del  profondo apprezzamento di LUPUS IN FABULA!

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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