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Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando il compianto Maestro Michele Lannunziata decise che fosse arrivato il tempo di restituire a Lacedonia una banda musicale, così come era nella tradizione: cinque decenni almeno, o giù di lì. Tali eventi sono nei miei ricordi d'infanzia, giacché anch'io, bambinetto, andavo a prendere lezioni di solfeggio, mentre con la sua voce roca il Maestro cadenzava «La, la, la, la ... etc. etc.». Lannunziata volle dedicare la sua creatura, la sua nuova banda, al grande compositore Umberto Giordano, nome che ha conservato una delle due compagini bandistiche in cui il nucleo originario si è successivamente diviso, quella diretta, appunto, dal Maestro Emiddio Onorato. E, seguendo lo spirito originario, Onorato ha deciso di seguire le orme di Michele Lannunziata dando vita ad una scuola gratuita alla quale hanno accesso non soltanto i bambini, che pure sono in maggioranza, ma anche gli adulti che siano interessati. Intanto la "Umberto Giordano" segue il suo percorso creativo, nondimeno sperimentando. E nello spirito della ricerca è stata posta in essere l'ultima performance, tenutasi in agosto presso il Teatro Comunale di Lacedonia, con il significativo titolo di "Risuonanze". I brani proposti sono stati, infatti, arrangiamenti per banda creati sulla base delle più belle pagine musicali del repertorio moderno, frutto di uno studio attento e mirato ad ottenere un’esecuzione brillante e di grande effetto. Complimenti, dunque, e ad maiora!

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Strada Provinciale 6 per Lqacedonia Monteverde

Finalmente una buona notizia: e quanto ci piace darla! La SP 6, la strada in condizioni più vergognose dell'intera Irpinia, è stata resa transitabile almeno al 70/80%, anche se rimangono alcuni punti con dossi. Anni di battaglie, che hanno visti protagonisti gli amministratori di Monteverde, affiancati da quelli di Lacedonia, ma soprattutto i cittadini, sembra abbiano sortito qualche risultato di rilievo. Le condizioni viarie furono oggetto di un servizio andato in onda su Striscia La Notizia alcuni mesi or sono: era venuto in zona Eugenio Il Genio. Non sarà tutto merito della "lampada magica", ma fatto è che il transito oggi non è più pericoloso come prima. Naturalmente la battaglia continua, perché il dissesto idrogeologico non si cura affatto di interventi di superficie, e chi scrive ritiene si debba rimettere mano al vecchio progetto di una "bretella" di congiunzione tra il Calaggio e l'Ofantina che attraversi i territori di Lacedonia, Monteverde ed Aquilonia, riducendo i tempi di percorrenza in maniera notevole. Nonostante tutto, però, quello ottenuto è già in sè un ottimo risultato, per il quale LUPUS IN FABULA esprime la sua soddisfazione!

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Quante volte avremo pronunciato la fatidica frase: «Attenzione, altrimenti ti faccio le scarpe?» E qualora lo avessimo fatto, avremmo mentito spudoratamente, perché ormai coloro i quali sono in grado realmente di "fare le scarpe" appartengono ad una categoria artigiana quasi del tutto estinta, con pochissime eccezioni, come quella costituita da Romeo Ragionato, uno degli ultimi "calzolai" dell'Irpinia orientale, il quale, con il suo lavoro che attinge humus ad una tradizione plurisecolare, è stato in grado di "scalzare" la definitiva scomparsa di una attività tra le più importanti nell'ambito della "cultura contadina". Da oltre tre decenni egli coltiva l'abilità calzaturiera antica, pur attento a tutte le innovazioni tecnologiche, nella sua bottega di Aquilonia, essendo peraltro figlio d'arte. Suo padre Michele, meglio conosciuto con il nomignolo di Oriente, nel lontano 1968, dopo un lungo apprendistato, aveva fondato una attività, accanto ad altri quattro compagni di ventura, definita la Compagnia. Di essa facevano parte "Funzin" Pascarella, "Ciabbattin", Zi Ciccillo e Zi Mariuccio (detto Lu Sant'Angiulese). Ebbene fu proprio Oriente a porre in essere ciò che che in Lombardia già andava sotto il nome di design, progettando con schizzi fatti a mano scarpe e stivali personalizzati e realizzandoli. E questo è il paradosso che ancora oggi divide in due la nostra beneamata penisola. A Milano li definivano stilisti, mentre qui da noi li consideravano "scarpari", spesso attribuendo una connotazione poco lusinghiera all'appellativo. In realtà se Oriente e la sua Compagnia avessero operato in altre realtà, magari avrebbero goduto delle fortune economiche e degli onori sociali oggi tributati a produttori di scarpe di chiara fama (gente che può permettersi il lusso di restaurare il Colosseo e di dirigere squadre di calcio di serie A).

Con encomiabile coraggio, ancorché egli pure, in gioventù, si fosse lasciato attrarre dalle luci fatue ed effimere delle metropoli, al principio degli anni novanta del secolo ormai scorso, decise di offrire continuità alla sapienza paterna e da allora tiene duro nella sua bottega, avendo peraltro concepito, in onore del padre, la personalissima Linea Oriente.

Amiamo raccontare storie di tal fatta, perché servono ad infondere coraggio ai tanti giovani che lo hanno perduto, a quelli che trascorrono il tempo a costruire castelli in aria, ad inseguire irrealizzabili sogni di gloria, perdendo di vista, spesso, l'incontrovertibile verità che ogni lavoro, se fatto con passione e maestria, è foriero di grandi soddisfazioni!

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO DELL'UFFICIO STAMPA DEL GRANDE SPETTACOLO DELL'ACQUA

Si è chiusa ieri sera la X edizione de Il Grande Spettacolo dell'Acqua, organizzato da "La Fondazione Insieme per...". L'ultima replica andata in scena sulle rive del Lago San Pietro ha tirato giù il sipario su una rassegna che anche quest'anno si è confermata una colonna delle manifestazioni estive di tutto il Centro-Sud Italia.

Commozione e applausi a scena aperta per uno spettacolo che mai come quest'anno ha incontrato il favore del pubblico, raggiungendo il delicatissimo punto di equilibrio tra la narrazione della vita e degli insegnamenti di San Gerardo e la bellezza degli effetti scenici di acqua e di luci, accompagnati dalla meraviglia delle esibizioni del corpo di ballo. Particolarmente toccante la parte finale dello spettacolo di ieri sera, con gli spettatori che, scesi dalle tribune per le operazioni di deflusso, si sono fermati sulle sponde dell'invaso artificiale per salutare, fotografare e applaudire i ballerini, rimasti a loro volta sul palco a replicare il saluto.

Oltre venticinquemila i visitatori che in questa edizione hanno affollato la tribuna in riva al lago: grazie a loro la fondazione, presieduta da Padre Angelo Palumbo, riuscirà a portare avanti i venticinque progetti avviati in Italia e nel mondo, concretizzando dunque la parola di San Gerardo Maiella: vivere per gli ultimi, stare accanto a loro e operare concretamente per i più sfortunati.

Nel ringraziare tutti coloro che, spesso tra mille difficoltà, hanno voluto sostenere anche quest'anno un'iniziativa tanto complicata, "La Fondazione Insieme per..." dà appuntamento all'anno prossimo e alla XI edizione de Il Grande Spettacolo dell'Acqua.

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 


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