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La violenza sulle donne trova epifania in moltissimi modi, da quelli più estremi, quali il femminicidio, lo stupro, lo stalking, a quelli più occulti e subdoli, che si manifestano nella violenza di carattere psicologico in una società ancora fortemente attraversata dalla misoginia. Nel civilissimo “2022” i numeri sono impietosi. La media delle donne vittime di reati di genere che denunciano violenze in Italia ogni santo giorno arriva a novanta. Questo vuol dire che ogni anno le denuncianti raggiungono un’astronomica cifra che si attesta a ben oltre trentamila unità. Assolutamente aberrante. E viene da chiedersi quante siano invece quelle che sopportano in silenzio e tacciono: di sicuro sono molte di più. Secondo dati ufficiali relativi all’anno 2021, la maggior parte delle denunce giornaliere si registra in Sicilia con 172 casi, segue la Campania con 152. Questo dato smentisce il luogo comune che al Sud ci sia una scarsa propensione da parte delle vittime nel denunciare gli abusi. La terza regione dove si registrano più reati di genere è la Lombardia (132) seguita dal Lazio (124) e dal Veneto (112). La situazione ha dunque raggiunto una gravità inaccettabile. Parte dell’universo maschile sembra non voler comprendere che la parità di genere è uno stato di natura che risponde, peraltro, ad ogni principio morale anche di natura religiosa. Soprattutto nella nostra etica, quella che trova le sue radici nel cristianesimo, il rispetto nei confronti della donna costituisce un imperativo categorico.

Naturalmente la situazione non muterà laddove non cambi la cultura e in questo può intervenire con efficacia la scuola.

In prima linea, per amore di verità, c’è sempre l’IOS “Francesco De Sanctis” di Lacedonia, guidato dalla D. S. Silvana Rita Solimine, un Istituto che, a tutti i livelli, promuove la parità e il rispetto tra i generi nella pratica quotidiana, non mancando mai di far udire la propria voce con gesti concreti.  

In  tale ottica si è tenuta anche la manifestazione del 25 novembre, in occasione  della giornata nazionale contro la violenza sulle donne. Una serie di flash mob tenutisi in luoghi emblematici del paese (di fonte al municipio, in piazza “De Sanctis”, di fronte allo storico magistrale e nel piazzale antistante la sede dell’IOS. Le classi partecipanti sono state quelle della secondaria di primo grado e le classi quinte degli eterogenei indirizzi della secondaria di secondo grado. Ad animare gli ottimi docenti, qui nominati in ordine alfabetico: Maddalena Bovenzi, Antonella Cericola, Stafania Cuozzo, Massimo D’Alesio, Massimo D’Alessandro, Rosa Fastiggi, Irene Megliola.

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Il prossimo 20 e 21 Novembre i Comitati delle Radici Italiane, progetto dell’Associazione romana Glocal Think, saranno presenti al Roots In, prima borsa internazionale sul turismo delle radici che si terrà nella splendida cornice della città di Matera.

Dopo la partecipazione al Columbus Day 2022 di New York, la sfilata delle radici alla Brooklyn Prade 2022 e l’incontro con le Istituzioni e le Comunità italiane all’estero i Comitati sono pronti a rappresentare i territori in questa nuova iniziativa.

I Comitati delle Radici Italiane rappresenteranno, infatti, quindici Comuni dell’Irpinia e della Ciociaria che si sono costituiti nel Comitato delle Radici Ciociare e nel Comitato delle Radici Irpine, rispettivamente a maggio e giugno 2022. Entrambi gli eventi sono stati patrocinati dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha presidiato in entrambe le occasioni attraverso la Direzione Generale degli Italiani all’estero rappresentata dal Consigliere Giovanni Maria De Vita, e da Marina Gabrielli appena nominata Coordinatrice Nazionale per il progetto Turismo delle Radici, a cui il Ministero dedicherà l’anno 2024.

“Stiamo costruendo una squadra di professionisti che sono a disposizione dei Sindaci, delle Associazioni, delle Imprese e di tutte le Comunità - dichiara Vincenzo Castaldo Presidente della Glocal Think che prosegue - la nostra presenza al Roots In è una ulteriore azione concreta. Abbiamo unito Comuni di più territori con la consapevolezza dell’importanza della cooperazione e della condivisione. Approfitteremo dell'evento per annunciare la prossima costituzione del Comitato delle Radici Calabresi che coinvolgerà, in prima battuta, i Comuni di Tropea, Cerisano, Mendicino, Cleto e Siderno. Un lavoro che in Calabria sta svolgendo egregiamente Tiziana Nicotera che con la Prof.ssa Sonia Ferrari dell'Università della Calabria, hanno pubblicato il primo rapporto sul turismo delle radici che proprio al Roots in avrà uno spazio durante il primo giorno di lavori”.

La Glocal Think attraverso il progetto dei Comitati sta creando un modello replicabile che mette al centro lo sviluppo dei territori attraverso una visione strategica di medio e lungo periodo in grado di coinvolgere tutti gli Stakeholders del territorio a partire dai Sindaci.

“Il Turismo delle radici deve essere trattato da professionisti che guardano alle persone come amici, familiari - dichiara Loreta Di Fazio che con Italia Gens, associazione Ciociara, accoglie da anni chi ritorna”.

"Vi aspettiamo a Casa" è lo slogan scelto per presentare l’offerta dei Comitati delle Radici agli oltre cinquanta buyers presenti all’evento di Matera che prevede il primo giorno un programma fitto di interventi Istituzionali e di esperti, mentre il secondo giorno sarà dedicato agli incontri tra buyers e sellers.

"I territori hanno la necessità di unirsi e creare un’offerta omogenea con una accoglienza professionale e che coinvolge le Comunità - dichiara Giancarlo dell’Orco, Destination Manager che con il suo "Progetto borghi" ha deciso di sposare il modello dei Comitati”.

“Presenteremo un modello di turismo etico e sostenibile - conclude Vincenzo Castaldo - capace di mettere al centro le Persone e le Comunità che accolgono e quelle che saranno accolte. Allo stesso tempo non possiamo non lavorare per colmare il gap tra domanda e offerta in termini di servizi e competenze. Lo faremo attraverso un percorso di crescita che parte dalla formazione e dalla collaborazione. Intanto ci vediamo a Matera.  È il messaggio che lanciano i Comitati delle Radici Italiane.

Roma, 14 Novembre 2022

 

Per contatti

Vincenzo Castaldo

Cell. 377 163 0260

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Risposte didattiche alla complessità sociale.

Questo il titolo del nuovo corso di aggiornamento per docenti che si terrà a Lacedonia in presenza, ma che potrà essere seguito anche a distanza su Google Meet.

Il corso è concepito per aggiornare i docenti sullo status quo sociale in relazione alla condizione dell’infanzia, dell’adolescenza e della prima giovinezza e per fornire loro gli strumenti di azione didattica per scongiurare l’insuccesso scolastico dei discenti

PROGRAMMA

1.    Analisi della condizione infantile, adolescenziale e giovanile nei tempi attuali: complessità, criticità e punti di forza.

2.    L’insuccesso scolastico: le cause, le strategie di prevenzione.

3.    La didattica tra modus operandi tradizionale e innovazione.

4.    Conoscere l’alunno. Modalità di estroflessione di un’anamnesi accurata.

5.    Conoscere il gruppo. Studio delle modalità di interazione nell’ambito della classe. Individuazione dei soggetti che esercitano influenza sullo stesso e di quelli che sono oggetto di influenza.

Sede di svolgimento: Centro anziani, via G. B. Vico, Lacedonia – Piattaforma Google Meet

Ore totali certificate: 25 (venticinque)

Cronoprogramma:

Sabato 22 ottobre, ore 15,00 – 19,00 (4 ore)

Domenica 23 ottobre mattina  09,00 – 12,00 – pomeriggio 15,00 – 18,00 (sei ore)

Martedì 25 ottobre 15,00 – 17,30 (2,5 ore)

Giovedì 27 ottobre 15,00 – 17,00 (2,5 ore)

Sabato 29 ottobre, ore 15,00 – 19,00 (4 ore)

Domenica 30 ottobre mattina  09,00 – 12,00 – pomeriggio 15,00 – 18,00 (sei ore)

In base alle proprie preferenze si può effettuare parte del corso in presenza e parte da remoto, tutto in presenza o tutto da remoto.

Coloro i quali opteranno per la partecipazione da remoto dovrenno inviare la propria e-mai alla seguente: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per informazioni contattare dott. Michele Miscia al cell. 338.6831696

 

N.B. Il corso va ricercato sulla piattaforma SOFIA attraverso l'identificativo, che è 77205 o traverso il titolo

RISPOSTE DIDATTICHE ALLA COMPLESSITÀ SOCIALE    o , ancora, attarverso l'Ente erogatore, UNLA - Unione Nazionale per la lotta contro l'Analfabetismo nella foto

 

 

 

 

 

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Tre premi della giuria e il Premio speciale “Frank Cancian” assegnati al termine della V edizione del concorso di fotografia documentaria “1801 passaggi” ispirato agli scatti realizzati nel 1957 dal fotografo e antropologo statunitense Frank Cancian a Lacedonia (Av)

 

 

 

Da un vero e proprio “studio di comunità” con le fotografie, realizzato nel Sud rurale dei tardi anni 50, parte ogni anno un viaggio fotografico e documentaristico in tutta Italia

 

 

 

Ha vinto il primo premio del concorso annuale di fotografia documentaria “1801 passaggi” il trentenne fotoreporter di Cava de’ Tirreni Gabriele Durante, con una foto scattata nella festa della Madonna delle Grazie di Raito a Vietri du Mare (Sa). Secondo premio al fotografo jesino Pietro Picchietti, con un’immagine di festa realizzata a Cupramontana (An), seguito al terzo posto dalla giovane artista parmense Alma Beccarelli, che ha scattato sulla spiaggia del faro di Bibione (Ve). Ad aggiudicarsi il Premio speciale “Frank Cancian” il riccionese Andrea Pecci, con una foto scattata in Sicilia.

 

Tutte le fotografie selezionate e le motivazioni dei premi assegnati sono visibili permanentemente sul sito web del MAVI-Museo Antropologico Visivo Irpino. L’indirizzo è www.museomavi.it/concorso- 2021

 

Nelle motivazioni dei premi assegnati dalla giuria tecnica si legge, per la foto vincitrice di Durante, un apprezzamento per il «forte impatto emotivo» dello scatto; a parere dei giudici, nella seconda classificata di Picchietti «i mondi d’oggi e di ieri si sovrappongono»; della terza classificata, di Beccarelli, viene premiato «il legame indissolubile creato fra passato e futuro»; la giuria Cancian rileva, infine, che la foto di Pecci vincitrice del Premio “Frank Cancian” si distingue per «una chiarezza elegante e concisa che Frank avrebbe ammirato».

 

Venti, come ogni anno, sono le foto selezionate come finaliste dalla giuria, che in questa tornata era composta dalla coordinatrice Simona Guerra (esperta in ordinamento di archivi fotografici e saggista), da Massimo Cutrupi (fotografo dell’ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura e docente) e da Francesco Marano (antropologo e artista, professore associato dell’Università della Basilicata, direttore della rivista peer reviewed “Visual Ethnography”). Il figlio di Frank Cancian, Steve Cancian (californiano, architetto paesaggista e fotografo) ha rappresentato la famiglia dell’autore statunitense – scomparso nel novembre 2020 – per l’assegnazione del premio a lui intitolato. I premi sono stati proclamati e “consegnati” in una cerimonia tenuta in videoconferenza, la cui registrazione resta visibile sulla pagina Facebook del MAVI e di LaPilart.

 

Il concorso è ispirato agli scatti realizzati nel 1957 a Lacedonia dallo statunitense Frank Cancian, allora fotografo e futuro antropologo, che realizzò un vero e proprio “studio di comunità” con le fotografie : un patrimonio custodito ed esposto nel MAVI-Museo Antropologico Visivo Irpino dal 2017, dopo la donazione da parte di Cancian alla Pro Loco “Gino Chicone” dei 1801 negativi, dei relativi provini a contatto, delle note di campo redatte da Cancian nel sei mesi di permanenza in Italia e di altri materiali dell’epoca.

 

Il concorso “1801 Passaggi”, dedicato in questa quinta edizione al tema “Un paese italiano, 2021”, è organizzato dalla Pro Loco “Gino Chicone” di Lacedonia e dall’associazione LaPilart nell’ambito delle attività del MAVI, con il sostegno del Comune di Lacedonia e in partnership con il Museo delle Civiltà (Roma, Ministero della Cultura) e la Fondazione Un Paese (Luzzara). Il progetto produce ogni anno un viaggio fotografico e documentaristico in tutta Italia. Esso consiste nella selezione, mediante le scelte operate da una giuria di alto livello culturale e tecnico, di un gruppo di 20 opere fotografiche realizzate oggi nel territorio italiano sulla base degli spunti di ispirazione forniti da un gruppo di 20 foto tra quelle scattate da Cancian a Lacedonia nel 1957. Le 20 nuove opere selezionate entrano ogni anno nell’archivio MAVI e saranno anche stampate ed esposte nel museo lacedoniese, la cui riapertura è imminente dopo importanti lavori di ristrutturazione. Il concorso “1801 Passaggi” è quindi un progetto in divenire: un testimonianza dinamica dei cambiamenti della persona e della società, e dell’evoluzione dello sguardo fotografico su di esse.

 

Molto toccante il messaggio video sulle immagini in concorso inviato dagli Stati Uniti da Steve Cancian:

 

«Mio padre – ha affermato il figlio dell’antropologo e fotografo statunitense – sarebbe rimasto molto colpito dalle proposte di quest’anno. Per me, valutarle è stata un’occasione per rievocare gli innumerevoli pomeriggi che abbiamo passato insieme alle mostre fotografiche e quei momenti speciali in cui trovi un’immagine che è proprio “giusta” e che vorresti aver scattato tu stesso».

 

Alla diretta dell’evento di chiusura ha partecipato, oltre a una rappresentanza della giuria, ai 20 fotografi selezionati, allo staff degli organizzatori e al Sindaco di Lacedonia Antonio Di Conza, anche il Prof. Francesco Faeta, docente ordinario di materie antropologiche e tra i massimi esperti italiani di antropologia visuale, che ha annunciato l’imminente uscita in libreria, edito da Rubbettino, del suo saggio Vi sono molte strade per l’Italia. Ricercatori e fotografi americani nel Mezzogiorno degli anni Cinquanta , che approfondisce il lavoro di tre autori fra i quali Frank Cancian.

 

Tutte le fotografie selezionate e le motivazioni dei premi assegnati sono visibili in permanenza sul sito web del MAVI: www.museomavi.it/concorso-2021

 

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