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diderot

Uno dei trenta volumi della prima edizione completa, la cosiddetta Edizione Pisana, dell'Encyclopédie, ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers, di Diderot e d'Alembert, anno 1724.

Una visione ad ampio spettro del patrimonio culturale locale, dall’archeologia alla paleontologia, dall’antropologia ai beni ambientali, focalizzando l’attenzione su una utenza potenzialmente interessata ad attrattori importantissimi che trovano il solo ostacolo nell’essere all’atto ancora poco conosciuti: questa l’offerta del corso de quo, posto in essere dal CCEP UNLA, per quel che concerne una cospicua parte, come da convenzione stipulata con il Comune di Lacedonia, e dalla Pro Loco “G. Chicone”, e per essa dal MAVI, per la parte di competenza.

L’obiettivo precipuo è quello di trasmettere al maggior numero di persone, di ogni età, la conoscenza puntuale di ciò che il territorio offre, perché tale patrimonio finalmente emerga dall’oblio nel quale l’assenza di conoscenza lo ha relegato.

Sullo sfondo la possibilità di addivenire, finalmente, ad una progettualità pragmatica e credibile finalizzata alla creazione di circuiti turistici tematici in grado di produrre flussi di visitatori, anche per il tramite dell’intervento su tour operator specializzati, che trasformino gli attrattori in occasioni di lavoro specialistico soprattutto per gruppi di giovani.

Come suole dirsi, specialmente quando si tratta di nuove strade da aprire, «Poca favilla gran fiamma seconda», nel senso che, laddove si cominci seriamente a porre mano e mente a comparti nelle nostre zone ancora inesplorati dell’attività umana, qualche risultato certamente sarà ottenuto, anche se naturalmente non è possibile affermare all’atto in quali termini e in che misura, in assenza di sfere di cristallo che svelino il futuro.

Il corso dovrebbe trovare il suo incipit agli inizi del mese di marzo, ma sarà posto in essere un incontro preliminare, nel mese di febbraio, per il cui tramite saranno spiegati i dettagli.

Il CCEP UNLA, Ente morale accreditato al MIUR, rilascerà gratuitamente attestato di partecipazione a chiunque ne farà richiesta.

Info: MICHELE MISCIA, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., 338.6831696

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trittico

Trittico di Andrea Sabatini da Salerno, fine 1400, Museo "S. Gerardo Maiella" - Lacedonia

GROTTE

Grotte tufacee in antico adibite ad abitazioni (sul modello, in piccolo, di Matera)

copertina foto

La "casa del diavolo"

cerro

Il "Cerro del tesoro" - Bosco del monte Origlio, sorgenti del fiume Osento, Lacedonia.

pozzo

Il "Pozzo del miracolo" - Museo "S. Gerardo" - Lacedonia

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pro

Da qualche tempo la Pro Loco "G. Chicone" di Lacedonia ha ottenuto la qualifica di "Associazione di Promozione Sociale", la qual cosa rappresenta un eccezionale potenziamento delle possibilità operative ed al contempo il giustissimo epilogo di un lavoro certosino, attento e costante nel tempo, anche e soprattutto per quel che concerne la salvaguardia della memoria storica, fatta di tradizioni, usi e costumi che, senza tale tutela, sarebbero presto o tardi destinati a scomparire.

In tale ottica, venerdì 21 dicembre, alle ore 18.00, in Piazza De Sanctis, avrà luogo la manifestazione "Aspettando il Natale ... Alla scoperta degli antichi sapori: pettole, calzoncelli, pizze fritte ...". È un suasivo e chiaro invito non soltanto per i palati, ma anche e soprattutto per i ricordi evocati da un gusto che è concesso riprovare soltanto in occasione delle festività natalizie e, purtroppo, ormai non in tutte le abitazioni, come avveniva un tempo.

L'evento gastronomico sarà preceduto da uno spettacolo organizzato dall'Istituto Omnicomprensivo "F. De Sanctis", Scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado, presso il Teatro comunale di Lacedonia, dal titolo "Il Natale: un ritorno al passato - Musicando insieme". Tale appuntamento è stato fissato per le ore 15,30 e subito dopo i bambini si recheranno in corteo, con fiaccolata, in Piazza De Sanctis.

L'iniziativa della Pro Loco gode della colaborazione, oltre che del già citato I.O.S. "F. De Sanctis", della Coldiretti, dell'ANSPI e dell'UNLA.

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selo

Non una di più è da una parte il titolo dell’antologia, che ha per oggetto la violenza sulle donne, curata dalla scrittrice Maria Rosaria Selo, ma dall’altra è un imperativo categorico al quale la società non può più sottrarsi. Non una donna di più dovrebbe convivere con la paura che le accada qualcosa di tremendo e pertanto nessuno può volgere lo sguardo altrove quando l’irreparabile si verifica, seguendo un costume antico quasi quanto la progenie umana, nel corso della cui storia evolutiva la supremazia maschile raramente è stata messa in discussione. Le comunità umane, a tutte le latitudini (un po’ di meno nell’Europa settentrionale, a dire il vero), hanno veramente bisogno di una riconversione culturale, partendo magari dalla loro fronda verde, che ancora può essere educata al rispetto dei generi, ma tale risultato potrebbe essere ottenuto soltanto dopo un notevole avvicendamento generazionale: nell’attesa i violenti andrebbero messi nella condizione di non nuocere. I mezzi legali ci sarebbero e bisogna soltanto tirare fuori la volontà di procedere in tal senso, cosa che non sempre avviene, come dimostra la casistica concernente la violenza di genere che somiglia sempre di più ad un vero e proprio bollettino di guerra.

Ben vengano, dunque, lavori letterari di denuncia, ma che in più hanno il pregio di indicare una strada da seguire in direzione della civilizzazione dell’intelletto collettivo, condizione senza la quale i comportamenti non muteranno affatto. E questo è il caso dell’antologia de qua, che sarà oggetto di una presentazione domani, 27 novembre del 2018, con inizio alle ore 16.00, presso l’aula didattica del MAVI.

L’evento, che è stato organizzato in sinergia tra l’Amministrazione e la costituenda Consulta delle Donne, vedrà i saluti del sindaco Antonio Di Conza e dell’assessore Marilinda Donatiello, cui seguiranno gli interventi della curatrice del volume, Maria Rosaria Selo, di Luisa Festa, sociologa e Consigliera di parità supplente della Regione Campania, ed infine di Annamaria Raimondi, presidente dell’associazione Salute Donna.

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ROSSA

Mi chiedo come mai si serbi memoria degli estensori della Déclaration des droits de l'homme et du citoyen (Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino) e si sia persa quella di Olympe De Gouge, la rivoluzionaria francese che stilò la Déclaration des droits de la famme et de la citoyenne (Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina), che per le sue posizioni libertarie, nel pieno della Rivoluzione francese, finì addirittura per perdere la testa ... sulla ghigliottina, purtroppo! Fatto sta che ella era troppo "femminista" per quei tempi e, ancora, ebbe persino il coraggio di chiedere l'abolizione della schiavitù. Con inaudita violenza, Olympe è stata scaraventata fuori dalla storia, quella ufficiale come è ovvio, uccisa per questo due volte, quasi che il divenire dell'umanità sia stato determinato esclusivamente dalle azioni della sua parte maschile. Nessuno ci pensa mai, ma la discriminazione che da sempre colpisce le donne è una peculiarità profondamente radicata nella cultura soprattutto mediterranea e trova i suoi immancabili echi persino nei testi scolastici. Non esiste comparto della vita sociale o lavorativa che non veda la donna costretta a competere partendo da una posizione di netto svantaggio nella nostra Italia, nella quale, se pure la differenza di genere si va lentissimamente attenuando, pur permangono disparità di trattamento economico e carrieristico estremamente rilevanti. E questa non è forse violenza? Non è violenza, dunque, pretendere dalla donna comportamenti standardizzati, appiattiti su una visione della donna stereotipata, figlia di banalissimi luoghi comuni, colpevolizzandola laddove ella eserciti il suo legittimo e sacrosanto diritto a vivere la propria esistenza come meglio le aggrada? A mio giudizio siamo ancora all'anno zero per quel che concerne l'evoluzione della società in senso paritario. Non mi meraviglia affatto, dunque, che l'epifania di episodi brutali si mantenga costante, in linea, forse, con le epoche pregresse, che pure giudichiamo arretrate. Ce ne sarebbe da dire e da scrivere circa una condizione femminile veramente difficile, paradossalmente non soltanto laddove ci si attende che la brutalità di genere si manifesti, nelle periferie urbane degradate, abitate in prevalenza da persone che non hanno avuto accesso, e non per colpa loro, all'istruzione e che sono cresciute in una placenta ricca di nutrienti "virilisti", per usare un neologismo di nuovo conio, ma che a me pare proprio appropriato se adoperato in senso negativo. La violenza sulle donne è trasversale e non conosce caste o ceti, perché essa affonda le sue radici nella sfera inconscia dell'individuo di sesso maschile, evolutosi (o involutosi) in migliaia di anni di temperie culturale prettamente patriarcale, che non è proprio possibile spazzare via dai comportamenti istintivi tout court, con un semplice colpo di spugna. Occorre dunque insistere in un'opera di capillare ed inesausta sensibilizzazione, in ambito familiare,  in quello scolastico, in quello più largamente associativo, perché la società del domani possa finalmente liberarsi da queste gravi tare, che pesano sulla nostra progenie alla stregua di macigni.

Proprio in tale direzione sono orientate le inziative prese da un gruppo di donne, portatrici delle migliori intenzioni di creare una Consulta femminile a Lacedonia, che ha trovato quale primo atto, quasi una sorta di battesimo, l'installazione di una panchina rossa, che nell'immaginario collettivo ha ormai assunto profonde valenze simboliche in ordine alla lotta contro la violenza perpetrata sulle donne. Da sottolineare innanzitutto la numerosa presenza studentesca e la partecipazione attiva di alunne dei licei che hanno letto alcuni brani estremamente significativi. L'inaugurazione vera e propria è stata preceduta da un convegno che ha visto gli interventi di innumerevoli relatori, in grazia del gran numero di Enti ed associazioni che hanno offerto il proprio sostegno: Comune di Lacedonia, IOS "Francesco De Sanctis", Consorzio "Alta Irpinia", ASL, Parrocchie di Lacedonia, Progetto ASL "Di Donna", Osservatorio sul fenomeno della violenza sulle donne, Consiglio regionale e Consiglio provinciale di parità, Pro Loco Lacedonia, MAVI e infine UNLA. Hanno portato i saluti il sindaco avv. Antonio Di Conza, l'assessore (altri preferisce dire assessora) dott.ssa Marilinda Donatiello, il presidente del Consorzio dott. Stefano Farina, la D. S dell'IOS "De Sanctis" prof.ssa Silvana Rita Solimine, il parroco don Sabino Scolamiero. Sono quindi intervenute la dott.ssa Rosaria Bruno, presidente dell'Osservatorio sopra citato, le dott.sse Michelina Iuliano e Pasqualina Chirico del Consorzio, la dott.ssa Patrizia Delli Gatti referente dell'ASL "Progetto Di Donna" ed infine la Consigliera provinciale di parità avv. Antonietta De Angelis.

Chi scrive tiene soprattutto a sottolineare l'alto valore simbolico, ma anche pratico, dell'iniziativa, impreziosita dalla presenza, come già detto, dei giovani, senza i quali ogni cosa perde molto dei suo senso profondo. Pertanto mi viene facile invitare caldamente le persone, soprattutto quelle in età verde, a presenziare in maniera attiva, auspicando, al contempo, che la nascente Consulta veda l'auspicata partecipazione della fronda più verde della società (soprattutto al femminile, naturalmente).

ROSSA1

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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