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san filippo

Chi sono i Santi Patroni di Lacedonia e quali Santi ne sono i protettori? Su tale domanda corre una certa confusione sulla quale, con queste poche righe, spero di fare chiarezza. Pare che la diocesi di Lacedonia, nel suo periodo iniziale, si si sia affidata alle cure patronali, come riporta il Palmese, di Sant’Antonio Abate. Non c’è alcun modo per verificare tale notizia, ma io la accolgo per vera, considerata l’esistenza, fino alla fine del 1600, di una importante Chiesa a lui dedicata, quella nella quale fu celebrato il Giuramento dei Baroni ed in cui furono sepolte le spoglie mortali del Servo di Dio Giacomo Candido, Vescovo di Lacedonia morto nel 1608 in odore di santità. Fu poi abbattuta perché in quel luogo si scelse di impiantare la fabbrica della nuova Cattedrale con il suo campanile lapideo, ovverossia quella attuale.

Quando San Nicola di Myra abbia preso il posto di Sant’Antonio non è dato saperlo con certezza, ma si pensa che egli sia stato elevato a Patrono nella seconda metà del 1400, in seguito al devastante sisma del 1456, visto che fu riconsacrata in suo onore una Chiesa con portale gotico precedentemente dedicata a San Giovani Battista: ed il portale è purtroppo il solo elemento architettonico rimasto della originaria struttura, riedificata una infinità di volte in grazia dei periodici terremoti. Peraltro è uno dei santi che figurano nel Trittico quattrocentesco, insieme al Battista.

Dobbiamo attendere qualche secolo prima che San Filippo Neri diventasse Compatrono e Protettore. A tal proposito vorrei rilevare l’opera di ingenua disinformazione, certamente in buona fede, che taluno diffonde a mezzo web, asserendo che subito dopo il terremoto de quo i lacedoniesi, delusi da San Nicola, abbiano proclamato protettore San Filippo.

Peccato che Filippo Neri vide la luce a Firenze soltanto nel luglio del 1515 e che fu elevato agli onori degli altari nel 1622.

In realtà il culto filippino trova i suoi prodromi certi nella presenza a Lacedonia, dal 1606 al 1608, del Vescovo Giacomo Candido, che era stato suo discepolo presso l’oratorio romano, stante però il fatto che San Filippo fu proclamato ufficialmente Compatrono e Protettore soltanto l’8 di settembre del 1783, come riportano atti ufficiali ai quali ancora abbiamo accesso diretto. Quindi la sua chiesa è di quell’epoca.    

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MAVI

È tempo di dichiarazioni fiscali e si moltiplicano gli appelli alla destinazione del 5x1000, come è giusto che sia. Senza nulla togliere ad importanti e benemeriti Enti no profit, io comunque ritengo che ognuno dovrebbe dichiarare la volontà di destinare tali esigue somme, che sono attinte alle tasse versate senza alcun aggravio ulteriore, alle organizzazioni che in qualche maniera operano nel proprio territorio, al fine di migliorare la qualità di vita delle comunità. Per questo non esito a promuovere l'iniziativa della Pro Loco "G. Chicone" di Lacedonia, che di recente ha ottenuto lo status di A. P. S. (Associazione di Promozione Sociale) e che dovrebbe essere la naturale destinataria del 5x1000 dei lacedoniesi. In verità - e lo dico per sofferta esperienza personale - operare nel sociale a Lacedonia talvolta non è semplice, ma è sempre e comunque appagante, specialmente quando i risultati si riflettono in maniera positivamente lampante sulle dinamiche sociali. La "G. Chicone", infatti, da qualche anno ha compiuto un notevole salto di qualità, soprattutto aprendo il MAVI, che si candida ad essere un centro di studi antropologici, ma in genere culturali, di primo livello, specialmente se si tiene conto della stipula di un protocollo d'intesa con l'Università degli Studi di Salerno. Molto fa ed organizza anche sul fronte delle tradizonali feste paesane, dal carnevale alla "rottura della pentolaccia (pignata), alle escursioni alla scoperta del patrimonio ambientale. Molto di più potrebbe fare se vi fossero le risorse economiche necessarie, una delle cui fonti potrebbe essere proprio il 5x1000. È da specificare che esso non ha nulla a che spartire con l'8x1000, che può essere destinato come d'abitudine.

Per destinare il 5x1000 alla Pro Loco "G. Chicone" di Lacedonia nella dichiarazione va indicato il codice fiscale 91000530641.

Manifesto 5x1000 2019

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trani

Presso il Pozzo del Miracolo (Museo "San Gerardo" - Lacedonia)

Non so se tutti coloro i quali avranno la ventura di scorrere queste righe conoscono Trani, splendida città marinara, celebre per la sua cattedrale, ricchissima di storia e d'arte, essendo ormai peraltro certa l'identificazione dell'attuale agglomerato urbano con la Turenum romana indicata nella Tabula Peutingeriana. Le sue attrattive, a cominciare dalla marina, sono tali e tante che non basterebbe un'intera vita per conoscerle. Eppure alcune scolaresche tranesi sono state condotte in gita d'istruzione nella nostra Irpinia orientale, nella fattispecie presso il Museo Diocesano "San Gerardo Maiella" e il MAVI (Museo Antropologico Visivo Irpino) di Lacedonia, dopo una puntata mattutina presso il Museo Etnografico "Beniamino Tartaglia" di Aquilonia. Vengono da luoghi non molto vicini a studiare i nostri attrattori mentre dalle nostre parti molti guardano senza vedere, del tutto ignari ed inconsapevoli dell'offerta culturale, a trecentosessanta gradi, delle quali le nostre zone sono foriere. Viviamo, spesso senza rendercene conto, in un territorio, il quale abbraccia anche Monteverde e Bisaccia, per non dir di Calitri ed Andretta o Cairano o la Baronia e così via, che veramente, senza alcuna retorica, non avrebbe un bel niente da invidiare a nessuno. Fatto è che forse noi abbiamo fatto l'abitudine a quanto ci circonda e ciò a cui siamo troppo avvezzi, di solito, diventa "invisibile". Io non ne faccio una colpa a nessuno, naturalmente, ma le numerose comitive che guido personalmente presso il Pozzo di San Gerardo o presso il Trittico di Andrea Sabatini, quelle che vengono curate dagli ottimi volontari del MAVI, primi tra tutti Rocco e Antonio Pignatiello, affiancati dai bravi giovani che espletano il servizio civile, dimostrano chiaramente che quanto affermo da decenni non è una realtà "possibile", ma una realtà attuale. Io sono estremamente convinto che il nostro patrimonio culturale (storico, archeologico, antropologico, religioso, ambientale etc.), se pure non può chiaramente costituire una risposta completa alla carenza lavorativa che conduce allo spopolamento (perché occorre soprattutto reindustrializzare l'area del Calaggio, come forse l'inserimento nelle zone economiche speciali permetterà di fare), pure può essere parte importante della soluzione definitiva dell'annoso e grave problema del depauperamento antropico. Io ci credo al punto tale da sottoscrivere tale affermazione (cosa che di solito non faccio in questa sede), in maniera tale che se quanto dico non dovesse avverarsi ben si potrà affermare che sono solo un visionario (cosa che sono convinto non avverrà affatto).

Michele Miscia

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Acquasantiera medievale con effigie di Sirena Bicaudata (1100-1200)

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Presso il Trittico di Andrea Sabatini da Salerno (fine 1400)

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Un ambiente del MAVI

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Un ambiente del MAVI

TUTTI GLI ALUNNI SONO FORNITI DI LIBERATORIA PER LA PUBBLICAZIONE DELLE FOTO.

 

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BISACCIA modificato 1

Care concittadine, cari concittadini, abbiamo ricevuto da più parti la sollecitazione a spiegare pubblicamente i motivi della nostra mancata partecipazione alla competizione amministrativa. Riteniamo che non sia questo il momento più adatto per fornire spiegazioni: è in corso una campagna elettorale ed è giusto, quindi, che i cittadini bisaccesi si concentrino sulle proposte delle due liste in campo piuttosto che sulle ragioni di chi non c'è. Ci sarà modo e tempo per illustrare le motivazioni che hanno determinato la nostra decisione. Ciò che, invece, ci preme annunciare è che IL NOSTRO IMPEGNO CONTINUA. Abbiamo unanimemente convenuto di dare vita ad una iniziativa che si occupi di tematiche amministrative, politiche, sociali e culturali. Nelle prossime settimane determineremo le forme della nostra attività e le modalità di adesione. Abbiamo un duplice obiettivo: da un lato vogliamo esercitare un'azione di controllo sull'operato della prossima amministrazione comunale, portando all'attenzione della pubblica opinione analisi ragionate sulla vita amministrativa; dall'altro vogliamo soprattutto elaborare proposte concrete di miglioramento delle condizioni della nostra comunità, cercando di essere, laddove possibile, anche soggetto attuatore delle nostre proposte, in collaborazione con le altre associazioni del territorio.
Ci tenevamo ad annunciare la nostra iniziativa prima del voto del 26 maggio per evitare qualsiasi forma di strumentalizzazione: essa vedrà la luce indipendentemente dal risultato elettorale.

Ci auguriamo che il nostro impegno possa contribuire a migliorare la vita pubblica della comunità bisaccese.

Con affetto,

I FONDATORI


Donato Sena, Michele De Gianni, Pasquale Gallicchio, Antonio Pagliarulo, Claudio Morano, Daniel Balascio, Emmanuel De Vito, Concetta De Guglielmo, Michela Sena, Lucio Sollazzo, Marco Menna Salvatore Cela, Antonio Gentile.

bisaccia1

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Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


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