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La location della Natività alla Cittadella

È ancora in corso di svolgimento il Presepe vivente 2018, organizzato con la consueta perizia, a Lacedonia, dalle Parrocchie locali e dall'ANSPI. Suggestivi gli scenari e molto belli i costumi per una tradizione che si va sempre di più consolidando. Una maniera ulteriore per festeggiare la nascita di Gesù, transito epocale per l'umanità intera che, da allora, ha mutato radicalmente il suo corso evolutivo. Un momento per riflettere su uno dei misteri più profondi ed al contempo una occasione per riprovare gusti ormai dimenticati, quelli delle vivande offerte nelle svariate "osterie" allestite, dalla minestra maritata, ai tagliolini con i ceci, alle pizze fritte, ai calzoncelli, alle castagne. Sapori e odori tipicamente natalizi, dunque, consumati al suono promanante dalle zampogne. ed il pensiero corre a quanti sono lontani dalla propria terra. A tutti loro un buon Natale e un felicissimo anno nuovo.

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Il 28 del corrente mese di dicembre la grandissima musica del Pink Floyd si dipartirà dal proscenio del Teatro comunale di Lacedonia per inondare l’etere delle suggestioni promananti da una grandissima band: i Pink Sonic.

«Il progetto Pink Sonic nasce nel 2011 per far rivivere le emozioni e l’energia dei concerti Live dei Pink Floyd, restituendone le stesse emozioni e le stesse sonorità rock; questo è possibile grazie alla tecnica dei singoli artisti, ma anche grazie all’utilizzo degli stessi strumenti musicali utilizzati dagli stessi Pink Floyd durante i fortunati concerti del periodo 1988/1994.
La loro volontà di esprimere l’anima Live dei Floyd, con il loro sound rock, passionale e travolgente allontana e distingue i Pink Sonic dalle centinaia di band che viceversa mirano a riprodurre quasi fedelmente la produzione in studio dei Floyd, ottenendone quindi emozioni puramente “discografiche” e scolastiche senza quella passione ed energia che solo le esperienze live possono trasmettere».

Intanto Algie, il simbolo dei Pink Floyd, già campeggia nel foyer del teatro, ad annunciare un autentico evento artistico.

La società organizzatrice, la Montecristo di Maurizio Gerardo Giannetta, come suo solito ha davvero fatto le cose in grande e naturalmente si prevede il sol out.

Per eventuali informazioni questo è il numero di cellulare:

333.74.48.095

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Gianfranco Gallo e Massimiliano Gallo 02

Due volti molto noti del cinema e della televisione sono i fratelli Gianfranco e Massimiliano Gallo, figli d'arte perché progenie del grande Nunzio, che sabato 22 dicembre del corrente anno 2018 si esibiranno per la prima volta sul proscenio del Teatro comunale di Lacedonia in uno spettacolo esilarante dal titolo Comicissimi Fratelli ... Il pubblico ha sempre ragione. Sulla performance de qua è illuminante un testo dell'autore, Gianfranco Gallo, che ha scritto (testo attinto alla rete):

Il repertorio napoletano comico, la tradizione, le famiglie d’arte, il vasto bagaglio spesso ingombrante di un Teatro che parte dalle atellane e che prosegue per linea diretta fino ai Giurè, giungendo, perché no, a me e mio fratello, è il mondo che esploro da sempre e che rinnovo, fedele alla lezione dei grandi del passato nella mia totale infedeltà al testo che riscrivo completamente, usando trama e approccio come trampolino. Il Teatro napoletano anni fa si divise in due, accanto a quello dirompente dei Petito, discendenti dei comici dell’Arte, attori “fisici”, inventori di battute sempre nuove, jazzisti del canovaccio, si sviluppò grazie a Scarpetta ma soprattutto ai De Filippo, un Teatro borghese, dove il testo non fu più partenza ma partenza e arrivo, in cui la potente drammaturgia incanalò attori e regista fino ad un approdo certo e sicuro. Roberto De Simone critica Eduardo proprio per questo, lo accusa di aver interrotto la linea principale del nostro vero Teatro che egli evidentemente identica in quello di cui i Petito furono espressione. Io credo che entrambi i modelli siano da rispettare e che oggi possano convivere nel panorama di un Teatro di produzione che valichi i limiti del Tempo in maniera diversa. La differenza è che se metto in scena De Filippo sento di rappresentare un’Opera universale nella quale importante e necessario è il riferimento storico, se invece metto in scena e riscrivo una farsa di Petito, mi sento al riparo da qualsiasi attacco portato dal naturale cambiamento della società. I testi di Antonio e dei suoi fratelli, non sono moderni né modernizzati, sono, per un teatrante illuminato, tappeti volanti che non conoscono che lo spazio in cui decidono di alzarsi. Il mio progetto triennale è testimoniare tutto ciò attraverso la mia opera in Teatro. Partirò con lo spettacolo dal titolo: “Comicissimi Fratelli…il pubblico ha sempre ragione” che vuole essere il manifesto del mio pensiero e la Summa del repertorio da me riscritto e messo in scena in questi 37 anni di carriera. La trama ruota intorno alle vicende di due fratelli attori in un piccolo teatro partenopeo degli inizi del ‘900, uno dei quali abbandona l’altro per “scritturarsi” nella compagnia di Eduardo Scarpetta, tradendo dunque, dal punto di vista dell’altro, il Teatro di Tradizione in un momento di calo. Il primo tempo si basa sulla rappresentazione di “Ti ho sposato per ignoranza” la mia versione originale di un’antica farsa di Pasquale Petito, il secondo consiste nella mia “Una comicissima Tragedia” che anni fa scrissi ispirandomi a Francesca da Rimini di Antonio Petito. Le storie dei due fratelli che s’intrecciano con le due messe in scena sono il divertente e significativo Trait d’Union di due ore esilaranti senza sosta. In scena con me, mio fratello Massimiliano e, per rinforzare semmai ce ne fosse bisogno, il discorso del Teatro delle Famiglie d’Arte, anche nostro nipote Gianluca Di Gennaro e mia figlia Bianca. Completano il cast la bella e brava Yulija Mayarchuck e due altri attori.

Di seguito i curricula dei due protagonisti:

Massimiliano Gallo

Cinema

Televisione


Gianfranco Gallo

Filmografia parziale

Televisione

Apertura porte ore 20.15 - Sipario ore 21.00. 

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Biagio Izzo

Sarà Biagio Izzo ad aprire, venerdì 16 del corrente mese di novembre, la nuova stagione del Teatro Comunale di Lacedonia. Porterà in scena una commedia scritta da Eduardo Tartaglia e diretta da Giuseppe Miale Di Mauro: «I fiori del latte». Tale espressione evoca, nel suono, notevoli suggestioni gastronomiche e allude senza dubbio a quanto di meglio offra la produzione lattierocasearia della nostra Campania. Se non che, il caseificio di prossima apertura nel quale si svolge l’azione si trova proprio nella zona tristemente nota come Terra dei fuochi, nel territorio di un paese chiamato Casal di Sotto Scalo (e quel nome “Casal” è estremamente evocativo, eccome se “evoca”). Uno stabilimento, quello de quo, estremamente moderno, nel quale i protagonisti hanno investito tutti i loro risparmi perché potesse diventare un modello di produzione biologica, del tutto aliena dall’uso di sostanze innaturali, come gli additivi chimici e le mille altre diavolerie che spesso ci vengono servite attraverso gli alimenti. Se non che, poco prima dell’inaugurazione, un cane dissotterra un bidone arrugginito … di più meglio non dire circa la trama, per non deprivare lo spettatore della possibilità di seguire l’azione passo dopo passo.

L’oggetto della narrazione è dunque quanto mai serio, ma nella trasposizione teatrale diventa motivo di eccezionale comicità, come è nella straordinaria tradizione partenopea, che è sempre riuscita ad affrontare grossi guai seppellendoli sotto incontenibili risate. L’ironia, l’umorismo, nelle mani di attori eccelsi quali Biagio Izzo, diventano efficacissimi strumenti di riflessione nel segno del divertimento e di conseguenza aiutano non soltanto a portare a galla le problematiche, ma addirittura a risolverle: questo è uno dei compiti dell’arte, soprattutto quella teatrale, come è stato, ad esempio, per Eduardo De Filippo, il quale sosteneva che «se un’idea non ha significato e utilità sociale non m’interessa lavorarci sopra».

Apertura porte ore 20.00.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

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