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Frank Cancian

TESTO RICEVUTO DALL’UFFICIO STAMPA DEL MAVI – LO PUBBLICHIAMO INTEGRALMENTE

Piemonte, Sicilia, Sardegna, Campania. Sono ben 23 – per un totale di 65 foto – i fotografi che da tutta Italia hanno scelto di partecipare a “Milleottocento e 1 passaggi”, il progetto nato a Lacedonia per iniziativa del MAVI (Museo Antropologico Visivo Irpino), del Comune di Lacedonia, di LaPilart-associazione di promozione sociale, di InfluAzioni-festival delle arti e della Pro Loco “Gino Chicone” di Lacedonia, in collaborazione con Cortona On The MoveInternational Photography Festival.

Un successo netto e per certi versi inaspettato, se si considera che si tratta dell’esordio assoluto dell’iniziativa. Il tema della prima edizione è “Un paese italiano, 2017”: venti gli scatti scelti dalla giuria (in basso, i componenti), che i partecipanti si sono dilettati a reinterpretare in chiave attuale, così da creare un filo indissolubile tra passato e presente. Il carattere processuale ed evolutivo del concorso rappresenta la sua stessa peculiarità: la decisione di scegliere venti immagini ogni anno garantirà infatti al concorso durata novantennale. Gli scatti dei partecipanti andranno inoltre ad arricchire l’archivio del MAVI, che un giorno disporrà quindi di 3602 foto. In tal modo, parallelamente allo sviluppo dell’arte fotografica, sarà possibile fermare con uno scatto l’evoluzione dell’essere umano: dunque, “la fotografia come mezzo per cogliere l’uomo del XXI secolo, così come, crediamo, Cancian ha colto ‘l’uomo’ in un paese irpino nel 1957”, spiegano dall’organizzazione.

L’atto finale dell’evento si terrà dal 9 all’11 agosto a Lacedonia: alla presenza del professor Frank Cancian e della sua famiglia, verranno rese note le venti foto dell’antropologo americano selezionate quest’anno e quelle dei vincitori e si terranno momenti di approfondimento sull’importanza della rete museale per lo sviluppo del turismo nelle aree interne.

LA GIURIA.

Sarà un sestetto di spessore a valutare le immagini. La giuria sarà infatti composta da:

Antonio Carloni – direttore esecutivo COTM

Salvatore Di Vilio – fotografo

Nicola Loviento – consigliere nazionale FIAF

Annalisa Cervone – antropologa

Aldo Colucciello – antropologo

Leandro Pisano - giornalista

Cos’è il Museo Antropologico Visivo Irpino

Il MAVI, che verrà inaugurato il prossimo 9 agosto, ha sede in uno stabile dell’Ottocento nel cuore di Lacedonia, in passato adibito a carcere circondariale e poi a pretura mandamentale e ristrutturato dopo il sisma del 1980, a due passi dallo storico Istituto Magistrale “Francesco De Sanctis”.

E’ figlio della curiosità di un giovanissimo antropologo, prima, e della passione civile di un gruppo di lacedoniesi, poi. Il Museo Antropologico Visivo Irpino è un progetto che nasce alcuni anni fa, dopo la pubblicazione del libro “Lacedonia, un paese italiano, 1957”, di Frank Cancian. Elemento fondante del museo è costituito dalle 1801 foto che il professor Cancian ha messo a disposizione dei visitatori. Si tratta di immagini scattate tra il gennaio e il luglio del 1957, periodo che l’allora ventiduenne Cancian trascorse a Lacedonia dopo aver vinto una borsa di studio con La Sapienza di Roma. Le foto sono preziosissime (non a caso hanno avuto l’immediato ed entusiasta sostegno della Sovrintendenza e della Regione), perché ci restituiscono con vivace immediatezza e con forte impatto visivo ed emotivo lo spirito di quel tempo e di quel mondo contadino ormai scomparso a seguito dell’emigrazione, dopo le enormi trasformazioni del secondo dopoguerra.

Si tratta di scatti che ritraggono i cittadini di un piccolo paese dell’entroterra irpino nella loro quotidianità: al lavoro, a scuola, in casa, nelle masserie, durante le processioni, al bar, in piazza, nel corso di cerimonie. Volti ed espressioni che affermano con incisività ciò che non sempre si ritrova nelle testimonianze scritte.

La ricerca di materiale finora ritenuto di scarso valore per la storia (proverbi, canzoni, foto, quadri) è dunque l’obiettivo del museo: il tutto andrà ad arricchire la già copiosa Collezione Cancian. 

museomavi.it 

Foto Cancian 4

Foto Cancian 2

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carmelo

Si è svolta nella giornata di oggi la tradizionale festa della Madonna del Carmelo. La peculiarità antropologica di tale tradizione è nel fatto che fin da tempi molto antichi l’evento è stato curato dai “maestri muratori”, da cui il nome di “Madonna dei Muratori”, categoria che ha eletto la Vergine a propria protettrice. Nei tempi nostri, ormai, la figura del muratore che lavora a giornata insieme ai suoi manovali non esiste più, soppiantata dalle imprese edili. Ma comunque taluno di questi bravissimi artigiani ancora resiste ed è ancora in prima linea nell’organizzazione delle celebrazioni. Ecco alcune foto.

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Portatore di chiarissima fama, oltremodo meritata a mio parere, quella di Paolo Saggese è una delle più note figure di intellettuale che hanno avuto la ventura di venire al mondo nella nostra Irpinia, per quanto, naturalmente, la sua opera sia conosciuta ben oltre i nostri ristrettissimi confini provinciali. Ciò che in pochi sanno, invece, è che egli ebbe a cominciare la sua carriera di docente proprio a Lacedonia, ove insegnò latino e greco presso il Liceo Classico, lasciando nei suoi alunni un ricordo bellissimo che ancora oggi perdura. Domani ritorna presso la nostra comunità onde presentare il suo nuovo volume, dal titolo "Il Processo -  Racconto fantastico sulla corruzione", sequel del precedente "Lettera a un Giudice".

E insomma, non si può proprio dire che Paolo Saggese usi tacere in tanta tamque corrupta civitate, in una Italia più che mai attraversata da scandali che portano in luce la corruzione che è diventata, ma, come meglio è dire, che è sempre stata strumento per la gestione del potere e per l'attribuzione di compiti e funzioni secondo criteri cientelistici e non affatto meritocratici.

Questo il programma. I saluti sono affidati al sindaco Antonio Di Conza, mentre a moderare sarà lo scrivente. Indi interverrà Mariagrazia Passamano, avvocato ed esperta di corruzione internazionale. Naturalmente sarà presente l'Autore.

La location è l'aula didattica del MAVI, Museo Antropologico Visivo Irpino, situato in Largo Tribuni, zona antistante l'ex Magistrale.

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Sembrerà strano, ma il fumo promanante dagli incendi boschivi del Vesuvio è giunto anche su Lacedonia. Infatti la coltre non ha toccato Napoli, ma in virtù del vento si è riversata sulla provincia di Avellino, giungendo anche con cenere sul capoluogo, per poi espandersi sul resto del territorio provinciale. Sull'Irpinia orientale all'atto c'è soltanto un sentore di bruciato che promana da una sorta di lieve nebbiolina. Intanto la Regione ha promulgato l'allarme incendi. Di seguito il comunicato redatto dal Cap. Michele Caponigro, nella sua duplice veste di Comandante della Polizia Municipale di Lacedonia e di responsabile della Protezione Civile locale. Contiene la normativa alla quale bisogna attenersi, a mio parere soprattutto in nome di un principio di civiltà, ma per quanti sono refrattari a tali concetti, almeno per evitare le sacrosante sanzioni previste dalla legge.

Si informa la cittadinanza che la Regione Campania con Decreto Dirigenziale n. 33 del 4/7/2017 e pubblicato sul BURC n.55 del 10/7/2017 ha dichiarato “lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi sull’intero territorio della Regione Campania dal 4 luglio al 30 settembre 2017” disponendo, per lo stesso periodo, in ragione della legge n. 116 dell’11 agosto 2014, il divieto assoluto di bruciatura di vegetali, loro residui o altri materiali connessi all’esercizio delle attività nei terreni agricoli, anche se incolti, degli orti, parchi e giardini pubblici e privati, nonché la combustione di residui vegetali forestali.

Sanzioni: La violazione è punita a norma della Legge n. 323/2000 (“Legge-quadro in materia di incendi boschivi”) nel modo seguente: 1. Violazione del divieto di bruciare vegetali e residui, art. 10 comma 6 Legge n. 323/2000: sanzione amministrativa da € 1.032,91 a € 10.329,14. Sanzioni raddoppiate nel caso in cui il responsabile appartenga a una delle categorie descritte all’articolo 7, commi 3 e 6 (pubblici ufficiali o personale stagionale antincendio). 2. In caso di incendio connesso al bruciamento dei residui vegetali: Art. 423 codice penale (Incendio) (“1. Chiunque cagiona un incendio è punito con la reclusione da tre a sette anni. La disposizione precedente si applica anche nel caso d’incendio della cosa propria, se dal fatto deriva pericolo per l’incolumità pubblica).

Lacedonia, 10/07/2017

Il Comandante la PM

Cap. Michele Caponigro

 

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

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aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

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